Road to FIC 2021-2024 dal Nord Ovest al Centro-Sud

Road to FIC 2021-2024  ci invia un comunicato in riferimento ai contenuti dell’incontro di mercoledì 20 gennaio.
L’appuntamento è per il 28 gennaio alle 21.00 sempre su piattaforma GoToMeeting per l’ultimo degli incontri “macro-regionali”, questa volta con il centro-sud

“Iniziava puntualmente alle 21 mercoledì 20 gennaio la diretta del secondo appuntamento che Road to FIC 2021-2024 ha voluto come incontro macroregionale dedicato al nord ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana), rappresentato dal confronto con i tre candidati consiglieri all’Assemblea Nazionale elettiva del 6 e 7 febbraio prossimi: Fabrizio Quaglino, Massimiliano d’Ambrosi e Lorenzo d’Arrigo. Serata a tema ed a ciclo aperto, con la possibilità di intervenire e dialogare con i tre outsiders. Presentazione da parte di Quaglino, Presidente del Comitato Regionale FIC Lombardia, dei cosiddetti “compagni di viaggio” Massimiliano d’Ambrosi Presidente del Comitato Regionale FIC del FVG e Lorenzo d’Arrigo, past President del Comitato FIC Sicilia, ed ora dirigente del CUS Catania, e la presenza alla diretta di un’altra candidata alle prossime elezioni, la torinese Federica Matteoli. Quaglino esordiva con quello che è lo scopo degli incontri, nati con l’intento costruttivo che vada ad interessare tutta l’Italia del canottaggio, magari trovando nuove sinergie per il futuro, essendo nel contempo propositivi nei confronti della Federazione.

Prendeva quindi la parola d’Ambrosi, che sottolineava come le dirette siano sempre state improntate sul dialogo e sul confronto, e che nascevano non con l’intento di cercare conflittualità di sorta, ma al fine di portare l’esperienza ed il contributo di chi ha lavorato fino ad oggi nella e per la periferia, in particolare per quanto riguarda l’attività giovanile e scolastica ed il rapporto del centro verso le società.

D’Arrigo affermava come l’obiettivo era quello del trasferimento al Consiglio Federale delle esigenze delle società, che deve essere più frequente e durante tutto l’arco dell’anno.

Prendeva quindi la parola la Matteoli che presentava la sua candidatura come outsiders, in virtù del fatto che si dichiara ricca di idee, risorse e capacità da mettere a disposizione del canottaggio italiano, ritenendo che alcuni aspetti si possano ancora migliorare. La candidata torinese reputandosi persona di buon senso, si mette in gioco con la sua candidatura che ritiene una scommessa, sperando che in Consiglio Federale ci sia spazio anche per la sua figura.

Quaglino riprendeva l’argomento dei rapporti tra la FIC e la base, che ritiene un settore fondamentale, da implementare in quanto rappresenta un patrimonio importante che va tutelato e “coccolato”, e per il quale le risorse per il suo sviluppo si possono trovare.

D’Ambrosi stigmatizzava come il distacco, la distanza dal centro verso la base si vede nelle piccole cose, riferendosi alla mancanza di informazione, alla luce dell’ultimo DPCM, verso la periferia, su quello che succederà dopo Pusiano, mancando dei comunicati a riguardo. Il candidato triestino auspicava una comunicazione più tempestiva da parte dell’organismo federale.

Interveniva Ferretto, Presidente Regionale della Liguria, suggerendo uno screening delle società italiane che vada a verificare la consistenza dei praticanti in Italia, un’indagine indirizzata alla base, che rappresenterebbe una partenza verso una maggiore conoscenza sul territorio, senza la quale non sarebbe possibile intervenire con dei correttivi di miglioramento.

Confermava d’Arrigo che se non si conoscono i numeri effettivi, in una situazione di difficoltà come quella che stiamo vivendo oggi, in questo modo non si potrà verificare se ci sono state defezioni ed allontanamenti importanti dalle nostre società. Sarebbe stato necessario inoltre, in periodo di pandemia, approfittare per pubblicizzare maggiormente uno sport come il canottaggio che per definizione è all’aria aperta ed a distanza.

D’Ambrosi sottolineava come fosse importante il non accontentarsi di quello che si è sempre fatto, continuando sempre sulla stessa strada, portando ad esempio il Progetto Remare a Scuola. Per parlare di un Progetto scolastico poi, ritiene indispensabile parlare prima di tutto con i suoi principali interlocutori, gli insegnanti, considerando anche la situazione in cui sta vivendo oggi il mondo della scuola. Inoltre, avendo la FIC la sede a Roma, sarebbe auspicabile un rapporto diretto e più frequente e costante con il MIUR al fine di farsi conoscere in maniera più approfondita.

D’Arrigo interveniva auspicando progetti semplici da attuare anche per piccole società che devono essere favorite nella promozione del canottaggio sul territorio.

Quaglino sottolineava come siano le società che vanno a cercare nuovi atleti per il settore giovanile per poi istruirli e tenerli legati all’ambiente del canottaggio. Un settore importante questo, ma molto impegnativo da portare avanti, anche con progetti personalizzati, per far crescere assieme le società regionali come quelle delle regioni vicine, su impianti che non necessariamente devono essere da 2.000 metri. La concentrazione di più poli scolastici su campi di gara di ridotte dimensioni inoltre potrebbe rappresentare un nuovo serbatoio al quale attingere, con gli Istituti che facciano riferimento alle società tutor.

Un altro argomento era quello disquisito da d’Ambrosi che riguardava come, per l’organizzazione di eventi nazionali ed internazionali, si potrebbe attivare il ricorso a bandi europei, attraverso i quali ottenere i contributi, come anche l’indirizzarsi al canottaggio turistico, per il quale cercare un sostegno economico che vada oltre Sport e Salute.

Interveniva d’Arrigo affermando come l’impiantistica per le piccole società rappresenta uno scoglio insormontabile in caso di necessità di ricorrere a bandi per ottenere i finanziamenti, e che in questo caso la FIC potrebbe rappresentare un aiuto importante per districarsi nelle pastoie burocratiche.

Interveniva quindi la Matteoli, affermando che per accedere ai bandi da quelli europei a quelli regionali, sarebbe importante trovare un valido ausilio mettendo le società in rete, in modo da interpretare assieme lo strumento di accesso ai finanziamenti. Un altro argomento della candidata era inerente il reclutamento, che all’estero è fatto anche in età avanzata (dopo i 18 anni), e racconta come (per esperienza personale), in Olanda, le università all’inizio dell’anno accademico pubblicizzino vari sport, tra i quali anche il canottaggio, e come da questa promozione ne esca un notevole gruppo di praticanti, in particolare provenienti da altri sport.

Quaglino affermava come siano innegabili le difficoltà con una scuola che vede studio e sport in antitesi, ma che creare dei circuiti di gare alternativi a quello principale risulta di difficile attuazione, anche se l’idea è accattivante e quindi bene lo studio di una serie di regate dedicate alle “seconde linee”.

Replicava la Matteoli come non esiste in Italia un circuito di gare per ragazzi di 17/18 anni con poca esperienza remiera, che vogliano soprattutto per divertimento gareggiare tra di loro.

Gli faceva eco d’Ambrosi che affermava come risulti difficile pensare di cambiare una cultura insita nel tessuto scolastico italiano a tutti i livelli, e come sia invece necessario pressare il MIUR per farsi conoscere meglio, cercando di portare avanti progetti di semplice attuazione su tutto il territorio nazionale, ma stando vicini nel contempo anche alle scuole ed agli insegnanti, ai quali potrebbero essere offerti dei corsi di canottaggio per diventare loro stessi il nostro primo “sponsor”.

Replicava Quaglino che auspicava l’ottimizzazione delle risorse delle regioni contermini, e proseguiva d’Ambrosi, come i significati di “risorsa” siano molteplici. Sono quelle economiche, ed una delle ricette è rappresentata dallo sforzo per trovarle per finalizzare progetti curricolari (europei) continuando a vendere il “Progetto Canottaggio” agli sponsor. Ed a proposito di questi, un ringraziamento per quello arrivato grazie all’interessamento del consigliere Crozzoli. Auspicava il proseguire su questa strada in maniera manageriale, ricorrendo ai testimonial, che non possono essere rappresentati solo dal Presidente (testimonial validissimo e di eccellenza), ma andare anche alla ricerca e “costruzione” di altri, in una società impostata sui “social”.  E’ indispensabile lavorare pensando ad una Federazione che nel futuro tenda all’autosostentamento in quanto i contributi economici provenienti da Enti pubblici, come da Sport e Salute potrebbero essere sempre di meno.

Prendeva la parola Moscatelli (Urania), che riteneva fondamentale un appoggio da parte della FIC per quanto concerne l’attività promozionale e giovanile.

Interveniva Marchettini (Corgeno) che auspicava il riuscire a penetrare stabilmente nel tessuto scolastico in virtù del fatto che il canottaggio non crea soltanto campioni ma anche uomini e donne di grandi qualità non solo fisiche ma anche morali.

Dopo il saluto conclusivo di d’Ambrosi, d’Arrigo e Quaglino, l’incontro si concludeva alle 22,30 con i candidati che davano l’appuntamento a tutti il giorno 28 gennaio alle 21.00 sempre su piattaforma GoToMeeting per l’ultimo degli incontri “macro-regionali”, questa volta con il centro-sud”.

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