Il magnifico miglio di Gian Piero ed Enrico

canottaggiomania_magnifico_miglio“Il Tevere a Roma ha ispirato tante opere diverse ed ha regalato sensazioni di ogni tipo ai turisti, ai romani e in particolare ai fiumaroli. L’amore per questo tratto di acqua e le sue sponde, raccontato nel libro, traspare in ogni ricostruzione. È l’amore della famiglia Galeazzi, padre e figlio, di cui Gian Piero ci parla insieme ad Enrico Tonali“. E’ il presidente del Coni a inquadrare “Il magnifico miglio” (Gennarelli Bideri edizioni), secondo fatica letteraria nel giro di pochi mesi per l’aedo del Canottaggio azzurro, dopo “E andiamo a vincere”, accompagnato in questo viaggio dal compagno di mille avventure remiere .
Giovanni Malagò, anch’egli profondo conoscitore del Tevere, va oltre. “È il sentimento autentico e genuino, generato da questi flutti e cresciuto nelle gesta dei tanti personaggi, che riaffiora alla mente degli autori”.  Galeazzi prende subito per mano il lettore.  “Se Tonali ed io, dopo mezzo secolo, siamo ancora qui a respirare aria di fiume ci sarà una ragione. È una lunga storia. Restate con noi, ve la raccontiamo“.

Il fiume vive in simbiosi con Gian Piero ed Enrico, anzi dentro di loro e la trama scorre attraverso un immaginario viaggio in barca. C’è anche l’intento di dimostrare una tesi, già promossa dal collega Alberto Marchesi: lo sport, a Roma, nasce sul Tevere.

Sfogliare le pagine de “Il magnifico miglio”, significa metter mano ai ricordi e diventarne, in certi punti, anche gelosi.  Galeazzi confessa anche come il padre Rino lo convince a diventare un canottiere. “Mio padre fu molto lungimirante e abile. Ero il classico ragazzino romano
scansafatiche e amante del pallone. Lui non mi ha mai obbligato: mi
mostrava semplicemente i remi e le attrezzature d’allenamento”.

canottaggiomania_Galeazzi_TonaliSi parla del ponte Milvio, luogo cult per gli innamorati, di Romolo e Remo,  anche di Francesco Totti ma è naturalmente il Canottaggio a recitare il ruolo di primo attore. Foto storiche di gare e premiazioni, la rivalità tra Roma (il circolo di Gian Piero ed Enrico) e Lazio,  Paolo d’Aloja e gli “eroi tiberini”, come il socio giallorosso Attilio Rossi. A 92 anni è il più longevo canottiere del Tevere in attività.  Si diverta e provi ancora a lungo, il buon Attilio, l’emozione di sentir scorrere la sua barca. Agli amici Gian Piero ed Enrico l’augurio di proseguire la loro carriera, tra prosa e poesia, regalandoci il piacere di sfogliare altre loro opere.

 

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