Tufte, sei una leggenda! A Tokyo il campione norvegese avrà 45 anni

Tufte campione ad Atene 2004Vi abbiamo dato ieri, in anteprima su Facebook, la notizia del rinvio delle elezioni federali. C’è una nuova data: non più il week end del 14-15 novembre ma sabato 6 e domenica 7 febbraio 2021. Una decisione da molti sollecitata o auspicata, comunque presa dal Consiglio Federale all’unanimità. Tre mesi ancora davanti, quindi, prima di vedere una nuova o, secondo l’auspicio del Presidente, vecchia gestione. Ma a proposito di “vecchi”, usciamo dalle stanze di viale Tiziano ed entriamo, finalmente e nuovamente, sul campo di regata.

Vorrei sottolineare oggi la decisione presa recentemente da Olaf Tufte. 

Dopo un’attenta riflessione, il bicampione olimpico norvegese ha scelto di andare avanti e prolungare, di una stagione, la sua carriera. Un altro anno, con la voglia di incidere e scrivere un’altra grande pagina di Canottaggio. Olaf lo ha comunicato alla stampa insieme alla moglie Aina, all’allenatore della nazionale Johan Flodin e a diversi colleghi della Nazionale.

“Voglio finire con stile – ha detto Tufte – Voglio terminare la mia storia in questo sport versando sino all’ultima goccia di sudore e lottando sino alle lacrime. Grazie alla famiglia che me lo permette. Grazie ai sostenitori che sono con noi per il 30 ° anno”.

 

Tufte a Rio 2016 sul podio con i figli e con Borch

Una leggenda vivente. Non basterebbe la carta di un giornale per elencare i fatti salienti della carriera di questo straordinario vogatore. Il prossimo 27 aprile compirà 45 anni.  Tutto parte da Monaco 1994 con il sesto posto nel singolo Junior. Due anni dopo, eccolo battagliare ad Atlanta 1996 nel 4 senza… senza raggiungere la finale. Andrà molto meglio a Sidney 2000: è argento insieme al capovoga Bekken, il loro doppio è battuto solo dalla Slovenia di Spik e Cop e precede al traguardo l’Italia di Nicola Sartori e Giovanni Calabrese. Un secondo e trentacinque centesimi dall’oro olimpico che arriverà puntuale ad Atene 2004: in singolo, il suo marchio di fabbrica. Primo successo iridato a Lucerna 2001, bronzo a Siviglia 2002 (spettatore del confronto Hacker-Cop, con medaglia sfilata a Chalupa) e ancora oro, applauditissimo da tanti spettatori italiani, a Milano 2003: che fantastico serrate, che rimonta ai danni del tedesco Hacker.

In Grecia, dopo la clamorosa eliminazione di Hacker in semifinale, la palma di favorito non lo scompone. E’ campione olimpico all’estone Jaanson e al bulgaro Yanakiev. E’ campione per la prima volta perché poi, 4 anni dopo in Cina, arriverà al bis. Il viaggio agonistico verso Pechino è tortuoso. Si, perché tra il 2005 e il 2007 sarà  Mahe Drysdale a dominare la scena internazionale. Tre successi per il neozelandese. Lo scontro diretto, a Gifu, vede l’oro olimpico di Atene 2004 soccombere contro la “new entry” kiwi. A Eton 2006, Mahe, messa la prua davanti al ceco Synek, spremerà poi Hacker (leader dalla partenza) negli ultimi 250 metri. E Olaf? Quarto al termine di una finale disputata nelle retrovie.  Monaco 2007. Amarezza ancor più grande: ancora bronzo, come nel 2005, ma questa volta dopo aver condotto tra i 500 e i 1700, ecco Tufte soffire le pene dell’inferno e chiuder terzo, superato da Mahe e e Ondrej.

Fine della storia? Eh no cari bambini…  Ecco la volpe norvegese uscire dal deserto per sbranarsi tutti gli avversari in finale a Pechino 2008. Ottanta centesimi a Synek, un secondo e sette decimi a Drysdale, il tre volte campione mondiale che improvvisamente scopre di avere il braccino corto.

Tufte, in Cina, ha 32 anni. Nel quadriennio successivo, resterà a bocca asciutta: tre volte in finali ma mai sul podio ai Mondiali, addirittura ultimo in semifinale a Londra 2012, a 17 secondi di distanza da Drysdale. Anno sabbatico, addirittura finale C ad Amsterdam 2014 con gli sfottò di alcuni suoi compagni di squadra, in primis il maestrino Borch (iridato nel doppio). Il norvegese, a 38 anni, potrebbe anche salutare tutti e continuare a cullarsi dei due ori olimpici. E invece eccolo di nuovo qui, eccolo tirar fuori giganteschi attributi e zittire tutti: quarto ad Aiguebelette 2015 e qualificato per i Giochi di Rio 2016? No, perché la novità è il doppio che la Norvegia deve ancora qualificare! Non è la beffa, è un regalo del destino: la stagione olimpica, vissuta insieme a quell’impertinente di Borch, lo conduce prima a staccare il pass (il secondo nello stesso quadriennio!) a Lucerna e poi a vincere il bronzo in Brasile, ahinoi davanti ai nostri Fossi e Battisti.

Tufte strattonato, ma per scherzo, da Borch e Hoff

A 38 primavere è il tempo di ritirarsi? L’inesauribile Tufte affronta un nuovo ciclo olimpico. L’ultima regata internazionale è la finale  B vinta nel 4 di coppia ai Mondiali di Linz 2019. A 43 anni, è capovoga di tre compagni che potrebbero esser suoi figli: Helvig (1995), Helseth e Solbakken (1994).  Una chioccia con 3 pulcini. Un esempio per tutti noi.

La storia di Olaf Tufte

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