Abbagnale rieletto quasi all’unanimità ma l’Assemblea gli serve il fritto misto

Abbagnale fotografa il suo nuovo Consiglio. Cosa nasconde la sua mascherina?

Dal 53% del 2012 al 61% del 2016 arrivando al 95,8% di oggi. Un significativo percorso di crescita del consenso. Giuseppe Abbagnale  resta Presidente della Federazione Italiana Canottaggio e consolida la sua posizione grazie  a un fortissimo plebiscito di preferenze. Solo 9 le schede bianche nell’arco di un’Assemblea molto partecipata con rappresentato oltre l’86% degli affiliati nonostante la pandemia.
L’assenza di candidature alternative, contrariamente a quanto andava profilandosi alla fine della scorsa estate, è stato già un primo segnale del grande apprezzamento rivolto al Presidente uscente, che nella sua relazione di fine mandato ha evidenziato l’aumento del valore della nostra Federazione in tutti i settori.

Principalmente quello agonistico, con gli ottimi risultati della Nazionale, ma l’impegno è stato importante anche nel recepire le esigenze della base con una capacità di ascolto che, indipendentemente dalle azioni promozionali messe in campo, non si può certamente non riconoscere. Con varie sfumature, anche i candidati esterni alla Squadra di Abbagnale hanno riconosciuto il valore del programma 2021-2024.

Con l’elezione dei Consiglieri, il discorso si fa completamente diverso. Nonostante i ripetuti appelli del sabato e della domenica, esce un “fritto misto”. La Squadra di Abbagnale si sfalda. Michelangelo Crispi è il più votato con 131 preferenze. Come nel 2016, non avevamo dubbi e il lavoro con le squadre nazionali parla per lui… Sorpresa a tre cifre per Luciana Reale (103) e per Antonio Giuntini (101). Della Squadra, oltre a Roberto Romanini candidato unico tra i Tecnici, bene anche Rossella Scola (84).

Molto bene i “Moschettieri”. Dentro Fabrizio Quaglino e Massimiliano d’Ambrosi, rispettivamente con 84 e 77 preferenze. La corsa a 3, con Lorenzo D’Arrigo vicino ai 60 voti, viene ricompensata dal voto delle Società. Il loro apporto arricchirà sicuramente il valore del Consiglio Federale.

Per i Vicepresidenti (le persone per cui più si è speso in questi ultimi 5 mesi Abbagnale) e gli Atleti, è quasi una Caporetto. Resta fuori il vicario Luciano Magistri (68) mentre Andrea Vitale (74) è l’ultimo degli eletti con soli 4 voti di vantaggio sull’outsider, molto applaudita per il suo intervento, Federica Matteoli (70).  Ecco il frutto della “politicizzazione” degli Atleti. Una doppia sconfitta per la Squadra del Presidente: Simone Martini supera Pierpaolo Frattini 20-11, Sara Bertolasi ha la meglio su Gaia Palma per 20-7.

La grande distanza, in termini di voti, registrata da Mario Italiano (5) e Dario Crozzoli (31), due consiglieri rimasti fuori dopo 8 anni di Consiglio e dopo aver ottenuto risultati importanti sul fronte delle sponsorizzazioni (Coop per Crozzoli) e dei rapporti (Vodafone e Pignatelli per Italiano), non lascia dubbi in merito alle indicazioni che le Società hanno ricevuto dall’alto. Forse agli occhi di Abbagnale, parafrasando George Orwell e la sua Fattoria degli Animali, tutti i membri della sua Squadra erano uguali  ma alcuni erano più uguali degli altri…

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