La strada di Giacomo

Giacomo Gentili

“Gentil” di nome e non di fatto. Gentile, Claudio. Lo ricordate in marcatura su Maradona e Zico ai Mondiali di Spagna 1982?  Prima il difensore di Bearzot smonta il Pibe de Oro e poi riserva analogo trattamento ad Arthur Antunes Coimbra. Feroce. 
Gentili, Giacomo. Vogatore di Cremona di anni 21. Nasce nella Canottieri Bissolati, cresce nel College Remiero di Piediluco e diventa campione d’Europa e del Mondo assoluto con le Fiamme Gialle. Capovoga di ritmo e bravura eccezionale. Fisico statuario, erede di una felice tradizione cremonese di ottimi interpreti della vogata di coppia: citiamo due campioni olimpici, scuola Eridanea, Gianluca Farina e Simone Raineri.

Non porta più la fascia in testa, come in occasione del suo successo ai Mondiali Junior 2015 di Rio de Janeiro, ma un cappellino con la visiera. Alternata al diritto con il rovescio a seconda della posizione del sole.  

Giacomo impara ben presto ad affrontare i leoni della giungla remiera. Nel giro di poche settimane, dalla gioia della vittoria iridata brasiliana passa alla responsabilità di dover qualificare, assieme a chioccia Romano Battisti, il doppio alle Olimpiadi in occasione  dei Mondiali Assoluti di Aiguebelette.  Missione compiuta, ma per metter piede nel Villaggio Olimpico dovrà aspettare altri 4 anni perché su quel doppio, al suo posto, salirà Francesco Fossi e perché l’anno successivo sfuma l’obiettivo di promuovere il 4 di coppia nell’ultimo appuntamento internazionale di Lucerna. Nel 2018, comunque, in quest’ultima specialità si toglierà un numero di soddisfazioni sicuramente superiori a quella delusione.

Comincio ad avere qualche problema di memoria ma se non sbaglio, di persona, non ci siamo mai visti o stretti la mano.  Ricordo però 4 anni e mezzo fa di esser rimasto colpito dall’irruenza espressa nella vittoria nel singolo Junior al primo Meeting Nazionale di Piediluco e di aver, pertanto, deciso di contattarlo via Facebook per conoscerlo meglio e presentarlo al pubblico di questo blog (clicca qui per l’intervista).

Giacomo Gentili

La passione per il Rugby, la grande stima nei confronti di Agostino Abbagnale (sua guida al College Remiero Giovanile) e il bel rapporto con il padre. “E’ tua , è tua”: il richiamo paterno, all’arrivo, è dolce musica per le le orecchie di Giacomo.  Tagliare, per primo, il traguardo di Piediluco  in quell’occasione significa saltare sul trampolino e lanciarsi verso il Memorial d’Aloja. Così prende il via primo  scorcio di una luminosa carriera.

Per tornare a bomba, quindi, Giacomo Gentili feroce come Claudio Gentile? Per noi no, ma per gli avversari, martellati dal suo magistrale passo in finale in Coppa del Mondo, agli Europei e ai Mondiali, sicuramente si.

Foto Mimmo Perna

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