Gli ottant’anni del dottor La Mura

Un coraggioso innovatore. Uno studioso.  Un metodo vincente (che porta il suo nome) sperimentato al Circolo Nautico Stabia e applicato con ancora maggior successo in Nazionale in 45 anni di fruttuosa esperienza. Un professionista che, con massima convinzione, difende le proprie idee e le tratta come se fossero piantine, facendole crescere grazie all’annaffiatoio dell’aggiornamento. Ma anche una testa dura, qualche volta incline a concedersi alla “dea” presunzione ma mai, come il Faust, arrivato al punto di dire “fermati ora che sei così bello”.  Stay hungry, Dottore, stay foolish.

Un uomo in cui una grande quantità di atleti, tecnici e pazienti, non dimentichiamo la sua attività di medico,  ha riposto tutta la sua fiducia. Noi conosciamo bene atleti e tecnici che oggi gli stanno facendo gli auguri e ringraziando per quel patrimonio di vittorie 116 medaglie vinte tra Giochi Olimpici, competizioni mondiali e continentali.

Una carriera con tante rose e qualche spina, causata in due Olimpiadi da risultati eccellenti (in che altro modo definire un oro o tre bronzi olimpici) ma non rispondenti ad aspettative… da lui stesso create!  Penso soprattutto ad Atene e alle tre medaglie, una per colore, e al successivo vespaio. L’Olimpiade del bicchiere, scrissi allora su CanottaggioVero: chi lo vedeva pieno o pienissimo, chi in mille pezzi.  Nel nostro sport le mezze misure non esistono. Il ritorno in Nazionale, nel gennaio 2013, lo mette certamente a dura prova ma gli permette di non chiudere la sua avventura da guida tecnica azzurra con l’amarezza del 2004. Da una Nazionale in crisi di risultati, La Mura con Cattaneo avvia un grande  ricambio generazionale e i frutti, non senza qualche difficoltà (Amsterdam 2014 e Aiguebelette 2015), arrivano con i ritorni sul trono mondiale dopo 20 anni per il 4 senza e due medaglie olimpiche costruite con giovani emergente e atleti che nel 2012 erano sul punto di appendere i remi al chiodo.

Oggi Giuseppe La Mura, circondato dall’affetto di una famiglia numerose (la moglie, i figli, i nipoti) e di tanti appassionati di Canottaggio, compie 80 anni. Un traguardo raggiunto con ancora tanta voglia di mettersi al servizio della crescita del nostro sport, in particolare curando la formazione dei giovani tecnici della Federazione Italiana Canottaggio.

Ci siamo, per altro molto casualmente, incontrati solo in due occasioni, telefonati qualche volta in più, scritti molto. Scontrati diverse volte, anche con toni molto accesi. Anche pubblicamente con scambi di fioretto su vari portali. Buon ultimo il confronto, nel 2015, dopo il Mondiale di Aiguebelette.  Non faccio parte della schiera di fedeli che si inchinano al suo passaggio, da me non ha mai avuto sponde o trattamenti di favore ma penso di averlo sempre trattato grande rispetto, alternando dure critiche e sinceri complimenti a seconda delle situazioni.

Gli auguri di CanottaggioMania (e personali) per i suoi 80 anni sono uno stimolo a continuare a esser generosa chioccia per i tanti pulcini, i giovani allenatori soprattutto, che sognano un futuro da protagonisti per se stessi e per i loro atleti. E, come dice Coelho, O Dottore continui a vivere la vita nel modo in cui la sogna e non come desiderano gli altri.

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