Amanda nuovo leader del Canottaggio USA

Amanda Kraus sarà presto ai vertici del Canottaggio statunitense in quanto scelta come nuovo ceo di USRowing.

Dopo aver fondato il Row New York nel 2002, Kraus ne ha curato ogni singola iniziativa con magnifici risultati.  Dal volantinaggio dei primissimi tempi sino al progetto da 40 milioni di dollari per creare un parco, una rimessa per le imbarcazioni e in centro d’apprendimento nell’Upper Manhattan. La sua nuova avventura con USRowing comincerà il primo novembre 2020, all’indomani della sua nomina è stata intervistata da row2k.com.

Cominciamo dal passato e da quello che lasci: hai già pensato a quali mani affidare quanto hai costruito a New York?

«Non solo non sono preoccupata per il Row club, ma penso che se la caveranno alla grande. Si sta riprendendo dalla pandemia come il resto della Grande Mela: abbiamo le persone giuste in tutti i posti giusti. Rachel Cytron è adesso il nostro direttore esecutivo, e ha davvero una bella squadra a lavorare con lei. Abbiamo un board davvero molto preparato»

Sarà un taglio netto?
«Continuerò ad aiutare e a supportare l’organizzazione, perché ho speso molti anni per essa e ho numerosi contatti con gli importanti stakeholders del luogo. Non avrebbe senso andarmene via giusto adesso da lì, e sono lieta di poter continuare a dare una mano»

Cosa ti attrae del nuovo ruolo?
«Molta gente me lo ha chiesto, e penso di aver fatto tutto il possibile alla Row New York, a parte i lavori in corso per la nuova rimessa, che comunque avrei saputo come concludere. Unirmi all’USRowing sarà un nuovo capitolo e una nuova sfida, e sento che mi piacerà. Mi piacciono le sfide, i puzzle, le situazioni difficili che mi tengano avvinta, sono davvero in fibrillazione»

È un periodo davvero difficile per lo sport e il canottaggio Usa, non solo a causa della Pandemia. Anche se sono i primissimi giorni, ma hai già idea di qualche cambiamento che ti piacerebbe apporre, sia tra quelli più a portati di mano che quelli più impegnativi?
«Non voglio fare supposizioni prima di essere là, perché è importante essere là e capire cosa sta funzionando e cosa può essere fatto meglio o diversamente. Ancora non so, ad esempio, cosa sia difficile e perché. Tu non vuoi davvero essere quello che guarda da fuori e dice: “Hey, questo deve essere cambiato e sarà facile»

Quale sarà quindi il piano d’azione?
«Ascolterò, ascolterò, ascolterò, cercando di capire cosa sta funzionando bene nell’UsRowing, e francamente, cosa non va, Cosa necessita di essere migliorato, e quello che i membri come gli stakeholders necessitano e vogliono»

Una strategia dettata dall’esperienza…
«Una cosa mi viene dai miei numerosi anni d’esperienza nel condurre un’organizzazione di canottaggio: in termini di cambiamenti e miglioramenti a portata di mano, sarà necessario guardare alla fondazione dell’organizzazione, ai suoi sistemi, alle strutture, e alla loro funzionalità, e fare una revisione generale per vedere cosa manca per un mondo migliore, per cominciare a capire tutti i pezzi»

Una tattica collaudata.
«Significa capire davvero lo stato di un’organizzazione. Casa nostra è in buono stato, le infrastrutture sono solide? Perché se non lo sono, non c’è molto che uno possa fare. Una cosa che ho imparato a New York è che su tu cresci troppo velocemente o se provi a fare troppe cose contemporaneamente, ma non hai tutto a posto in termini di cose come software finanziari, sistemi di ricerca, o altri problemi operativi e logistici, è molto più difficile fare tutte le cose che vuoi fare»

Cosa è davvero importante?
«Io penso sia leggermente più interessante guardare a cosa stiamo facendo in termini di promozione e programmi, quanto valutiamo le membership, e cosa stiamo facendo in termini di marketing e branding e in tutti questi ambiti. Quindi, molto più ovviamente, considerata la mia storia al Row New York, sono davvero eccitata di salire su in questa nuova avventura e lavorare per diversificare lo sport e renderlo più inclusivo, aiutare i club e i college e i programmi in tutto il paese, perché penso che ci sia un reale desiderio di realizzare tutto ciò, e ci sono molti modi in cui l’USRowing può aiutare a farlo»

Esatto, la situazione è estremamente probante, ma probabilmente non ci sono mai stati tempi migliori per accettare delle sfide.
«Esatto. O meglio, vorrei aver potuto dire ciò già un anno fa, ma penso che il resto del paese lo pensi ora, il che è grandioso. Partendo da qui sono fermamente convinta di non poter avere ora, di non dover assolutamente avere ora tutte le risposte, e quindi andrò a porre un sacco di domande, e a parlare a tutti i differenti gruppi di stakeholders. I proprietari o i direttori dei club, i coach dei collegeS, gli junior coach, ovviamente i membri del team Nazionale- e provare a capire cosa per loro può funzionare bene. Quindi provare a capire dalle persone e dalle organizzazioni su quali ambiti focalizzarci, e capire come l’USRowing può generare valore per loro- questo è ciò che penso, e quello che credo che possiamo mettere in atto»

Un programma di lungo termine. 
«La percepisco tantissimo come una maratona, non uno sprint; non faremo tutto da una notte all’altra, ma, penso, nell’arco di mesi e anni, forse vedremo alcuni drammatici cambiamenti»

Hai una grande esperienza nella raccolta fondi; è una delle chiavi del successo del Row NY; hai qualche idea su qualche nuovo approccio che potrebbe nel fundraising essere dalla federazione Usa?
«Ci ho pensato a lungo, perché puoi avere tutti i migliori piani del mondo, ma se non hai sufficiente denaro o risorse da mettere dietro questi piani, alla fine non sarai capace di combinare niente. Penso che una spina nel fianco per il Canottaggio Usa sia stata cercare di fare tantissimo con veramente poco in termini di risorse -e per essere specifici, di denaro. Perciò anche nel mezzo della Pandemia, la mia priorità, appena entrerò in carica, sarà portare più risorse nell’organizzazione. E, di sicuro, la raccolta fondi sarà una parte significativa di ciò. Ho quel genere di esperienza dal Row New York, e sono eccitata all’idea di implementarlo all’US Rowing»

Più soldi uguale più possibilità per i canottieri di tutte le età.
«Io penso che ci sia un’enorme opportunità di raccogliere denaro per la squadra nazionale, per la formazione dei coach, e intercettare le persone che vogliono rendere lo sport più diversificato e inclusivo. Cominciando dai piani alti dell’US Rowing, far salire a bordo tutte queste persone perché siano i campioni dietro tali sforzi, abbiamo bisogno di creare una squadra all’interno della federazione, e cominciar e a chiederci, bene, perché le persone dovrebbero mettere dei soldi dietro i nostri sforzi?»

Un quadro d’azione già ben definito.
«Non andrò là a fare subito dei cambiamenti radicali. Devo imparare, mettermi in pari, e capire quale sia la squadra e di chi necessita; gli individui che vogliono supportare questi sforzi. E necessitiamo di recuperare un po’ di soldi dalle persone e dalle fondazioni che vogliono supportare questo genere di lavoro»

Hai sempre parlato più di un lavoro di squadra che personale.
«Sta a noi. Starà a noi comporre il mosaico delle cose che possiamo fare, se abbiamo le risorse e il denaro per realizzarlo. Ho alcune idee divertenti per rendere tutto reale, e sono eccitata al pensiero di costruire una squadra per fare in modo che tutti funzioni»

Con il contributo di Federico Burlando

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