L’importanza di diventare Rambo

Luca Rambaldi, da Ferrara, e i suoi primi, notevoli, sforzi al College Remiero di Piediluco sotto la guida di Agostino Abbagnale. Ha poco più di 16 anni, non è facilmente “addomesticabile”. Un bel caratterino, dicono… Ha determinazione e, soprattutto, voglia di seguire le orme dei grandi del Canottaggio azzurro. E proprio lì, al College, c’è un “motivational poster” con gli dei della coppia azzurra: Rossano Galtarossa, Alessio Sartori, Simone Ranieri e il suo maestro, Ago… Sidney 2000: l’ultima, grandissima, vittoria del 4 di coppia coincide, guarda caso, con l’ultimo oro del Canottaggio italiano alle Olimpiadi. Rambo non si nasce ma si diventa.

Luca e la sveglia alle 5, Luca e quel banco di scuola che giornalmente lo attende al termine della prima faticosa sessione di allenamento. Avanti così per tre anni. Vita dura al College, lontana da ogni pericolo di tentazione per l’anima e per il corpo. Rambaldi si allena senza risparmiarsi allo scopo di ottenere i gradi di generale della Coppia azzurra. Ci vorrà tempo, moltissimo tempo e il destino gli riserverà anche sorprese amare.

Sì lega al 4 di coppia nei primi 2 anni del suo percorso internazionale. È , dopo due successi europei, campione mondiale nel 2012  a Plovdiv, un anno dopo l’ argento a Eton 2011. Torneremo su quest’ultimo risultato citato. Il quadriennio a seguire è importante per assumere, in grandi dosi, la resilienza necessaria per far fronte ai momenti più duri come infortuni  o delusioni. E’ da subito, appena diciottenne, a contatto con la Nazionale dei grandi. Nel 2013, sempre a bordo del 4 di coppia, passa dal bronzo continentale alla vittoria della finale B a Chungju. Sul 2014 occorre tirare una riga: è la stagione trascorsa ai box a causa di una dolorissima e fastidiosissima ernia. La schiena. Sette mesi da panico. Resilienza, appunto… Il 2015, sotto certi aspetti, è anche peggio. Nel giro di un mese, Luca conquista il quinto posto in Coppa del Mondo nella “giungla” di Lucerna, poi scende dal 4 di coppia e infine, al Mondiale di qualifica  olimpica, è iscritto in… singolo! Una selezione vinta in agosto contro il neocampione mondiale Junior, ora suo compagno di barca Giacomo Gentili, e via, all’avventura, in Francia. Vincerà la finale E.

Il suo primo Mondiale Under 23? A 22 anni, quindi al quarto e ultimo giro. Sarà bronzo nel  di coppia, due mesi dopo aver fallito l’ultimo tentativo per Rio de Janeiro in 4 di coppia.

Provaci ancora, Rambo. Il 2017 è l’alba di una nuova vita ai remi, l’incontro con Pippo Mondelli (benedetto dal nuovo caposettore Claudio Romagnoli, suo estimatore già ai tempi della Nazionale Junior) favorisce una straordinaria avanzata. In doppio, con il titolo europeo e il bronzo al Mondiale. In 4 di coppia, nel 2018, con il successo in Coppa del Mondo e, domenica scorsa, agli Europei con Mondo, Andrea Panizza e il capovoga Giacomo Gentili. Siamo solo all’inizio di un percorso particolarmente interessante…

Rambo nel 2011 a Eton

Oggi è il 7 agosto e il mio pensiero va al 7 agosto di 7 anni fa. Finale del suo primo Mondiale Junior. Il 4 di coppia, con a bordo anche Chiodelli, Ferracci e Calamaro, schiaccia la Romania in batteria, le restituisce analogo trattamento in semifinale ma poi, incredibilmente, soccombe nell’ultimo atto, quello che conta, della rassegna iridata. Stranezze da Mondiale Junior. Italia nelle retrovie, poi terza… Scoppia la Nuova Zelanda (leader ai 1500), ma gli azzurri vedono, nei confronti della Romania, addirittura crescere il loro distacco da 9 decimi a un secondo e passa. Ricordo Rambo in zona premiazione. Una fontana di lacrime. Ricordo l’abbraccio e qualche parola di conforto. L’anno dopo, a Plovdiv, ancora il volto segnato dal pianto ma, questa volta, di incontenibile gioia.

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