Road to FIC 2021-2024: tutti i temi trattati con il Nord-Est

Massimiliano d’Ambrosi, Lorenzo d’Arrigo e Fabrizio Quaglino, candidati alla prossima Assemblea federale in quota Società, inviano un comunicato relativo allo svolgimento del primo incontro macroregionale. 

“Mercoledì 13 gennaio, con inizio alle ore 21,00, si è svolto il primo incontro macroregionale Road to Fic, dedicato al nord est d’Italia e comprendente Friuli Venezia Giulia, Veneto, Provincia di Trento, Emilia Romagna e Marche, che vedeva collegati online i tre candidati alla carica di consiglieri in quota società per il Consiglio Federale della FederCanottaggio 2021/2024:
Massimiliano d’Ambrosi, Lorenzo d’Arrigo e Fabrizio Quaglino.

Nella presentazione era d’Ambrosi, presidente del Comitato Regionale del FVG a rompere il ghiaccio, confermando l’intenzione
di portare avanti la sua candidatura, assieme a quella di Quaglino Presidente del Comitato Lombardia e d’Arrigo past-president di quello della Sicilia, compagni di viaggio, in occasione di quella
che sarà l’Assemblea Nazionale Elettiva del 6 e 7 febbraio all’Hotel Hilton di Fiumicino (Roma), confermata da circolare federale giunta in questi giorni.

Un’azione che considerano come un valore aggiunto per il futuro Consiglio, con la volontà di portare un cambiamento, nonostante la
concorrenza che vedrà scendere in campo, per 7 posti (5 uomini + 2 donne), l’attuale squadra del Presidente Abbagnale oltre ad altri 8 outsiders.

Ribadiva d’Ambrosi che nella stagione della pandemia si è sentita la distanza tra la FIC e le società, che potrebbe, con la sua presenza in Consiglio, assieme a quella di Quaglino e d’Arrigo, abituati, in quanto uomini di Comitato e quindi a dialogare con la base, essere ridimensionata. D’Arrigo ribadiva l’intenzione loro e la necessità da parte della FIC, di offrire un miglior servizio alle società, collaborando da vicino con le stesse. Interveniva Quaglino, con un focus sui campi di gara che non necessariamente devono costituire un palcoscenico nazionale o internazionale, ma rappresentare la base di partenza per la promozione del canottaggio.

In occasione degli eventi poi, la stretta collaborazione con l’ufficio stampa federale, lì dove questo organismo regionale si trovi in sofferenza, potrebbe essere un ausilio importante per la buona riuscita della manifestazione. La classificazione dei campi di gara è un’opera importante a cui deve seguire collaborazione con i COL e l’istituzione di Linee Guida.

Si ritornava quindi al significato di Road to FIC, che non è soltanto la presentazione dei tre candidati alla carica di consiglieri, ma rappresenta una tribuna di confronto con le società e quindi con
la base, tanto che si auspica per il futuro, su questa piattaforma, interventi e confronti anche con gli altri candidati.

Puntualizzava d’Ambrosi come la loro candidatura vuole portare un valore aggiunto in Federazione e non dare contro al Presidente o alla sua squadra, che stanno perseguendo un progetto tecnico di assoluto valore dimostrato dai risultati. Dove non ci si trova d’accordo è ad esempio nella promozione del canottaggio giovanile ed il rapporto con il mondo della scuola, che rappresentano
un serbatoio che deve essere alimentato ed implementato, perchè rappresenta il futuro del canottaggio italiano.

Le piccole società non sempre hanno la possibilità di sviluppare un settore giovanile determinante perchè poi distanti dai maggiori confronti remieri, e si rende quindi necessaria la riduzione delle distanze per far incontrare anche le più piccole realtà tra di loro. Lo
stesso college dovrebbe gratificare i sogni di un numero più elevato di persone, magari utilizzando le strutture di società già esistenti sul territorio.

D’Ambrosi sottolineava come le rappresentative regionali costituiscono già di per sé, in alcune realtà, una sorta di mini college ed i coordinatori regionali dovrebbero essere sempre di più “l’occhio
della FIC” sul territorio, degli autentici talent scout per un periodo illimitato di tempo e non solo occasionalmente, valorizzando il lavoro e le competenze di tutti i tecnici della regione, pensando
anche ad un data base funzionale.

Quaglino ribadiva come il confronto tra regioni ha fatto in modo da alzare l’asticella dei valori in campo, con numeri e qualità sempre più elevati, e si rende indispensabile e necessaria una raccolta dati, un monitoraggio a favore di un migliorato livello non solo in termini numerici.

D’Ambrosi esprimeva una riflessione sulla data unica del 28 febbraio per la prima regionale in tutta Italia e come questa costituisca un limite al confronto ed alla collaborazione tra regioni viciniore, anche in funzione di una valutazione attendibile in occasione della prima nazionale del mese successivo; chiosava d’Arrigo come le regionali rappresentano occasione ed opportunità di crescita e confronto, in particolare per club distanti che in regione non trovano eventi stimolanti.

Era ancora d’Ambrosi che sottolineava come le loro candidature si affiancano ad altrettanti consiglieri delle medesime regioni nel Consiglio uscente, e presentati da Abbagnale, precisando però
come non vogliono essere in contrapposizione a nessuno, ma vivere nella convinzione di portare un contributo nuovo, importante e competente al Consiglio Federale.

Proseguiva Quaglino come il loro auspicio era quello di una visione manageriale affiancata a chi deve organizzare e gestire, dando comunque continuità inserendo figure nuove dalle nuove idee, amalgamate a quelle dei consiglieri che già siedono in Consiglio, confermando del pari come il programma rimane sempre e comunque quello del Presidente Abbagnale.

Un intervento da parte di chi seguiva la diretta Facebook, chiedeva di dar voce non solo agli eventi di alto livello, ma anche alla miriade di attività promozionali, che sono il risultato in particolare delle piccole società e che rappresentano un volano importante per la promozione del canottaggio, e di conseguenza a quei campi di gara che pur non potendo ospitare l’agone internazionale del remo, spesso sono, vuoi per necessità, vuoi per tradizione, gli appuntamenti altrettanto importanti del canottaggio soprattutto giovanile.

Rispondeva d’Ambrosi stigmatizzando come alla classificazione dei campi di gara non siano stati interpellati i giudici di gara che sono tra le persone che hanno maggiormente il polso della situazione,  come anche agli eventi soprattutto promozionali, mancano i testimonial che potrebbero rappresentare un punto di forza per pubblicizzare  maggiormente la manifestazione.

Concordava d’Arrigo a proposito di quest’ultimo punto, confermando come anche sul suo territorio, la presenza del testimonial aveva impreziosito l’evento, incuriosindo anche chi il canottaggio lo conosceva meno.

Il leit motiv era ancora l’attività giovanile, con Quaglino che faceva notare come il canottaggio “under” rappresenta uno dei prodotti che si potrebbe vendere meglio ad un’azienda che potrebbe in futuro rappresentare un ipotetico sponsor.

Rientrava d’Ambrosi sui campi di gara, asserendo come importanti non sono solo i campi da canottaggio olimpico, ma anche quelli da coastal rowing, che favoriscono la promozione di questa disciplina in ascesa, ma che poi la collocazione dell’evento ad ottobre vanifica la scelta che dovrebbe essere spostata a luglio/agosto, in un periodo sicuramente più impegnativo, ma con notevole visibilità sui campi di gara rappresentati dalle spiagge del nostro litorale.

Altro aspetto importante è rappresentato dai contributi della Comunità Europea a favore dello sport, troppo poco sfruttati. Un’idea sposata da d’Arrigo che richiamava alla memoria quanto fatto a Naro e da altre Federazioni Nazionali. A questo proposito interveniva Quaglino che affermava come i bandi europei siano talvolta di difficile interpretazione e compilazione, per i quali serve quindi la collaborazione di personale esperto, e come per quanto riguardava l’impiantistica sia importante step to step procedere a piccoli passi.

Tra i vari interventi di chi assisteva alla diretta, una domanda  riguardava se tra gli intendimenti ci fosse quello di rifarsi all’operato di altre Federazioni od altri sport per quanto riguardava la gestione
e gli incentivi ed in particolare la separazione tra attività agonistica ed amatoriale. Una questione annosa questa, in virtù del fatto che i partecipanti agli eventi internazionali rappresentano una percentuale minima rispetto ai praticanti, ma che richiederebbe un duplice calendario, uno di carattere agonistico con finalità prettamente di risultati e maglia azzurra, l’altro che vedrebbe
la partecipazione per il piacere di fare dello sport. Un argomento comunque al quale trovare una soluzione, in virtù del numero altissimo degli atleti master, che rappresentano una fetta molto
importante del canottaggio non solo in Italia, ma anche dell’importanza del remo giovanile che dal Festival dei Giovani in su rappresenta il volano dell’economia remiera.

L’incontro con l’Italia del canottaggio si concludeva con l’invito da parte di d’Ambrosi, d’Arrigo e Quaglino, a partecipare a Road to FIC anche ai prossimi due incontri prima dell’assemblea elettiva del 6/7 febbraio, portando idee e proposte a favore del canottaggio italiano, con una formula innovativa e vincente come quella delle dirette Facebook, che, è convinzione dei tre candidati, potrebbe trovare spazio anche una volta concluse le elezioni, per mantenere vivo il contatto con la base

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