Alizadeh dalle Bermuda a Tokyo 2021

«Andare avanti a tutto vapore»: questo vuol fare Dara Alizadeh, dopo essersi votata a un’altra campagna di qualificazioni per i Giochi di Tokyo . Il 26nne vogatore del Cambridge Blue Boat, tra gli artefici della vittoria nel 2019 su Oxford, vanta ben quattro nazionalità sul passaporto: Iran, Regno Unito, Bermuda e Stati Uniti.

Sarà però per la nazione più piccola, l’isoletta nel Nord Atlantico che battezza milioni di pantaloncini e costumi e che è anche il più vecchio e popoloso degli attuali territori d’oltremare britannici, che darà l’anima per raggiungere le Olimpiadi.  Ha ammesso di sentirsi distrutto quando a marzo I giochi sono stato ufficialmente posticipati, appena qualche settimana prima delle qualificazioni panamericane a Rio De Janeiro quando avrebbe dovuto piazzarsi tra i primi 5 per strappare il pass per il Giappone.

All’inizio per sua stessa ammissione «si piangeva addosso», stava raggiungendo il picco della forma proprio in prossimità delle qualificazioni continentali in programma, e lo stop ha rovinato tutto; poi  ha saputo metter rapidamente da parte la sua delusione, confrontandola con la tragedia globale della pandemia. «Stavo raggiungendo tempi davvero veloci; stavo cominciando a realizzare delle strategie invece che ad andare come veniva, spaccandomi il più possibile» ha raccontato Alizadeh, pronto a diventare il terzo atleta delle isole dopo Jim Butterfield e Shelley Pearson a raggiungere i Giochi.

 «Ero un po’ come “Ok, ora sono uno che se la gioca”; avevo costruito tutta la sicurezza necessaria; ero pronto a mettermi in mostra contro tutto il meglio del meglio delle Americhe ma mi è stata portata via. Ero come, “C’mon, I’m ready!”.

La Bermuda Rowing Association è stata di grande aiuto, soprattutto quando tutto sembrava cadermi addosso. Ricordo una chiamata da Barbara O’Shaughnessy, la vicepresidente, per sapere come stessi. L’ho davvero apprezzata. Ci sono cose molte più importanti di me che spingo dei remi per fare andare una barca all’indietro, ma nel mio piccolo mondo è stato devastante»

Dopo aver procrastinato l’anno finale della sua laurea in Filosofia a Cambridge per focalizzarsi su Tokyo, Alizadeh tornerà ai suoi studi mentre si allena gli universitari, formandosi per le qualificazioni a Rio di gennaio. Necessita ugualmente di arrivare tra i primi cinque per evitare il turno finale a Lucerna, in Svizzera. L’ultimissima chance di qualificazione che potrebbe comunque aprirgli le porte del suo sogno a cinque cerchi. «Mi son preso del tempo libero dal mio corso di studi e vorrei ridedicarmici e completarli, o perlomeno riprenderli in un modo o nell’altro. Tornerò per terminare il mio anno finale, allenarmi con la squadra universitaria e fare le mie cose»

Già per due volte consecutive nell’albo d’oro della Boat Race, Dara ha detto che ha dovuto lottare mentalmente per allenarsi da solo per Tokyo e che crede che far parte di un’ambiente di squadra potenzierà enormemente la sua sfida olimpica. Lo scenario migliore per lui sarebbe piazzarsi tra i primi cinque alle qualificazioni regionali e poi ottenere ad aprile una personale e straordinaria tripletta con la canotta dei Blue Light.

«Il Cambridge Boat Club è stato di grande aiuto e nonostante continui ad allenarmi in singolo. Sarebbe magnifico andare a Rio, qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo, tornare a Cambridge, e, se mi verrà concesso, remare anche alla Boat Race. Sarebbe la mia ultima e qualcosa di davvero speciale per me”. 

Con il contributo di Federico Burlando

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