Migliorare Siviglia

Siviglia 2013. Trono europeo per Betta e Laura (foto Mimmo Perna)
Siviglia 2013. Trono europeo per Betta e Laura (foto Mimmo Perna)

Con l’arrivo della Nazionale a Belgrado, archiviate le buone prestazioni dei nostri Under 19 a Hazewinkel, entriamo ufficialmente in clima Europei. Tocca ai più grandi, tocca a loro dimostrare se i “lavori in corso” del cantiere Memorial d’Aloja sono prossimi alla conclusione. Probabilmente no, si dirà naturalmente che Belgrado sarà occasione per fare esperimenti sulla strada della quadratura del cerchio. Una quadratura da raggiungere, giocoforza, ad Amsterdam per i prossimi Mondiali. 
Dalla Serbia, però, dobbiamo ottenere segnali e, non essendo una prova di Coppa del Mondo ma una regata che assegna titoli (seppur continentali), il medagliere, naturalmente soprattutto quello olimpico, va assolutamente tenuto in considerazione. E’ sempre la misura della forza di una nazione. Collocati, dalla FISA, a inizio stagione (dal 2013), gli Europei ritornano a far gola a molti per diversi aspetti. Intanto, non sono più, come dal 2007 al 2012, scambiati per una delle pagine di “Elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam. Non più a due o tre (a eccezione del 2010, Mondiale a novembre in NZL) settimane di distanza dei Mondiali, per fortuna.

Le certezze sono i doppi. Leggeri (Micheletti-Ruta e Milani-Sancassani) e pesante (Fossi-Battisti). I doppi, più Di Costanzo e Castaldo nel due senza, specialità di conferme al maschile ed al femminile con Marzari e Arcangiolini.  L’assenza di Lodo spinge Coppola a provare l’emergente Gabbia nel quattro senza di Chungju e per metà rinnovato rispetto alla Corea è invece il quattro senza leggero, con ancora Dell’Aquila e La Padula titolari e gli innesti di Goretti e Luini . Il quattro di coppia ritorna a essere “barca veterana”. Non c’è Venier anch’egli infortunato, ma, dopo il Mondiale visto da casa, ritornano Stefanini, Agamennoni e Raineri (con il superstite Cagna). Le convocazioni nella coppia femminile rispecchiano quanto visto a Trio2016 e Memorial. Magnaghi e Paccagnella, le più in forma, per il doppio, con il conseguente “scambio di Sara” per il quattro di coppia: Bertolasi con Patelli, Palma e Schiavone.  Le ammiraglie, poi, sono sempre le solite incognite.

Quali previsioni per Belgrado?  Giocheremo a carte scoperte, dopo aver visto chi avremo di fronte, lasciando come sempre ad altri, magari proprio al nostro Presidente, dire che “puntiamo al maggior numero di barche finaliste”. Chiaramente ci aspettiamo un’Italia in migliori condizioni rispetto al Memorial e più “scafata” rispetto a Siviglia. E’ passato un anno, i nostri ragazzi e le nostre ragazze sono cresciuti sotto ogni punto di vista. Due ori, un argento e due bronzi in Spagna con il secondo posto nel medagliere dietro la Germania.  Logicamente, da tifosi ma anche da realisti, l’attesa è di risultati migliori. Anche leggermente, anche dopo i problemi affrontati negli ultimi mesi perché i problemi, diceva l’ingegner Kettering, sono il prezzo da pagare per il progresso. 

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