Sara Bertolasi: “Atleti al centro per far crescere la base”

Sara Bertolasi (foto Perna)

Lo Sport come obiettivo, come fattore importante nella propria formazione personale, come sfida quotidiana per migliorare e crescere. Cuore e testa: avanti di pari passo, ponderando bene ogni scelta.  Sara Bertolasi è pronta ad affrontare un nuovo impegno: rappresentare gli Atleti all’interno del Consiglio Federale nel quadriennio 2021-2024.

Una seconda esperienza, dopo quella maturata tra il 2013 e il 2016 in ragione dell’elezione avvenuta nel novembre 2012 quando fu la  più votata tra tutti i candidati. Due partecipazioni olimpiche (2012 e 2016)  nel 2 senza, traguardo che nessuna altra Donna italiana ha sin qui tagliato. Otto partecipazioni ai Mondiali, cinque agli Europei (con un argento e due bronzi).

Con Claudia Wurzel, compagna di barca a Londra 2012

Ruoli e responsabilità crescenti in ogni campo. Se da un lato la carriera sportiva le regala soddisfazioni di primissimo piano, dall’altro anche quella universitaria procede con analoghi successi: Laurea in Scienze della Comunicazione con il massimo dei voti, una Laurea specialistica in Management delle Imprese Sportive e un Master in Diritto e Management dello Sport. Attualmente Sara voga per la Canottieri Milano ed è  consigliere e Direttore Sportivo della Canottieri Lario.

Con Alessandra Patelli, “socia” di barca a Rio 2016

Sara, che cosa è per te il Canottaggio?
“Il Canottaggio è lo sport che mi ha permesso di formarmi, realizzare i miei obiettivi e ciò che mi ha permesso di conoscere le persone più importanti per la mia vita. Ho iniziato a remare a 19 anni, dopo 4 anni sportivamente deludenti nel ciclismo. Il mio sogno era quello di partecipare alle Olimpiadi ma avevo capito che sulle due ruote non ci sarei riuscita. Così ho iniziato a remare nel 2007 in Canottieri Varese, nel 2012 è arrivata la prima storica partecipazione olimpica con Claudia Wurzel e nel 2016 la seconda con Alessandra Patelli. Entrambe insieme alla Canottieri Lario. Quello che mi piace del canottaggio è che i successi vanno costruiti mattone su mattone, con dedizione e tenacia. Oltre a questo, l’aspetto che mi piace di più è che un equipaggio per fare la differenza deve capirsi senza che i membri parlino troppo tra loro”.

Con lo speaker e marito Luca Broggini

Per quali ragioni ti metti a disposizione della categoria degli Atleti per il prossimo quadriennio?
“Ho scelto di scendere in campo per rappresentare gli Atleti perché sono un’atleta, vivo in mezzo agli Atleti e sento di poter restituire l’esperienza. Non solo quella sportiva. Il Canottaggio mi ha anche spinto a costruire il mio futuro nello sport. Ritengo la formazione un tassello essenziale per riuscire davvero a portare un valore aggiunto. Al mio percorso sportivo ho associato anche quello universitario con una laurea magistrale ed un Master in diritto dello sport. Queste competenze potrebbero essere un valore aggiunto per far crescere e migliorare il nostro sport, con gli Atleti sempre al centro”.

Nel giorno della Laurea specialistica

Quali elementi della tua esperienza di Atleta della Nazionale saranno utili per questo ruolo?
“La conoscenza delle esigenze degli Atleti, ad ogni livello, e del nostro modo di pensare e vedere la realtà direttamente dall’interno e sul campo. Il mio percorso per arrivare a vestire la maglia azzurra è partito dal basso, in mezzo ai giovani con i corsi di avviamento. Il mio impegno vuole dar voce a tutto il comparto atleti, dai giovani ai master, con attenzione agli universitari e all’alto livello. Ogni atleta deve essere rispettato, seguito, ma soprattutto ascoltato. I rappresentati atleti regionali saranno per me riferimento nell’intero quadriennio, non solo al momento del voto”.

Venier, Bertolasi e il DT Cattaneo

In che modo secondo te il Consiglio Federale può, con la sua azione, migliorare il rapporto degli Atleti (Nazionale e non) con la Federazione e, quindi, far crescere la loro passione per il Canottaggio?
“Penso che la cosa più importante di un consigliere sia ascoltare molto, oltre ad essere presente, farsi sentire ed essere collante/collegamento con la Federazione. E poi mi piacerebbe portare le idee della base e svilupparle per realizzarle insieme”.

Ci sono altri settori di cui ti piacerebbe occuparti una volta entrata in Federazione?
“In questi mesi ho avuto la possibilità di partecipare ad una serie di incontri di altissimo profilo che mi hanno insegnato tanto. Durante il lockdown un gruppo di saggi e imprenditori hanno creato un appuntamento settimanale dove ci si confrontava su una serie di tematiche. Ecco, questo deve essere sicuramente traslato in Federazione. Una Federazione, come un’azienda, per il buon funzionamento deve strutturarsi valorizzando le competenze e le capacità di ogni singolo membro della squadra. Come rappresentante in quota Atleti mi piacerebbe occuparmi di tutte le categorie, con le rispettive priorità è sfaccettature. Università, mondo amatoriale, master e canottaggio per tutti. I campioni dovranno diventare gli ambasciatori, portatori di nuovi stimoli per far crescere la base”.

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