Le pagelle della Coppa del Mondo di Poznan

Dopo Poznan, a circa due mesi esatti dai Mondiali di Linz (tappa di qualificazione fondamentale per le Olimpiadi di Tokyo 2020), torniamo a dare i numeri. Al centro dell’attenzione, le specialità olimpiche e una particolare menzione per il 4 con Pararowing tornato a esprimersi su livelli di eccellenza. Eccoli, barca per barca, i protagonisti con il voto di CanottaggioMania.

9 al DOPPIO PESI LEGGERI FEMMINILE (Federica Cesarini-Fiamme Oro/Canottieri Gavirate, Valentina Rodini-Fiamme Gialle) La barca azzurra, in assoluto, più vicina all’oro. Sfuma, per un’inezia, il bis del successo maturato nel 2018 a Linz esattamente un anno prima. Poco importa, perché questa prova di Coppa del Mondo lascia a Federica e Valentina un patrimonio di ottimismo, fiducia e consapevolezza dei propri mezzi a due mesi dal Mondiale. Il compito, piazzarsi in una delle prime 7 posizioni per staccare il biglietto per Tokyo 2020, resta di notevole difficoltà per il grande equilibrio regnante in questa specialità. Federica e Valentina stanno dimostrando di possedere quel “quid” in più per far la differenza. Avanti così.

8,5 al QUATTRO SENZA SENIOR MASCHILE  (Marco Di Costanzo-Fiamme Oro, Giovanni Abagnale-Marina Militare, Bruno Rosetti-CC Aniene, Matteo Castaldo-Fiamme Oro/RYCC Savoia) Che cuore, che spessore in una finale ad alta tensione! Quaranta colpi di passo e negli ultimi 500 metri, anziché spegnersi come una consumatissima candela, ecco l’accelerazione decisiva per stampare l’argento. Un colpo di fiamma che incenerisce inglesi e polacchi, bravi a precederci agli Europei.  Complimenti a un’Australia assolutamente impeccabile, pur se parzialmente rinnovata rispetto alla formazione vincente negli ultimi due Mondiali, ma la solidità mostrata dall’Italia di Poznan lascia davvero ben sperare per un sensibile avvicinamento.

8,5 al QUATTRO CON PR3 MISTO  Greta Elizabeth Muti-SC Olona, Alessandro Brancato- RYCC Savoia, Lorenzo Bernard-SC Armida, Cristina Scazzosi-SC Lago d’Orta, Lorena Fuina-timoniere-SC Rumon) Un bel segnale di fiducia per tutti, un risultato d’eccellenza di cui l’intero settore ParaRowing aveva bisogno per poter programmare al meglio gli ultimi mesi di preparazione per l’assalto alle carte paralimpiche.

8+ al DOPPIO PESI LEGGERI (Stefano Oppo-Carabinieri, Pietro Willy Ruta-Fiamme Oro) Una garanzia. Sempre lì, sempre tra i migliori. Seri, concreti, efficaci. Due grandi lavoratori. Mai una volta giù dal podio in questi primi due anni e mezzo del quadriennio olimpico. Una puntina, per stimolarli, è giusto metterla. Un solo successo, a Linz 12 mesi fa quando sembrava che Pietro e Stefano potessero, di slancio, raccogliere l’eredità della Francia del ritirato Azou. Prima la Norvegia, poi l’Irlanda e ora la Germania:  pur privi dell’esperienza o dell’affiatamento dei nostri, come mai esiste sempre un equipaggio in grado di metterci la punta davanti?

7 al DUE SENZA SENIOR FEMMINILE (Aisha Rocek-Carabinieri/SC Lario, Kiri Tontodonati-Fiamme Oro/CUS Torino). Unico equipaggio continentale a raggiunger la finale.  Va bene, con Spagna e Romania a casa, ma il quinto posto ha il dolce sapore della riconferma

6+ al DUE SENZA MASCHILE (Giuseppe Vicino-Fiamme Gialle, Leonardo Pietra Caprina-Fiamme Gialle/CC Aniene) Buon cammino verso la finale con un’emozionante rimonta in semifinale: due secondi e sette decimi recuperati alla Turchia negli ultimi 500 metri! Una grandissime dose di energie spese irrecuperabili nel giro di 24 ore. L’ultimo atto della seconda prova di Coppa del Mondo vede Peppe e Leo regatare sotto le proprie potenzialità ma da un equipaggio formato in meno di tre settimane non ci si può aspettare tutto e subito.

6+ al DOPPIO SENIOR FEMMINILE (Stefania Gobbi-Carabinieri/SC Padova, Stefania Buttignon-SC Timavo)  Settime, dopo il podio conquistato agli Europei. Ma, in prospettiva qualificazione olimpica, quinta forza di questa specialità avendo davanti a Poznan due barche statunitensi e due tedesche. Coppia inedita, a inizio anno, ma capace di dimostrare di esser competitive ad alti livelli.

6 all’OTTO MASCHILE (Davide Mumolo-Fiamme Oro/SC Elpis, Paolo Perino, Mario Paonessa-Fiamme Gialle, Emanuele Fiume Fiamme Gialle/Pro Monopoli, Luca Parlato, Vincenzo Abbagnale-Marina Militare, Emanuele Liuzzi-Fiamme Oro, Cesare Gabbia- Marina Militare/SC Elpis, Enrico D’Aniello-timoniere-Fiamme Oro/RYCC Savoia)  Sufficienza piena piena per il carattere e la combattività messi in mostra nel recupero per estrometter la Polonia e in finale per rimanere attaccati a Nuova Zelanda  e Australia. La strada per la qualificazione olimpica è un po’ meno in salita rispetto agli Europei. A Linz l’Italia venderà la pelle a carissimo prezzo.

6- a SIMONE MARTINI Lode all’impegno e alla voglia generosamente profusi per colmare, a oltre 30 anni, il gap di tecnica ed esperienza rispetto ad avversari blasonati. Il dodicesimo posto è un risultato apprezzabile proprio per le ragioni sopra indicate.

5+ al DOPPIO SENIOR  (Domenico Montrone, Simone Venier-Fiamme Gialle) Miglior barca azzurra in questa specialità anche se colpisce la distanza siderale (quasi 30 secondi) tra i nostri veterani e i primi tre equipaggi classificati nella loro semifinale. Ruggito d’orgoglio in finale B per conquistare, almeno, la leadership nazionale.

5 al DOPPIO SENIOR  (Luca Chiumento-SC Padova, Andrea Cattaneo-Carabinieri/SC Bissolati) Come sopra, con la leggera differenza di una finale B chiusa completamente a secco di forze.

5- al DOPPIO SENIOR FEMMINILE  (Valentina Iseppi-CC Aniene, Alessandra Montesano-SC Eridanea) Rispetto a quanto di buono evidenziato nel 2018, con il quarto posto agli Europei a 6 centesimi dalle future campionesse mondiali, in Polonia le “americane” appaiono piuttosto regredite. Gare sottotono, ma, vista la giovane età, ben vengano anche esperienze infelici  per maturare.

4,5 a FABIO INFIMO Non sempre, in Coppa del Mondo, è ammesso sbagliare la prima gara. Il quinto posto in batteria spinge Fabio nella palude della finale E dalla quale non può più tirarsi fuori. La vittoria è, comunque, indice di reazione.

4 al DUE SENZA SENIOR FEMMINILE (Sara Bertolasi-SC Milano, Alessandra Patelli-SC Padova) Semifinale agghiacciante e finale B senza reazione. Prestazioni non all’altezza del valore espresso in questi anni da Sara e Patti. Cosa succede?

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