La forza della comunità remiera

Il 2020 e la “grande partenza” del Canottaggio mondiale, verso il sogno olimpico e paralimpico, dall’Italia. Doveva esser ma non sarà così.La tristezza per la cancellazione dei grandi eventi, tra prove di Coppa del Mondo e pass olimpici e paralimpici in assegnazione nel nostro Paese, è grande. Niente Sabaudia ad aprile, niente Varese a maggio ed è impossibile prevedere un eventuale recupero del Para-Rowing internazionale a Gavirate.

Coronavirus. Ci troviamo di fronte a un nemico invisibile e vigliacco da combattere tutti insieme. Divisi fisicamente ma uniti spiritualmente. Amici e avversari: un’unica grande squadra con magliette di colori diversi. Il mondo dello Sport si immobilizza ma non smette di sperare. Il dispiacere sarà enorme ma non sarà un dramma se le Olimpiadi verranno spostate uno o due anni in avanti. In presenza di una pandemia, la Salute di tutti diventa unica priorità.

Oltre mille morti in Italia a oggi, oltre quindicimila contagiati ma il picco, secondo gli scienziati, deve ancora arrivare. Covid-19 non solo ci costringe a rinunciare al Canottaggio e allo Sport ma, in nome del nostro bene più grande che è la Salute, cambia completamente le nostre abitudini. #iorestoacasa

È vero che spesso e volentieri sono le crisi a fornire i giusti stimoli a una comunità per rilanciare nuove sfide di crescita.  In realtà non sappiamo quanto sarà lungo questo tunnel e all’uscita potrebbe attenderci un deserto da attraversare.  Un effetto positivo Covid-19 lo ha su chi vi scrive: il riavvicinamento alla passione remiera, persa per strada a fine estate e ora ricordata alle porte della primavera.  Non so se a questo articolo ne seguiranno altri. Di certo, queste poche righe sono di vicinanza alle società remiere della nostra Federazione costrette a chiudere i battenti per diverse settimane (almeno) a causa dell’emergenza.

C’e’ da lottare in questo periodo e non posso non abbinare a questo editoriale l’immagine di un lottatore, di un Uomo prima che Atleta a cui dobbiamo ispirarci per affrontare le avversità di ogni giorno, di chi si sottopone a 18 cicli di chemio per costringere alla resa il tumore e riprendere il cammino verso i propri obiettivi, di chi un tunnel diverso (e probabilmente più lungo e difficile) lo aveva imboccato diverse settimane prima di tutti noi senza paura e viltà ma con grande temperamento, energia e un sorriso che non può che darci carica. Ciao, Mondo!

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