Frisiero (Veneto): “Pensiamo ai giovani e facciamo squadra con altri Comitati”

Quinto appuntamento con le Regioni. Dopo Emilia Romagna, Umbria, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, tocca al Veneto. Il Comitato è attualmente è composto da 14 società, una in meno dell’anno precedente, inattiva da diversi anni. “Siamo arrivati nel 2019 a 15 società rispetto alle 12 di quando 7 anni fa abbiamo iniziato con la “squadra” dell’attuale Consiglio – afferma il presidente Sandro Frisiero Siamo al secondo mandato che fonda le radici da quelli precedenti, in continuità con le consegne del nostro past-president Duilio Stigher. Siamo attivi in 6 delle 7 province venete, e il “verbo” che ci ha guidati è sempre lo stesso: PROMOZIONE a 360°”.

Per verifica, ogni anno si osserva l’andamento remiero nazionale, come sullo sport in generale, e assieme al Consiglio Frisiero verica puntualmente i risultati. “Per noi la focalizzazione è sempre stata l’attività giovanile, fino agli Under 19, poi chiaramente entriamo in un mondo complesso che non è “prioritario” per un Comitato Regionale, perlomeno in questa organizzazione federale; però ci vede comunque attenti e presenti, diciamo pro-attivi”.

Ecco un estratto di quanto scritto e detto in Assemblea Regionale di fine 2019: “… oggi il “vivaio” è stabile con un più 1% rispetto al 2018, questo sembrerebbe significare che stiamo lavorando in difesa, ma confrontandoci con il forte decremento della popolazione giovanile (-3% Istat) e dei praticanti sportivi agonisti (-6% CONI Veneto)… con la concorrenza di nuove attività motorie (altri sport?!?).. con il poco tempo libero e con le famiglie in crisi economica … e soprattutto riferendoci al dato nazionale (FIC) che è purtroppo un -8% (molto preoccupante) … Possiamo invece considerare di aver raggiunto un ottimo risultato”.

Il Veneto rappresenta circa il 6% delle 230 affiliate in Italia. Ecco il confronto rispetto alla situazione di inizio del primo mandato (fonte dati http://www.canottaggio.net): Agonisti da 293 a 381 tesserati. Under 19 agonisti da 175 a 207. Over 19 agonisti da 108 a 171 (U23 + Senior + Master). Pararowing da 3 a 5  

“Certo, è sempre necessario entrare nei numeri, per capirne la vera dimensione, ma siamo tranquilli avendo lavorato sempre affiancando i progetti delle nostre Società per dare loro il supporto migliore. Non entro nell’importante escalation del tesseramento scolastico e amatoriale, anche questa fa parte del nostro mandato di “promozione” del canottaggio – afferma Frisiero – Chiaro che sono risultati di un lavoro continuo di squadra fatto principalmente dalla passione degli addetti ai lavori, ai quali il Comitato si affianca con idee, eventi, anche mezzi quando necessario secondo il mandato statutario. Non sempre facciamo il massimo, e come volontari dello sport vorremmo fare di più, ma realisticamente siamo molto contenti”.

Entriamo nel concreto del  Comitato. “Partiamo dalla “fonte”, con il finanziamento pubblico della federazione da 11.700 €. Qualcosa miglioriamo con le nostre iniziative, praticamente un 30% in più, arrivando a circa 14-15.000 €. Di questi somma la quota di 1.400 € è utilizzata per il funzionamento del Comitato, tra spese generali, assemblee e trasferte. E’ meno dell’8%, e proviamo ogni anno a limare questa minima spesa. Riusciamo perciò ad investire il 92% del bilancio in attività sportiva e tecnica”.

E Veneto non ha un campo di gara “professionistico”, però con l’intesa impostata a nord-est con gli amici del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romagna integra le sue 3 regate regionali con quelle che si svolgono a Ravenna o a S. Giorgio. “E’ un insieme di intenti che serve per allargare e migliorare il confronto tecnico dei nostri atleti con realtà numericamente più ampie, quindi più competitiva, e contribuiamo alle spese di organizzazione”.

Nell’ottica della promozione il Veneto, nel 2019, ha vinto per la seconda volta il Trofeo CONI-KINDER, sia nel canottaggio che nella classifica finale. “Abbiamo creduto in questo progetto CONI fin dall’esordio, perché il Veneto è stata la regione guida del progetto avendo organizzato i “Giochi del Veneto” sia estivi che invernali, riservati agli Under14 di tutte le discipline olimpiche aderenti”.

L’appuntamento principale però resta la regata internazionale, l’Esagonale Giovanile,  confezionata per gli Under 15 che possono confrontarsi con una parte del canottaggio “europeo”. La convocazione nella squadra regionale è una “pietra miliare” nella costruzione del loro futuro sportivo, ancor di più avranno un attaccamento per questo sport e la voglia di impegnarsi per ottenere risultati sempre crescenti. “Capiscono cosa è lo Sport oltre al gioco  e riceveranno una iniezione di fiducia per restare ancora immersi in questo mondo remiero. Le prime esperienze formano il loro percorso sportivo, ed è questa l’età in cui scoprono il mondo. Se lo fanno con noi, attraverso i valori dello sport saranno lontani da facili divertimenti che spesso si trasformano in pericoli per il loro futuro”.

L’Esagonale Giovanile vede con il Veneto la partecipazione del FVG, Carinzia, Alta Austria, Slovenia e Croazia. “Nel 2019 abbiamo organizzato noi a Bardolino questo 62° Meeting Internazionale Giovanile. E’ stata la seconda edizione svoltasi nel Veneto, dopo la prima storica “veneta” fatta nel 2014 a Venezia, per 56 edizioni mai era stato organizzato nel Veneto. Il nostro obiettivo era ripeterlo anche n questo mandato, centrato con una perfetta manifestazione a Bardolino 2019″.

L’altro obiettivo, molto complicato per i molteplici interessi che caratterizzano ormai gli eventi importanti, riguarda l’organizzazione di una gara nazionale. “Il primo Campionato Italiano effettuato nel Veneto a Bardolino dal dopoguerra (Padova 1945 su 4 corsie), il Campionato Italiano in Tipo Regolamentare 2019. Un vero evento, un’organizzazione di alto livello per le barche da mare! Da canottiere praticante lascio giudicare a chi ha partecipato, ma la soddisfazione di aver ricevuto centinaia di congratulazioni dal mondo remiero, compreso il Consiglio Federale e il nostro Presidente. Obbiettivo raggiunto frutto dei 7 anni di stretta collaborazione con la Canottieri Bardolino e con il loro Comune, quando c’è la passione si vedono i benefici per il territorio e per lo sport!”. 

A proposito degli eventi, “ci sono i Campionati regionali a Padova, sulle nostre 4 corsie “autorizzate” per la Coppa Montù e il Campionato Regionale Indoor a Treviso. Poi le selezioni studentesche, che facciamo ormai da anni a Trieste assieme al FVG, portando a gareggiare i nostri studenti. Quindi le selezioni per il Trofeo Coni e il raduno mirato alla selezione della squadra Veneta per l’Esagonale”.

Frisiero evidenzia anche i risultati agonistici dei nostri atleti di vertice. “E’ pur vero che sono frutto del lavoro societario, ma il Comitato ne è parte integrante con i suoi eventi, con i corsi, con la promozione e con le regate resta sempre un tassello funzionale a questo puzzle.  Abbiamo visto ai Mondiali Assoluti di Linz il “nostro” Simone Martini, triestino di nascita ma a Padova da molti anni dove è stato valorizzato e supportato, con la storica qualificazione del singolo poi la veneta Stefania Gobbi con l’altrettanto bella qualificazione del doppio assieme alla triestina Stefania Buttignon”.

Ancora il mondiale del doppio Under 23, con il padovano Luca Chiumento assieme al cremonese Andrea Cattaneo. “Un capolavoro di forza, di tecnica e di intelligenza, anche se poi siamo rimasti rammaricati per non aver visto questo doppio al mondiale assoluto di Linz. Anche Clara Guerra, cresciuta dalle nostre parti, dove si allena ancora molto spesso quando non è in raduno, ci ha regalato un bellissimo bronzo in singolo al Mondiale Under 23 e la qualifica del 4 di coppia per le Olimpiadi. Poi Alessandra Patelli, nel 4 senza a Linz e che prova la qualifica per Tokyo dopo l’ottima partecipazione a Rio 2016. Ma anche Luca Rambaldi è spesso ad allenarsi in Veneto, dove ha passato un anno sabbatico con l’aiuto della Canottieri Padova prima di passare alle FF.GG. e dove ritorna per la sua storia affettiva”.

Ci sono però alcuni aspetti negativi da arginare, presenti anche prima del Covid-19. “Il costante abbandono sportivo, che è un mal comune di tutto lo sport, conseguenza delle politiche scolastiche e giovanili che non trovano una facile soluzione. Anche per noi è una spina nel fianco. Un altro punto negativo è stato l’abbandono della storica Reale Canottieri Querini, una pugnalata, ma erano diversi anni che ci si aspettava questo, la mancanza di nuovi appassionati e di una guida societaria lungimirante, sempre sorda ad alcuni suggerimenti, non per volontà ma per “invecchiamento”. Quando si vive di ricordi e non si pensa mai al futuro, questo è un inevitabile risultato. Potremmo fare una conferenza su questo, dove entra la storia di Venezia, e si intrecceranno una molteplicità di discorsi tra la politica locale, il turismo, l’invecchiamento e l’economia, il moto ondoso ecc…  ecc… Sarebbero chiacchiere lontane dalla nostra capacità oggettiva di intervento. Abbiamo provato per quanto ci competeva, forse anche oltre, ma se non c’è il seme da far germogliare è inutile tentare di irrigare il deserto sperando cresca qualcosa. Ci sono le altre Società affiliate che fanno la fortuna del Veneto e non solo con i risultati agonistici.”.

Frisiero tratteggia lo spirito delle società remiere di fronte all’emergenza  Covid-19. “Oggi che sembra esaurirsi il problema Covid-19, abbiamo l’ennesima conferma che il nostro sport ha una marcia in più. Dopo lo stop improvviso iniziale che ha messo tutti in allarme nessuno si è perso d’animo. Il blocco dei corsi amatoriali è quello che più ha portato problematiche economiche. Ma la parte agonistica non si è mai fermata e tutti hanno trovato il modo per rispondere alle richieste degli atleti, attraverso gli allenamenti da casa, con i mezzi tecnologici e con le capacità personali degli addetti ai lavori. Oggi le nostre società aperte da diverse settimane, non sono morte, perché “di fatto” fanno sport vero e non mera attività commerciale fine a se stessa. Preoccupati fin da subito con l’annullamento della prima regionale del nord-est si è cercata l’alternativa, accettando e collaborando con l’idea di Massimiliano del F.V.G. e assieme ad Alessio dell’Emilia Romagna si è partiti con il primo evento in rete. Poi è arrivato qualcosa anche da Roma sull’onda partita da Trieste, anche se oramai eravamo già pronti a risalire sui nostri singoli grazie all’apertura deliberata dal governo Veneto, ma sono serviti anche questi eventi”.

Sul passaggio del “virus”, i problemi sono noti e comuni. “Fortunatamente (ma non solo fortuna, anche per capacità politica) abbiamo avuto meno problemi di altre regioni. E non potendo remare in barca, si è fatto “dell’altro”. Restano sul piatto i problemi di natura economica: chiaro che ne hanno risentito le entrate societarie, ma solo in parte. Questo è dipeso dal modello societario: nel Veneto essendo tutte ASD che vivono molto di quote sociali, la parte “mancante” delle entrate commerciali non ha inciso direttamente sugli atleti. E la parte di volontariato è rimasta attiva, quella da noi è sempre presente, abbiamo le “spalle grosse” da canottieri”.

Ecco la sottolineatura di un urgenza grave. “Mancano e mancheranno quei tesseramenti promozionali, dai quali dipendono economicamente le entrate di alcuni tecnici con contratti di collaborazione sportiva. Qui però in parte è intervenuto lo stato. Purtroppo esiste un “sottobosco”, certamente non importante ma che dobbiamo ammettere che esiste, quelle entrate commerciali che senza ipocrisia possiamo chiamarle “in nero”, speriamo che in questo il virus possa averle eliminate per perderne qualsiasi traccia. Questo dipende dall’assenza di alcuni dirigenti, dalla poca cultura sportiva generale, dalla solita realtà italiana del sommerso, anche se molte società venete sono sempre state molto il regola, operando per il vero obbiettivo associazionistico dello sport”.

Frisiero fa i conti. “Confermiamo che come agonisti non abbiamo defezioni, e addirittura riscontriamo un aumento di presenze perché la nostra disciplina prima di altre ha riaperto e offerto un supporto alle famiglie che altri sport non potevano dare. Con le palestre al chiuso noi abbiamo offerto attività all’aperto e in sicurezza”.

Sul piano di interventi della FIC, “la FIC siamo tutti noi, una famiglia di tesserati sparsi in molte associazioni. Diamo una delega per governare la nostra famiglia e abbiamo approvato delle regole per gestirla. Con questo voglio dire che la FIC ha messo in campo quello che ci si aspettava. Se si poteva fare di più la risposta è “non credo”, in questa situazione. Se lo fosse stato, si sarebbe fatto per il bene delle nostre società”.

Il ruolo della Consulta Nazionale. “Non siamo mai “consultati” correntemente, perché nel tempo siamo stati esautorati delle funzioni per cui eravamo funzionali al sistema. Dal problema “virus” è nata una chat della Consulta, conseguenza di una chat dei presidenti del “Nord”, ma che era figlia a sua volta di quella del “Nord-Est”: il territorio almeno ha trovato un punto di incontro per parlare, sviscerare e anche risolvere problemi comuni, mentre per la centralità federale non siamo partecipi delle scelte federali, ma oggi non lo siamo proprio per statuto”.

Limite. “Come Federazione abbiamo dei limiti, soprattutto burocratici. Il rimborso per acquisti di materiale tecnico era l’unica soluzione adottabile per non trovarsi poi in una marea di altri problemi. Posso solo osservare che in un momento di difficoltà economica primaria, come pagare locazioni, pagare stipendi, pagare allacciamenti, pagare canoni, pagare debiti… ecco, investire diventa una chimera per molti. Se per ottenere un ristoro devi prima spendere, sto dando una mano a chi non ha problemi. Ecco, coinvolgere i Comitati Regionali per alcuni interventi mirati a progetti locali, o dove si è presentato più grave il problema, in questo momento poteva essere un passo in avanti”.

Poco sostegno dalle autorità politiche del Veneto. “Da noi la politica ha sempre finanziato progetti legati all’impiantistica sportiva, quindi ne hanno beneficiato in primis stadi, poi piscine, palazzetti e impianti di risalita. Anche uno stadio del remo, qualora fossero stati supportati alcuni progetti del passato, che però mi vedono molto scettico mancando tutti di una società sportiva che potesse gestire poi l’attività, tutte “cattedrali nel deserto” che miravano ad altri benefici che non quelli sportivi apparenti. Certo, qualche briciola la vedono anche altri sport, anche noi, ma parliamo veramente del nulla. Solo alcuni Comuni hanno approvato finanziamenti a fondo perduto in favore di associazioni sportive, in gran parte per i canoni di locazione. La Regione ha solo allungato la data di scadenza di un bando precedente al Covid-19 che favoriva l’avviamento dei giovani alla pratica sportiva, questo perché nessuno poi era stato in grado di partire con i progetti nei tempi corretti. Per il momento quindi tutto quello che sta arrivando alle società di Canottaggio proviene dai vari bandi approvati dal CONI, CIP, ICS, Sport e Salute, Governo e FIC, che nel suo insieme potrebbero essere anche aiuti importanti. Dipende poi dalla capacità delle Società di attivarsi o di chiedere consulenza per ottenere dei risultati. Noi siamo pronti, ma non possiamo sostituirci alle società”.

La questione “formazione dirigenti” rimane aperta, infine Frisiero allarga il raggio d’azione alla conclusione del mandato.  “Se il quadriennio diventerà un quinquennio personalmente lo trovo assurdo, non esiste una motivazione sportiva valida in questo senso. Non faccio riferimenti al Canottaggio, noi Presidenti Regionali non votiamo, anche se alcuni di noi sicuramente sono degli “influencer”. Oggi però non sono molte le società che possono contare su dirigenti preparati, o anche solo “formati”, e questa è una tragedia di tutto lo sport. Quindi chi ha governato bene finora, come Beppe, dovrà solamente ritoccare la sua squadra per provare a migliorarla ancora.  Quindi si concluderà questo quadriennio con una fitta concentrazione di eventi da settembre a dicembre, quelli sono i prossimi obiettivi, oltre naturalmente a concretizzare la ripresa delle nostre Società, senza di loro non c’è ne canottaggio ne federazione. Obiettivi del Consiglio quindi è svolgere il miglior Esagonale Giovanile Internazionale a Linz nel campo di gara dei Mondiali 2019 e poi passare la mano a chi verrà eletto dalle Società venete, anche se non è facile né scontato trovare candidati. Personalmente, ma credo anche per tutto il Consiglio, dedicare tempo e forze per la passione di questo sport ci rende grande felicità e anche molto orgoglio. Quanto è stato fatto lo lascio giudicare a chi ci ha permesso di fare questo percorso. Oggi è sempre più difficile conciliare le passioni con le necessità familiari e lavorative, passioni che spesso richiedono anche più impegno di un lavoro e di una famiglia: vorrei avere un po’ di tranquillità, nella speranza che entrino molti giovani volenterosi, così dopo 50 anni di canottaggio posso pensionarmi e guardare da un’altra prospettiva questo “cantiere” sempre aperto!”. 

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