Road to FIC 2021-2024: l’incontro con le società di Centro e Sud

Road to FIC 2021-2024  ci invia un comunicato in riferimento ai contenuti dell’incontro di giovedì 28 gennaio.

Ultimo appuntamento di Road to FIC 2021/2024, mercoledì sera alle 21, con Lorenzo d’Arrigo, Fabrizio Quaglino e Massimiliano d’Ambrosi, candidati consiglieri all’Assemblea Nazionale Elettiva del 6 e 7 febbraio a Roma, che incontravano il Centro-Sud d’Italia, e più nello specifico Abruzzo, Umbria, Sardegna, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Invitati, hanno preso parte anche i candidati Alessio Sartori, Antonio Prezioso e Federica Matteoli.

Moderatore d’Arrigo, esordiva asserendo e puntualizzando come lo scopo dell’incontro virtuale è sempre stato quello di farsi conoscere, esporre le proprie idee e sentire quelle dei partecipanti. Ribadiva la condivisione del programma del presidente Abbagnale chiarendo che il ruolo rimaneva quello di fare nuove proposte portando in Consiglio ognuno il proprio bagaglio di esperienze.

Interveniva Quaglino che esternava l’intendimento di sentire gli importanti contributi provenienti dalla base per far crescere la Federcanottaggio tutti assieme.

D’Ambrosi sosteneva come il compito è quello di capitalizzare l’esperienza fatta come Presidente di Comitato Regionale, portando al centro argomenti ed esperienze della periferia, tra questi, la promozione dell’attività giovanile, sviluppando la ricerca dei talenti dalla categoria cadetti in avanti. Mentre altro obiettivo risulta il ridurre il gap tra le strutture centrali e quelle periferiche, perchè talvolta i Comitati sono l’unico riferimento delle società sul territorio.

Interveniva Sartori, che ringraziava per l’opportunità, e ricordava i suoi risultati da atleta con la partecipazione a 5 Olimpiadi e diversi Mondiali, e la conquista di medaglie di tutti e tre i colori. Da alcuni anni ricopre il ruolo di assessore allo sport e vicesindaco del comune di Sabaudia, ed è uno dei fautori del ritorno del canottaggio internazionale sul lago di Paola. Il suo intendimento è quello di far ripartire tutto il movimento remiero, combattendo l’abbandono precoce.

Prendeva quindi la parola Prezioso, presidente del CUS Bari, allenatore e dirigente, consigliere nazionale 2005/2008, disponibile a mettere a frutto l’esperienza di dirigente di società, spesso lasciate sole nelle decisioni difficili da prendere, con l’obiettivo di dar voce ai club. Un programma condivisibile secondo il candidato pugliese, quello di Abbagnale, anche perchè tutti i programmi si equivalgono, mentre non si legge, oltre alle cose da fare, come farle, chi le farà e con quali contributi. Un apprezzamento a quanto fatto dai tre candidati di Road to FIC, che hanno portato una novità nel rapportarsi con la base, e quindi un buon punto di partenza.

D’Arrigo affermava come lo stimolo delle riunioni è stato quello di ricevere degli input dalla base, sottolineando come il rapporto tra FIC e società alle volte è troppo burocratico, mentre dovrebbe esserci una comunicazione più snella e personale della Federazione al servizio delle società.

Prendeva la parola la Matteoli, che affermava come la sua formazione di “canottiera” sia piuttosto recente, e citava la sua partecipazione alla Commissione Nazionale Master, mentre dal punto di vista lavorativo e delle esperienze è un’imprenditrice del settore editoriale, con idee, strumenti e capacità di problem solving da mettere a disposizione del canottaggio italiano.

D’Ambrosi interveniva affermando come probabilmente, dopo 8 anni, un innesto di nuove forze nel Consiglio può aiutare per provare anche nuove strade diverse per raggiungere gli obiettivi. Nella comunicazione, ad esempio, la nazionale italiana assoluta attuale nel 2019 ha raggiunto dei risultati eccezionali, ma su questi giovani, dal punto di vista mediatico, si è investito poco per renderli dei “personaggi”. Gli attuali atleti ed atlete, devono diventare l’immagine del nostro canottaggio, investendo su di loro per acquisire nuovi sponsor, utilizzandoli come testimonial a livello nazionale ma anche regionale. Si devono trovare nuovi sponsor che sposino i nostri progetti, trovare dei sostegni economici nuovi, risorse nuove non vincolate a Sport e Salute: denaro extra utilizzando le immagini dei nostri ragazzi.

Quaglino insisteva sulle tre macroaree che rappresentano l’obiettivo primario: i rapporti tra la FIC e la base, l’attività giovanile e l’ottimizzazione delle risorse, che permettono di finalizzare gli sforzi fatti. Gli uffici federali dovrebbero essere più vicini alla base per problematiche contingenti. Nell’impiantistica, ad esempio, serve l’unione di forze, un gioco di squadra attraverso il quale si possa raggiungere una base più solida ed un vertice sempre più largo. Dedicare risorse all’attività giovanile che rappresenta una delle mission del canottaggio italiano.

D’Arrigo proseguiva affermando che la FIC deve mettere a disposizione il personale, attivando uno sportello reale attraverso il quale rappresentare un ausilio alle società per aiutarle nella compilazione dei bandi (ad esempio) per l’impiantistica o altri progetti.

Insisteva d’Ambrosi mettendo l’accento sull’attivazione di ricette semplici anche mettendo le società in rete per il raggiungimento di un obiettivo comune, di obiettivi mirati, ed attuabili da tutte le realtà remiere sul territorio nazionale. Le società hanno bisogno di sostegno e spesso non sono a conoscenza dei bandi per raggiungere i contributi sempre più difficili da raggiungere.

Interveniva Sartori affermando come l’argomento fosse condivisibile, per una FIC 2.0 al passo con i tempi attuali ed i giovani d’oggi, affermando, nel contempo, come la Federazione debba avvicinare i giovani al canottaggio, come anche i meno giovani, con un circuito di gare alternative a quelle sulla distanza olimpica, con percorsi più corti che rappresentino non soltanto l’agonismo, ma anche lo star bene. Sartori evidenziava la necessità di lavorare nelle scuole con progetti che già esistono sfruttandoli al meglio. Prezioso si associava, auspicando che gli insegnanti si appassionino al canottaggio attraverso questo progetto. Interveniva d’Ambrosi che sottolineava come spesso i docenti scelgano di aderire ad una disciplina sportiva solo se questa prevede anche la fase nazionale dei Giochi Sportivi Studenteschi o qualcosa di analogo. Per quanto riguarda il canottaggio, in questi ultimi anni il nostro sport era aggregato alla vela, ma riteneva assurdo che non si trovino i fondi per proporre al MIUR un evento nazionale, da mettere in calendario già da settembre.

Matteoli interveniva a proposito del reclutamento e sulla formazione degli allenatori a proposito dell’abbandono precoce. Molti tecnici non hanno una preparazione adeguata per contrastare il drop out, come auspicava l’istituzione di borse di studio per atleti dopo i 18 anni. Oltre a reclutare, dobbiamo essere in grado di conservare il nostro patrimonio di giovani atleti. Quello che manca inoltre, è un canottaggio dedicato a ragazzi che lo vogliano praticare per solo divertimento senza obiettivi di titoli o squadra nazionale.

Prezioso portava il suo contributo, mettendo al corrente i presenti come

si sia creato nel nuoto un nuovo gruppo master sotto i 25 anni, che rappresenta un notevole volano economico, con un circuito di gare parallelo e molto frequentato, e con società che aprono le porte a tutti senza distinzioni. Da questo punto di vista è suo pensiero che la FIC sia un po’ sorda a proposito, ma non essendoci i grandi numeri, è sempre più difficile coinvolgere gli sponsor. Faceva presente come la Federazione non abbia mai insistito sul bacino universitario nella ricerca di atleti, ma soprattutto dirigenti.

Quaglino auspicava dei campus universitari in outsourcing, legando gli atenei al territorio.

Rispondeva Prezioso come sarebbe sufficiente una maggior collaborazione della FIC con il CUSI, giocando come un’unica squadra.

D’Ambrosi auspicava un Remare a Scuola non troppo complesso, ma di facile attuazione, segnalando tra l’altro, che quando le società vanno nelle scuole, non hanno mai dei gadget da lasciare agli studenti ed agli insegnanti, che rappresentano i nostri primi “sponsor”.

Quaglino concludeva l’incontro, ringraziando tutti gli intervenuti, e ribadendo di impegnarsi in futuro per essere la voce della base.

D’Ambrosi ringraziava gli intervenuti e gli altri candidati all’Assemblea Elettiva, ribadendo la totale apertura di questi incontri, tanto che in questa occasione era stato invitato anche il Presidente Abbagnale, che non ha potuto partecipare. Auspicava nel contempo la speranza nell’aver trasmesso idee positive per un parziale rinnovo del Consiglio Federale, il modo migliore per inserire nuove proposte e quindi nuovi nomi in un organismo già molto attivo.

L’iniziativa di Road to FIC 2021/2024 si concludeva con soddisfazione degli organizzatori ma anche di tutti i presenti alle 22,30.

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