SABAUDIA SI COLORA D’AZZURRO CON 14 MEDAGLIE

L’Italia non tradisce le attese dei suoi fans. A Sabaudia, tornata a ospitare un appuntamento internazionale dopo oltre 40 anni, la squadra del DT Cattaneo conquista la bellezza di 14 medaglie (6 oro, 6 argento, 2 bronzo) tra cui 7 nelle specialità olimpiche (oro nel quattro senza e nel quattro di coppia senior maschili, argento nel quattro di coppia senior femminile, otto maschile e nei due doppi pesi leggeri, maschile e femminile, bronzo nel doppio senior femminile). Le altre 7 nelle specialità non olimpiche, in gara ieri, e tutte nei pesi leggeri: oro nel quattro di coppia femminile e nel singolo, due senza e quattro di coppia maschile, argento nel singolo maschile e in quello femminile, bronzo nel due senza maschile.

In chiave olimpica, da segnalare lo slancio ripreso dal 4 senza con l’inserimento di Lodo e Vicino insieme a Rosetti e Castaldo. La vittoria di oggi, davanti a una Gran Bretagna diversa da quella di Lucerna, costituisce una bella iniezione di motivazioni e fiducia in vista di Tokyo. Sarà questo l’equipaggio che vedremo in Giappone? L’obiettivo, verso l’Olimpiade dei fantasmi (tante, troppe nazioni “invisisibili” come ad esempio l’Australia) è competere per l’oro. E’, quindi, possibile che si valuti ancora la situazione con molta attenzione prima di assumere una decisione definitiva. Di Costanzo e Abagnale nel 2 senza, Oppo e Ruta nel doppio Pesi Leggeri: una medaglia e una vittoria sfuggiti per un pugno di centesimi. Prendiamo sempre il lato positivo: “imprevisti” degli ultimi metri che oggi fanno relativamente male e tengono alta l’attenzione su quei dettagli che in chiave olimpica possono fare la differenza.

il 4 di coppia, in presenza della famiglia Mondelli e in assenza dell’Olanda, ci tiene sempre lassù con una rassicurante regolarità di prestazione. L’equipaggio è di spessore sempre più consolidato con un clima di fiducia reciproca positivo. Il veterano Venier e i giovani Panizza, Rambaldi e Gentili: felice alchimia tra esperienza, freschezza e irruenza, saggezza e tanta voglia di fare e stupire.

Patelli e Ondoli danno la scossa nel doppio, lasciando Buttignon e Guerra giù dal podio, ed è estremamente positiva anche la gara del 4 di coppia femminile, preceduto solo dalla Germania (come un propositivo otto maschile). Silvia Crosio ben sostituisce provvisoriamentr Valentina Rodini al fianco di Federica Cesarini nel doppio leggero. Avanti così

MIRABILE-NARDO. LA PARALIMPIADE DI TOKYO È REALTÀ

Gian Filippo Mirabile (Sportiva Murcarolo) e Chiara Nardo (Canottieri Padova) andranno alle Paralimpiadi nel doppio misto.

Un sabato di festa, una gioia incredibile per aver agguantato qualcosa che a lungo avevano prima solo sognato, poi piano piano costruito attraverso la programmazione e il lavoro e infine raggiunto con una tappa di qualificazione paralimpica, a Gavirate, davveri magistrale.

Un traguardo importante che ha gratificato in modo particolare il lavoro di tutta la squadra presente a Gavirate, a cominciare dal Capo Allenatore, Giovanni Santaniello, e i suoi collaboratori, i tecnici Pierangelo Ariberti, Cristina Ansaldi e Sara Prandini.

Ecco il pensiero di Chiara Nardo. “Sono felicissima e sinceramente ho creduto in questo risultato fin dalla batteria (vinta). Per me non è stato sicuramente facile raggiungere questo obiettivo perché ho iniziato a remare alla fine del 2019 e se pensiamo che la mia prima gara ufficiale è stata l’Europeo di Varese di aprile scorso, potete capire quanta poca esperienza agonistica nel canottaggio io abbia. Devo dire che mi reputo un’atleta con tanta testa e cuore e la lucidità e la freddezza in gara non mi sono mai mancate, con l’esperienza che ho acquisito nel mondo dell’ippica. Quando devo preparare una gara mi sento letteralmente investita da una gioia immensa perché adoro gareggiare. Dopo l’incidente del 2015, l’unica cosa che veramente mi mancava era gareggiare e dopo aver provato vari sport mi sono avvicinata al canottaggio che è risultato lo sport più compatibile con il mio fisico e con la mia testa. Devo dire che mi ha veramente preso il cuore perché, anche se gli allenamenti sono sicuramente duri, quando salgo in barca mi sento letteralmente al settimo cielo”. 

Così Gian Filippo Mirabile. “

“Oggi abbiamo fatto una gara perfetta. Pronti via eravamo tutti apparati ai 500, Australia davanti poi noi e Canada a fianco. Ai 1000 chiedo a Chiara un allungo, lei risponde ottimamente e mettiamo la punta avanti a tutti: da quel momento adrenalina pura con la barca pronta a volare ai 250 finali”. Le dediche. “Questa vittoria è dedicata alla Sportiva Murcarolo, al presidente Luca Cecchinelli che circa tre anni fa mi ha proposto di fare canottaggio, al mio allenatore Stefano Melegari, al mio primo coach nell’atletica leggera Sergio Lo Presti e al mio allenatore di paratriathlon Simone Biava per il supporto nel miglioramento a livello mentale, fisico e aerobico.  Ringrazio tutti i miei famigliari, i miei figli Ivan, Yuri e Dennis che quando vado via da casa mi aiutano con le mie gatte, tutti i miei amici che mi sostengono e  un ringraziamento particolare va ai miei datori di lavoro del centro medico Antietà che mi permettano sempre di partecipare ai raduni della Nazionale. Naturalmente grazie anche a tutto lo staff della nazionale: dal CT Santaniello a Sara Prandini passando per i miei compagni che hanno già qualificato la barca. Sono felice, è un sogno che si realizza: grazie soprattutto alla mia compagna di barca Chiara Nardo, siamo stati grandi”.