La pagella degli Junior dopo gli Europei

Abbraccio azzurro
Abbraccio azzurro

La regola del sette. Un sette leggermente più bello rispetto agli ultimi Europei. Due ori e cinque argenti a Hazewinkel 2014, due ori, quattro argenti ed un bronzo a Minsk 2013. Ci difendiamo ma siamo ancora lontani dalla Romania (sette ori un anno fa, sei ieri) e, soprattutto, dalla grande affermazione di Bled 2012 quando la nostra Nazionale, guidata ancora da Romagnoli (uomini, però) e Verdonkschot (donne) fece piazza pulita con cinque ori, due argenti ed un bronzo vincendo il medagliere senza guardare alcuna classifica a punti. 
canottaggiomania_hazewinkwl_quattromaschileQuattro di coppia maschile (Mirko Cardella-SC Telimar, Giorgio Casaccia Gibelli-SC Elpis, Giacomo Gentili-SC Bissolati, Emanuele Fiume-CC Pro Monopoli). La strada per l’euforia passa per la freddezza. L’attenzione, in barca, alle ultime dieci palate assomiglia a quella che il cecchino deve assumere per centrare i bersagli più distanti. Serve questo, assieme alla prontezza ed al grande cuore, per far cadere, anche per soltanto un decimo, la lepre Romania. Mirko, Giorgio, Giacomo ed Emanuele. Una sinergia color oro. Voto 9,5. 

canottaggiomania_hazewinkwl_4senzaQuattro senza femminile (Beatrice Millo, Sarah Caverni-SC Limite, Chiara Gilli-Sisport Fiat, Andrea Olga Jorio Fili-SC Armida). Grande forza di nervi: la tacca di benzina in più nel momento cruciale della finale. Generalmente, negli ultimi metri, è la Francia a riscoprire nuove energie. Si ricorda, per esempio, la finale del doppio (per noi, Coletti e Colombo) al Mondiale di Racice 2010. Questa volta il coltello resta saldo tra i denti delle nostre ragazze. Un centesimo può esser anche questione di fortuna, ma la Dea Bendata bisogna saperla conquistare con il carattere, qualità che Beatrice, Sarah, Chiara e Andrea Olga hanno in grande quantità. Voto 9,5.

canottaggiomania_hazewinkwl_doppiomaschileDoppio (Pietro Cattane-SC Tritium, Lorenzo Fontana-SC Menaggio). Forcing esplosivo, Lituania e Polonia formato Tom, sfiancate dai nostri Jerry. C’è buona sostanza in questa barca, un mix di forza ed agilità. Vince la Germania, ma il secondo e sei decimi di vantaggio significano che il raduno estivo sarà un’occasione importante per colmare quel che non è un divario ma una differenza leggera. Voto 9.  

canottaggiomania_hazewinkwl_quattrofemminileQuattro di coppia femminile (Claudia Destefani-Fiamme Gialle, Valentina Iseppi-SC G. D’Annunzio, Elena Waiglein-CC Saturnia, Arianna Mazzoni-SC Viareggio). Romania avvelenata, ansiosa di riprendersi almeno l’oro continentale dopo averlo, disgrazia loro, barattato con un “pesce” nelle acque di Trakai. Claudia (argento 2013 nell’otto), Valentina (iridata in questa specialità), Elena (argento 2013 nel quattro senza) ed Arianna (fresca giovane olimpica) sono ragazze d’esperienza. Rumene, questa volta, inavvicinabili ma il mancato successo non si trasforma in scoramento. Altolà, Olanda. Dove sei, Svizzera? Tutte in fila. Argento e applausi meritati, ben sapendo che per loro è un punto di partenza e non d’arrivo. Voto 8,5.

canottaggiomania_hazewinkwl_quattrosenzaQuattro senza maschile (Dario Favilli, Leonardo Pietra Caprina, Neri Muccini-SC Firenze, Andrea De Majo-CN Posillipo). Eterna sfida con la Romania con quattro interpreti azzurri differenti rispetto alla stagione precedente. C’è Dario “Justin”, già timoniere azzurro nel 2011. C’è un Pietra Caprina, ma non è Lorenzo. E’ Leonardo, passato assieme a Neri dal due senza (Europei 2013) all’otto (Mondiali 2013) ed al quattro senza (Europei 2014). Due, anzi tre (con Andrea) vicecampioni mondiali nell’Ammiraglia. Il talento, scuola di punta fiorentino-partenopea, al potere. Tre secondi e tre decimi non sono pochi ma lasciano aperti spazi di recupero verso i Mondiali. Voltiamo pagina pronti a goderci un nuovo capitolo di questo avvincente storia. Voto 8,5.

canottaggiomania_hazewinkwl_4conQuattro con (Riccardo Mager-SC Sanremo, Riccardo Peretti-SC Lago d’Orta, Simone Tettamanti, Alessandro Piffaretti-SC Moltrasio, Francesco Tassia-timoniere-Ilva Bagnoli). Ucraina frangiglutti, ma i due Riccardo, Simone ed Alessandro, unitamente a timo Francesco, reggono l’urto. I sogni d’oro sono rimandati ma solidità moltrasina, ben espressa da Pif e Simone, e l’affiatamento dei Riccardo ispirano certamente fiducia per il futuro. Voto 8,5.

canottaggiomania_hazewinkwl_doppiofemminileDue senza femminile (Chiara Cianelli-SC Arno, Allegra Francalacci-GS Cavallini). Chiara e Allegra verso la continuità, senza pagare lo scotto dell’esordio. Molto brave nell’ultima regata nazionale, altrettanto convincenti ieri nel resistere all’arrembaggio della Germania. Pazienza se la Romania appare equipaggio di altro pianeta. Queste due ragazze, molto toste, sono frecce importanti per l’arco di Romagnoli. Voto 8,5. 

Due senza maschile (Andrea Maestrale-CN Posillipo, Ivan Capuano-RYCC Savoia). Voto 7,5

Doppio (Paola Piazzolla-LNI Barletta, Federica Cesarini-Canottieri Gavirate). Voto 7

Riccardo Jansen-Ministero Affari Esteri. Voto 6+

Bianca Laura Pelloni-GS Speranza Pra’. Voto 6

Otto maschile (Giovanni Ficarra-CC Peloro, Nicolò Corsa-SC Sanremo, Alessio Vagnelli-RYCC Savoia, Raffaele Giulivo, Andrea Benetti-Marina Militare, Lapo Londi-SC Limite, Simone Morellato, Fabio Possamai-Fiamme Gialle, Niccolò Mancusi Lotti-timoniere- SC Firenze) . Voto 5,5

Otto femminile (Arianna Noseda-SC Lario, Maria Chiara Altomare, Lavinia Martini, Giovanna Schettino-CC Aniene, Sara Monte-CC Pro Monopoli, Elisa Mondelli, Ludovica Braglia-SC Moltrasio, Giada Bettio, Camilla Mariani-timoniere-SC Lario). Voto 5

Foto Maurizio Ustolin

12 pensieri riguardo “La pagella degli Junior dopo gli Europei”

  1. Riflessione.
    I tanti successi della voga di coppia mi fanno quasi pensare che siamo una Italia a vocazione remiera di coppia. La mia affermazione non è certo suffragata da statistiche e numeri; è un pensiero..così. Credo però che le basi di questo siano state piantate in un momento ben preciso ed esattamente quando l’ex DT Nielsen invase l’Italia con i singoli 7,20. Cosa sarebbe successo se invece dei 7,20 ci fossero stati tanti due senza in plastica per allievi e cadetti?
    Elucubrazioni personali a parte, bravi tutti gli azzurrini; di punta e di coppia. FORZA ITALIA!!!

  2. Grazie Marcello della tua conferma. Ma, allora, dato che ci lamentiamo sempre di non avere talenti di punta, perché non destiniamo una parte corposa del bilancio per “invadere” un altra volta l’Italia ma questa volta con due senza? Ragionamento anche troppo semplicistico ma con i piedi per terra! O no?

  3. ragazzi, ma guardate che i cadetti vogano in due senza dal ’94 o giù di lì!
    e nei paesi anglosassoni cominciano a remare a 16/17 anni eppure hanno equipaggi di punta eccezionali….
    dove sarà il trucco?

    1. non c’è nessun trucco, come in tutti gli sport valgono i numeri, ho controllato la partecipazione degli equipaggi 2- al festival dei giovani degli ultimi 10 anni, media uomini 8, media donne 2,5. All’estero è vero che cominciano a remare più tardi ma quasi esclusivamente di punta e sugli 8. A Londra possono mettere in acqua anche 200 8 fuoriscalmo, a Roma non arriviamo a 20, tanto per fare un esempio. Forse bisognerebbe prendere delle decisioni più coraggiose, puntare di più sul canottaggio scolastico, incentivare l’impiego degli 8 e delle gig a 4 (di punta!!! ), neanche un mese fa hanno disputato la prova in barca sul fiume tevere, c’erano 40 equipaggi gig in gara ma per gli equipaggi di punta hanno usato le jole; solo alle gare nazionali di Sabaudia si sono visti alcuni equipaggi 4 gig di punta.

  4. penso sia evidente che parlavo di “trucco” in senso ironico, e tu in qualche modo lo hai svelato.
    io credo che i numeri da te citati siano frutto del buon senso dei nostri tecnici che privilegiano, nell’età evolutiva, la simmetria della voga di coppia all’asimmetria della punta.
    si passa a quest’ultima quando, in società, c’è una grossa partecipazione e ci sono le barche adatte.
    ma quante società sarebbero disposte a investire le poche risorse disponibili in due senza da destinare solo ad allievi e cadetti?

  5. Ragazzi, io ho gettato la pietra nello stagno ma…non nascondo la mano. Dalle vostre parole è uscita già una mezza soluzione, che era poi quella che semplicisticamente auspicavo io. La FIC ha promozionato le GIG.., e le GIG adesso si vedono in giro!. Riempiamo l’ Italia di due senza in plastica per l’attività giovanile e vedrete che ci saranno tanti due senza in giro. E’ vero che sarebbe auspicabile preferire la voga di coppia ma, se fatto con buon senso, si può fare anche quella di punta già da allievi C e cadetti. Non ci vuole molto, basta alternare la bordata ad ogni uscita e magari inserire anche quella di coppia. Avremmo già al primo anno ragazzi una popolazione remiera CPD (coppia/pari/dispari) con grande gioia dei tecnici federali. Per quanto riguarda le risorse, la FIC faccia un investimento per il futuro (come fece Nielsen) progettando due senza propedeutici come il 7,20.

    1. ovviamente non sono un produttore di gig, ma insisto su questo tipo di imbarcazioni, è possibile armarle di coppia e di punta, hanno un timoniere, sono abbastanzanza stabili e divertenti, sono praticamente accessibili a tutti, anche ai neofiti (penso alle scuole). Probabilmente si vedrebbero in gara molti più equipaggi che non in 2-.

  6. convengo che la gig è una imbarcazione ottima per il primo approccio al canottaggio e per un’attività prevalentemente promozionale, e sono d’accordo anche con Andrea che vorrebbe due senza “ridotti”, ottimi sicuramente per un buon apprendimento tecnico,
    ma sono assolutamente convinto che non sia necessario iniziare a remare di punta a 13/14 anni per diventare un ottimo vogatore su un 4 o un 8.

  7. Non so se in assoluto sia una questione tecnica, tra punta e coppia. Certo, la tecnica, elemento fondamentale, può essere migliorata in corso d’opera. Ma è anche importante la mentalità e la formazione ambientale. I campioni di sci possono anche nascere dalla passione di un bolognese, ma è la montagna che nel suo ambiente porta a fare cose eccezionali. Quanto ai tanti otto che vediamo sul Tamigi a volte è da sbavare, se pensiamo che le nostre piccole società che tentano la barca regina spesso sono costrette a mettere all’asta lo spazio per una firma per raccogliere con tanti sospiri il necessario e fanno davvero tanto. Forse il peccato originale del nostro canottaggio, come anche altri sport, è che in Italia sono sempre stati considerati manifestazione di eccezionalità e fin dalle origini i praticanti sono stati considerati espressione di una élite, mentre nella realtà sono atleti del tutto normali, come lo possono essere grandi e piccini sia nella grande che nella piccola società, dove però si sono impegnati un po’ più degli altri. E lo hanno fatto per un qualcosa che avevano dentro se stessi, un cuore e tanta passione.
    Ferry

  8. Bella questa discussione; finalmente un post che suscita il confronto. Mi sa però che fra un po Marco ci oscura tutti; il post riguardava le pagelle junior agli europei. Parla e riparla siamo andati un po fuori discorso 🙂

  9. Andrea, perché Marco dovrebbe oscurarci? Lo scambio di opinioni può essere una fonte di arricchimento per tutti e magari partendo da questi interrogativi potrebbe aprire una nuova linea di amabile discussione. Socchiudiamo – ad esempio – la porta del canottaggio universitario, che recentemente ha riportato in qualche maniera il remo d’eccellenza all’Idroscalo, ormai negletto ed ai margini del circuito organizzativo federale (nazionale e regionale). Alla conclusione il Cus Milano ha festeggiato il maggior numero di medaglie (nei tre metalli di riferimento) sul piano nazionale.
    MEDAGLIERE CNU 2014
    CUS ORO ARG BRO TOTALE
    1^ Cus Pavia 25 11 9 45
    2^ Cus Milano 23 32 40 95
    3^ Cus Torino 15 19 19 53
    4^ Cus Genova 15 7 6 28
    5^ Cus Roma 13 10 10 33
    Il Cus Pavia però ha celebrato il primato per gli “ori” nel medagliere, grazie ad una rappresentativa non numerosa ma qualitativamente preparata, in cui canottieri e canoisti hanno impresso una indiscussa firma di eccellenza. A differenza di altri Cus, a Pavia, vera cittadella dello sport universitario, c’è una effervescenza di scuola e passione sportiva, mentre altri “arruolano” i propri protagonisti per l’occasione, grazie alla collaborazione delle società di canottaggio attive sulle rispettive piazze (ovviamente anche per gli altri sport). Forse un maggiore impegno “in casa” sarebbe di utilità sia per il canottaggio universitario che per il remo nazionale.
    Ferry

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