La riconoscenza di Andrea e l’inesauribile Mito

Non conosco Andrea Panizza ma ne seguo, con ammirazione, il percorso. Il primo “botto” nell’agosto 2016 con il titolo mondiale Junior nel 4 con, il bronzo agli Europei di Racice 2017 nel 4 di coppia, i titoli europeo e mondiale portati a casa nella stessa specialità in un indimenticabile 2018, il buon trend (argento europeo e bronzo mondiale) in un 2019 nel segno della riconferma tra i più grandi dell’elite mondiale.

Dopo averci tenuto compagnia su Instagram, con divertenti sfide online al remoergometro con Martino Goretti e altri allegri compagni della brigata del Canottaggio internazionale, il vogatore delle Fiamme Gialle riprende gli allenamenti in singolo. Lo racconta Gianfranco Casnati su “La Provincia di Como” e, pensate un po’, il giovane Panizza continua, con soddisfazione, ad abbeverarsi dalla stessa fonte: l’impareggiabile Moioli, a 92 anni suonati. “Consigli sulla tecnica, da me seguiti in maniera scrupolosa”. 

In un mondo in cui la riconoscenza appare sempre più come una moneta fuori corso, l’attaccamento di Andrea al Mito Moioli è un esempio per tutti. Da Londra 1948, un punto di riferimento per tante generazioni di canottieri.

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