Ciao Pippo, grazie di tutto. Non ti dimenticheremo mai!

Il momento che mai avremmo voluto vivere è purtroppo arrivato. Non abbiamo mai smesso di credere all’opportunità di sconfiggere quella fottuta malattia (quel maledetto osteosarcoma), di vederlo tornare a remare e coronare il sogno olimpico, meritatissimo alla luce di una carriera fatta di rincorse, di capacità di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, di voglia di crescere e raggiungere obiettivi ambiziosi.

Attoniti, sgomenti, increduli. Apprendiamo che il nostro Filippo Mondelli non è più tra noi. Tra un mese e mezzo avrebbe compiuto 27 anni, dal gennaio 2020 aveva iniziato a combattere in un campo diverso da quello di regata: l’intervento al Rizzoli di Bologna, vari cicli di chemioterapia e un calvario tremendo da affrontare con al fianco mamma Monica, il papà Guido e la sorella Elisa oltre ovviamente al supporto della Canottieri Moltrasio, delle Fiamme Gialle, della Federazione e dei compagni di squadra della Nazionale che gli sono stati vicini sino all’ultimo.

Sci e calcio nei suoi primi approcci con lo Sport. Rincorre i primi palloni alla Ardisce Spera e poi, nel 2007, inizia a remare alla Canottieri Lario. Passa poi alla Canottieri Moltrasio, una grande famiglia, così come lo sarà per sempre il canottaggio, passione di famiglia dato che il nonno Guido, per diverso tempo, guida la Canottieri Cernobbio.

Pippo e la Nazionale. Tanta, tantissima gavetta. I risultati non arrivano subito, molti di noi al suo posto avrebbero gettato la spugna e si sarebbero concentrati su altri aspetti della vita, magari più ludici, ma non lui. Non una persona pronta a mettere il 1000 per cento delle proprie energie per rincorrere il suo sogno. Le medaglie sono figlie di un grande impegno e di una perseveranza che, di fronte alle delusioni, lo porta continuamente a ricaricarsi senza mai perdere di vista la strada dell’eccellenza. Un gigante. Una inesauribile fame agonistica, una grande motivazione lo porterà nel 2015 a vincere il Mondiale nel 4 con Under 23 e nel 2017 a entrare nel Gruppo Olimpico: nell’ultimo quadriennio, con un fantastico gruppo di amici e compagni, vincerà il titolo mondiale nel 4 di coppia il 15 settembre 2018 a Plovdiv, in mezzo ai due bronzi di Sarasota 2017 (doppio) e Linz 2019 (4 di coppia), e si laureerà due volte campione d’Europa.

Il resto è storia d’oggi. In questi ultimi 15 mesi, siamo entrati a contatto l’energia del Mondelli lottatore, con la positività trasmessa dai suoi post e dai suoi video sui social dal letto d’ospedale. Filippo è stato il seme della speranza, un faro per tutti noi: noi non potremo mai dimenticare né il suo carattere né la forza che ha saputo trasmetterci proprio nel periodo in cui eravamo chiusi in casa per colpa del Covid-19 e ci lamentavamo magari di cose futili che non potevamo fare. Lui stava affrontando difficoltà 1000 volte più grandi ma lo faceva con straordinaria dignità e senza mai perdere il suo sorriso.

Filippo Mondelli continuerà, con il suo esempio, a vivere dentro tutti quanti noi, dentro soprattutto i nostri canottieri che a Tokyo, tra qualche mese, lotteranno per il titolo, per una medaglia o per una finale. Faranno tesoro della sua resilienza, della sua tempra, della sua voglia di arrivare lontano e, dopo i fantastici risultati di Varese, proveranno a dedicargli qualcosa di più importante.

“Il giorno che temiamo come ultimo è soltanto il nostro compleanno per l’eternità”. Per moltissimi anni ancora, siamo sicuri, la famiglia del Canottaggio continuerà a ricordare e onorare questa figura forte e generosa, dentro e fuori dall’acqua. Canottiere e ragazzo speciale dal cuore d’oro.

Ciao Pippo, grazie di tutto. Non ti dimenticheremo mai!

Memorial d’aloja: singoli e doppi al cardipalmo

Coppa d’Africa, pardon Memorial d’Aloja atto numero 1. In assenza di qualificati competitor internazionali, con la partecipazione dei paesi remieri emergenti (sei nazioni africane collegate al FISA Camp), il Belgio, equipaggi societari francesi e il Cile, l’attenzione va alle “sfide nelle sfide”, alias “azzurri contro azzurri”.

Guarda come filano Cesarini e Rodini (foto premiazione E. Artegiani-FAPress)! Il doppio leggero femminile campione d’Europa, a Piediluco, mette in fila le concorrenti Senior Guerra-Gobbi e Pappalardo-Serafini. Anche Oppo e Ruta, bronzo a Varese, danno parecchio filo da torcere ai componenti del 4 di coppia: occorre un strepitoso serrate a Panizza e Gentili, un piratesco assedio da fare invidia a Jack Sparrow, per riprendere Peppo e Stefano, secondi ma comunque davanti a Rambaldi e Venier. Passeggiata con cagnolino al guinzaglio per Lodo e Vicino nel 2 senza contro il Cile. Più duro il compito del 4 senza (Castaldo, Di Costanzo, Abagnale, Rosetti), più veloci di meno di 3 secondi rispetto a Comini, Sandrelli, Gaetani Liseo e Parlato.

Le gare più emozionanti nel singolo: nel femminile Veronica Lisi piega la resistenza della namibiana Dieckmann per soli 20 centesimi, nel maschile Gennaro Di Mauro supera il belga Tristan per poco più di mezzo secondo. Bravo Gennaro, ma è lecito sperare nel pieno recupero di Simone Martini (oggi terzo) da un lungo infortunio.

Concentriamoci sugli Junior. Magdalena Clerici, il 2 senza Mossi-Grisoni in campo femminile, il 2 senza Chierca-Ceccarino , il doppio D’Agostini-Maron e il singolista Francesco Pallozzi in campo maschile.

Il ritiro di Sara. “Trasmettero’ ai giovani i miei valori”

In una lettera aperta, Sara Bertolasi spiega la decisione del suo ritiro dall’agonismo. Due Olimpiadi, risultati brillanti in campo internazionale con una stagione 2018 indimenticabile sul 2 senza al fianco di Alessandra Patelli dua partner a Rio de Janeiro. Da parte di chi scrive, il migliore in bocca al lupo per il futuro (che è anche già presente) sportivo da dirigente federale, professionale e personale.

Cari tutti,

nella vita ci sono giornate che ricordi per sempre. Oggi, 15 aprile, per me sarà una di queste. Ho deciso di scrivere qualche riga per condividere in prima persona una decisione profonda, maturata durante questi ultimi mesi. Mesi di blocco forzato, attraversati da una pandemia mondiale che ha portato al rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo.

Io, nella mia Varese, ho avuto la possibilità di recuperare da un brutto infortunio e soprattutto di pensare. Pensare alla vita, al mio futuro. L’Olimpiade, la mia terza, dopo avermi accarezzato si è nuovamente allontanata e un anno nello sport spesso è un abisso. Per un canottiere sono almeno 600 sessioni di allenamento, che purtroppo a causa di un grave infortunio non ho potuto affrontare nel modo migliore per onorare l’Italia. Nel canottaggio non sono stata un talento, quello che ho fatto l’ho costruito con allenamenti intensi e costanti che oggi il mio corpo fatica a sopportare e, di conseguenza, ad assimilare.

Quando ho lasciato il ciclismo l’ho fatto perché sognavo i Giochi Olimpici. Nel 2011 a Bled in Slovenia, quando ancora non c’era la parità di sesso e quindi solo otto imbarcazioni accedevano ai Giochi, ho realizzato il mio sogno: la qualificazione per Londra 2012, la prima volta nella storia del canottaggio femminile italiano in due senza. Dalla prima alla seconda altri quattro anni, con un cambio di equipaggio, poi Rio 2016 sempre con la Canottieri Lario. Dopo l’esperienza brasiliana decisi di appendere i remi al chiodo, il fuoco però si riaccese grazie alla Canottieri Milano e da lì il ritorno nel 2018 con l’argento in Coppa del Mondo, il bronzo agli Europei e il quarto posto ai Mondiali Assoluti. Una stagione incredibile. Tra i ricordi più belli però restano le vittorie internazionali sul mio Lago di Varese, dove tutto è iniziato tra le fila della Canottieri Varese e, soprattutto, le tante persone che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere grazie al mio percorso sportivo.

Oggi, dopo una profonda rielaborazione e con la certezza di avere fatto il possibile per superare l’infortunio, ho deciso che la mia terza Olimpiade non potrà far parte della mia carriera. La vita da atleta richiede su tutto un costante impegno fisico e mentale, se uno di questi due fattori vacilla non riesci più ad esprimerti. Dell’atleta però mi porto la tenacia, la caparbietà e la lealtà, che ormai fanno parte del mio essere. Valori che cercherò di trasmettere soprattutto ai più giovani, nel mio nuovo viaggio da Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canottaggio e non solo.

Chiudo, allegandovi una delle foto alle quali sono più affezionata e ringraziando di cuore  tutti coloro che mi sono stati vicini, condividendo con me non solo i momenti euforici di questi tredici meravigliosi anni olimpici”

Sara Bertolasi

torna LA super GRAN BRETAGNA, L’ITALIA TRA LE GRANDI CON OLANDA E ROMANIA

Il quarto posto nel medagliere olimpico degli Europei di Varese, prima verifica di tutte le principali nazioni continentali, rappresenta un ottimo punto di partenza per l’Italia a tre mesi e mezzo dal principale appuntamento di questo quadriennio diventato quinquennio a causa dell’emergenza Covid-19.

Cinque medaglie, in un contesto altamente qualificato, con le notevoli ed entusiasmanti prestazioni del 4 di coppia maschile e del doppio leggero femminile davanti a tutti ma senza certamente dimenticare le strepitose rimonte dell’argentato 2 senza maschile e del bronzeo 4 senza maschile, risultato al pari di un doppio leggero maschile sempre tra i migliori. Due ori, un argento e due bronzi. Un bottino per cui occorre complimentarsi con tutti gli artefici: il Consiglio Federale, ricordiamo la delega all’area tecnica assegnata al vicepresidente Michelangelo Crispi, lo staff tecnico (dal DT Cattaneo a tutti i suoi collaboratori), lo staff medico e, of course, atleti e atlete.

Non passa inosservata la grande ripresa della Gran Bretagna con le sue 9 medaglie (3 ori, 3 argenti, 3 bronzi). Lucciano i tre ori e colpisce la capacità di portare in cima all’Europa sia il 4 senza che l’otto maschile oltre al 2 senza femminile. Tra le sette medaglie (2 ori, 3 argenti, 2 bronzi) dell’Olanda, spiccano i successi nel 4 senza e nel 4 di coppia femminile con quella vecchia (quest’anno, se non erro, son 65…) volpe di Josy Verdonckshot. Certo gli orange rimpiangeranno la mancata vittoria nel doppio maschile con quel sorpasso francese “d’autore” La Romania di Antonio Colamonici “eccelle” nel settore femminile, con le affermazioni nel doppio e nell’otto, abbinando anche tre argenti: da applausi 4 senza e otto maschile. La strada verso Tokyo è appena all’inizio.

l’italia europea è straripante: varese la applaude

L’impegno degli oltre 250 volontari agli Europei di Varese è assolutamente ripagato dalla prestazione degli equipaggi azzurri. Una domenica trionfale, con più di metà dei finalisti in medaglia e una generale condizione tecnica e fisica che fa capire che siamo sulla strada giusto verso le Olimpiadi di Tokyo. Ben otto su quindici: tre ori (doppio leggero femminile, 4 di coppia maschile, 4 di coppia leggero maschile), tre argenti (2 senza, 2 senza Pesi Leggeri, singolo Pesi Leggeri) e due di bronzo (doppio leggero maschile, 4 senza maschile). Italia sul podio in ben cinque specialità olimpiche, con due vittorie continentali.

Magistrale prova del 4 di coppia maschile! Venier, Panizza, Rambaldi e Gentili stritolano olandesi, apparsi imbattibili nel 2020 e ricondotti oggi alla normalità dall’uragano azzurro. Una sensazione di forza davvero straordinaria, una buona costanza di rendimento in tutto il percorso. Fantastiche Valentina Rodini e Federica Cesarini! Sono campionesse d’Europa alla Schiranna di Varese al termine di una gara praticamente perfetta! Il loro doppio leggero vola via, controlla sempre molto bene la situazione in ragione di una maturità acquisita in queste ultime tre stagioni: a nulla valgono i disperati attacchi conclusivi delle inglesi. Goretti, Vicino, Torre e Rocek lasciano con il fiato sospeso dopo un duello eterno con la Francia: è la vittoria del cuore e arriva con soli 2 centesimi di margine sui transalpini.

Il 2 senza di Lodo e Vicino parte forte e chiude fortissimo (come consuetudine) cedendo qualcosa di troppo ai Sinkovic sul passo. All’arrivo i croati devono stringer i denti per ripararsi dall’attacco all’arma bianca di Matteo e Peppe, bravi a scrollarsi di dosso la pressione della Serbia e il possibile ritorno della Romania. Vicino dedica questa bella medaglia alla nonna recentemente scomparsa e sua prima tifosa. Il capitolo degli argenti comprende anche le belle gare del singolista leggero Soares e del 2 senza leggero Fasoli-Mantegazza.

Oro a ottobre, terzi oggi dietro Irlanda e Germania. L’importante per il doppio leggero di Oppo e Ruta è esser sempre tra i migliori e non mancare mai l’appuntamento con la medaglia. Rush finale eccezionale per il 4 senza. Scalzata l’Olanda, con solo inglesi e rumeni (vicini) davanti, l’Italia di Di Costanzo, Abagnale, Rosetti e Castaldo si mostra generosa negli sforzi ed è brava a credere sempre nella possibilità di salire sul podio anche quando a 500 metri dal traguardo è lontano un secondo e mezzo.

Chiudono quarto il 4 con ParaRowing, quindi il pararower Spolon, il doppio PR2 Mirabile-Nardo, il 4 di coppia femminile e l’otto maschile, sesto il 4 senza femminile e l’otto femminile.

EUROPEI A VARESE: L’ITALIA FA LE PROVE PER LE MEDAGLIE

Risultati più che soddisfacenti anche oggi in chiave Tokyo per l’Italia padrone di casa agli Europei di Varese. In copertina oggi il doppio pesi leggeri di Cesarini e Rodini, capace di vincere la propria semifinale tenendo adeguatamente a bada Irlanda e Russia. D’accordo che forse le peggiori clienti (inglesi, olandesi, rumene) si sono affrontate tra loro nella gara precedente ma la solidità espressa, oggi più di ieri, dalle azzurre vicecampionesse europee è molto significativa.

Tornando alla copertina, effettivamente andrebbe condivisa con il 2 senza. Lodo e Vicino sono un’assicurazione sulla vita, magistrali nel prendere il comando e nel gestire gli attacchi di serbi, olandesi e inglesi, fuori dalla finale per 2 centesimi. Italia più veloce anche dei fratelli Sinkovic, “in carrozza” con Romania e Francia.

Quel secondo e mezzo subito guadagnato su tutti gli avversari nei primi 500 metri è già altamente indicativo della forza del 4 di coppia. Gentili, Panizza, Rambaldi e Venier consolidano la propria leadership, palata dopo palata, e diventano ben presto spettatori della lotta per la qualificazione e della “festa baltica” con il secondo posto estone e il terzo lituano, parecchio distanti dalla prestazione azzurra: Oppo e Ruta, nel doppio leggero maschile, assaggiano l’ottima forma degli irlandesi. Azzurri secondi, nell’altra semifinale si vede una effervescente Germania.

Gara generosa del 4 senza femminile. Rocek, Tontodonati, Patelli e Ondoli staccano il biglietto per la finale eliminando la Danimarca e contendendosi la leadership sino all’ultimo centimetro con le russe poi vincitrici del recupero. Di Costanzo, Abagnale, Rosetti e Castaldo non si strappano i capelli dopo la velocissima partenza britannica. In vista della finale di domani, meglio risparmiare preziose energie in una semifinale in cui la qualificazione non è mai in discussione. A tirarsi il collo, nell’altra gara odierna del 4 senza, Olanda, Romania, Polonia e Svizzera: elvetici out per 4 centesimi!

Ottima performance anche per il 4 di coppia femminile, vincitore del proprio recupero con Guerra, Montesano, Lisi e Gobbi.

Anche il pararower Massimo Spolon si guadagna l’accesso alla finale. Perdiamo per strada i doppi: di pochissimo, però, i giovani Chiumento e Carucci, mentre Buttignon e Iseppi sono maggiormente staccate. In finale B anche Gennaro di Mauro e la singolista leggera Arianna Noseda.

Domani, per le medaglie, lotteranno nove barche olimpiche, tre paralimpiche e tre non olimpiche.

A VARESE PIACE L’ITALIA EUROPEA

Promettenti primi passi per l’Italia del DT Franco Cattaneo a Varese nella prima giornata degli Europei. Avanti 6 delle 7 (l’otto è in finale diretta) barche olimpiche maschili con, in primo piano, l’ottima performance del 2 senza di Lodo e Vicino, autori del miglior tempo delle batterie. Tre barche tutte con il tempo di 6’34 nelle tre batterie: i Sinkovic e la Romania saranno rivali molto accreditate lungo la strada del successo.

Autorevole prova anche per 4 di coppia e doppio. Anche la barca di Venier, Panizza, Rambaldi e Gentili si impone in batteria lanciando il primo segnale all’Olanda, anch’essa leader di giornata. Molto decisa anche l’azione del doppio leggero Ruta-Oppo, campioni europei in carica che sanno già di doversela vedere con una Irlanda “in palla”. Avanti anche il 4 senza (Di Costanzo, Abagnale, Rosetti, Castaldo), preceduto dalla Romania, e, dopo i recuperi, il singolista Di Mauro e il doppio Carucci-Chiumento.

Quasi tutta ai recuperi la squadra femminile, a parte il doppio leggero Cesarini-Rodini che finisce terzo e stacca il pass per la semifinale. Da rivedere il doppio Iseppi-Buttignon, il 4 senza di Rocek, Tontodonati, Patelli e Ondoli e il 4 di coppia di Guerra, Montesano, Lisi e Gobbi. Anche l’otto femminile è in finale diretta. Esce anticipatamente di scena la singolista Elisa Mondelli.

Tra i non olimpici Paco Soares accede alla finale del singolo Pesi Leggeri. Ai recuperi Arianna Noseda e, nel ParaRowing, Massimo Spolon.

TUTTI I PASS ASSEGNATI A VARESE PER TOKYO 2021

È terminata oggi alla Schiranna di Varese la Regata Europea di Qualificazione Olimpica e Paralimpica. Lunedì si sono disputate le batterie e i recuperi, mentre oggi, nella giornata dedicata alle finali della manifestazione, si sono assegnate le medaglie e i 12 pass per Tokyo.

A volare in Giappone tra pochi mesi per le Olimpiadi saranno le singoliste Hanna Prakhatsen (Russia), Diana Dymchenko (Ucraina) e Jovana Arsic (Serbia) e i singolisti Stefanos Ntouskos (Grecia), Alexander Vyazovkin (Russia) e Bendeguz Petervari-Molnar (Ungheria).
Hanno conquistato la qualificazione nel doppio pesi leggeri femminile dopo un’appassionante finale le russe Anastasia Lebedeva e Maria Botalova e le greche Zoi Fitsiou e Evangelia Anastasiadou. Sul podio ma non a Tokyo le austriache Valentina Cavallar e Louisa Altenhuber. Nel doppio pesi leggeri maschile, fanno festa gli ucraini Igor Khmara e Stanislav Kovalov e i portoghesi Pedro Fraga e Afonso Costa che hanno staccato di molto ogni avversario nella gara decisiva; terzo posto per i russi Kirill Blinovskikh e Maksim Telitcyn.
Varese è stata palcoscenico della qualificazione alle Paralimpiadi per la bielorussa Liudmila Vauchok, atleta del singolo PR1 che ha già partecipato ai Giochi invernali nel Cross-Country skiing, e per lo spagnolo 46enne Javier Reja Munoz.

Se oggi è calato il sipario sulla Regata Europea di Qualificazione Olimpica e Paralimpica, domani si alzerà quello sugli Europei Assoluti, l’appuntamento più importante in questa settimana di grande canottaggio a Varese. Poco fa si è tenuto il sorteggio delle corsie e sono stati ufficializzati gli orari.
Il via alla manifestazione sarà dato domani alle ore 9.30 con le batterie del singolo PR1 femminile. Alle 10.16 scatteranno quelle del due senza femminile e la serie di gare preliminari si chiuderanno alle 13.55 con l’otto maschile. Nel pomeriggio sono previsti i recuperi. 

EUROPEI E QUALIFICAZIONI a varese: tutti i numeri

Mancano ormai solo pochi giorni al via della settimana di grandi eventi internazionali di canottaggio sul Lago di Varese. Da lunedì 5 a mercoledì 7 aprile è in programma la Regata Europea di Qualificazione Olimpica e Paralimpica, mentre da venerdì 9 a domenica 11 il Lido della Schiranna si popolerà degli atleti che andranno a caccia di una medaglia al Campionato Europeo Assoluto. I numeri legati alle due manifestazioni dei 6 giorni complessivi di gare sono di grande rilievo ed è giusto sottolinearli.

Le realtà che compongono il Comitato Organizzatore potranno contare sul patrocinio di 4 enti e sul sostegno offerto dai 17 sponsor. Ad arrivare a Varese per la Regata Europea di Qualificazione Olimpica e Paralimpica saranno 67 atleti di 22 nazioni, tutti a caccia di un pass per i Giochi di Tokyo. Le Nazionali più numerose, tra cui l’Italia, hanno già qualificato le proprie barche per la rassegna olimpica e, dunque, non saranno al via; discorso inverso, invece, per altre come Portogallo, Grecia, Belgio, Andorra o Israele, ad esempio, che proveranno a farlo a Varese.
In palio ci sono 17 pass da conquistare nei tre giorni di competizioni.

Quanto agli Europei Assoluti, sono attesi ben 629 atleti di 35 nazioni. Il gruppo più numeroso è quello dell’Italia che ha iscritto 21 barche; Olanda e Gran Bretagna, entrambe con 18 equipaggi iscritti, vengono subito dopo gli azzurri. La gara con più barche al via sarà il singolo maschile al quale si presenteranno 26 nazioni, seguito dalle 17 del singolo femminile.
Le 24 Finali A previste metteranno in palio le 72 medaglie della kermesse continentale che vedrà il Lago di Varese assoluto protagonista per all’incirca 24 ore di regate complessive suddivise in tre giorni. Venerdì 9 aprile si partirà alle ore 9 con le qualificazioni e i ripescaggi, sabato 10 aprile ci saranno quarti di finale dove previsti, semifinali e Finali C e D, mentre domenica 11 aprile dalle 9.55 alle 15.36 si susseguiranno le Finali A che assegneranno i titoli europei.

La settimana di eventi internazionali a Varese coinvolgerà, oltre agli atleti e agli staff delle varie Nazionali, anche circa 250 volontari e diverse strutture ricettive della provincia nell’arco di 25 chilometri dal campo gara. Migliaia i pernottamenti già prenotati da tempo che daranno un po’ di linfa al settore turistico nostrano, provato dagli effetti della pandemia dell’ultimo anno.

Seppure chiuse al pubblico, le manifestazioni saranno raccontate dagli addetti ai lavori (accreditati 30 giornalisti da tutta Europa) che potranno usufruire della tribuna coperta posizionata di fronte all’arrivo e che può ospitare fino a 100 persone per rispettare le limitazioni dovute al Covid.

Perchè il CANOTTAGGIO è una passione, un'emozione, un orgoglio, un brivido. Per tutti noi: una MANIA