Settebello Italia agli Europei, Donne in crescita

Sette medaglie, meglio che a Glasgow 2018. E’ vero che nel medagliere delle barche olimpiche  manca l’acuto ma ci sono segnali molto importanti da cogliere verso Linz, a cominciare da un settore femminile in stato di significativa crescita.

E’ una squadra protagonista e viva anche nelle finali in cui non riesce a salire sul podio . Due argenti (4 di coppia e doppio leggero maschili) e due bronzi (2 senza e doppio femminili), accompagnati dai successi ottenuti nelle specialità non olimpiche (la singolista leggera Federica Cesarini e il 4 di coppia leggero maschile) e dal bronzo dell’intramontabile Martino Goretti.

Il 4 di coppia cede il titolo europeo all’Olanda ma lo fa dopo una gara caparbia e di notevole intensità. Onore agli orange e alla loro mostruosa prestazione timbrata con un vantaggio di quasi 4 secondi e mezzo sugli avversari. Rambaldi, Mondelli, Gentili e Panizza non si lasciano logorare dal confronto con i futuri campioni continentali: hanno energie sufficienti a rispedire al mittente gli attacchi prodotti dalla Gran Bretagna per provare a sfilar via loro l’argento.

Oppo e Ruta conquistano l’argento nel doppio Pesi Leggeri. Gara a rincorrere, con i tedeschi sempre avanti e bravi a controllare gli attacchi azzurri. L’Italia non molla mai la presa e la rimonta  pare concretizzarsi nel terzo parziale quando la nostra barca rosicchia tre quarti del vantaggio accumulato da Osborne e Rommelmann. Gli ultimi 500 metri sono decisivi per l’oro e qui l’Italia non riesce a incidere come vorrebbe: la risposta della Germania è adeguata, Oppo e Ruta chiudono così secondi a un secondo e tre decimi dal titolo europeo. Rivincita tra tre settimane a Poznan ma questo risultato significa soprattutto che l’Italia c’è, è tra le grandi in questa specialità e sulla strada giusta verso il Mondiale.  Risultato migliore rispetto a Glasgow 2018 quando il doppio leggero dell’Italia centrò il bronzo.

Il 2 senza di Tontodonati e Rocek finalizza il suo percorso europeo con il bronzo. Finale equilibratissima, ricca di scossoni. La Spagna, sempre terza sino ai 1500, riserva le energie migliori per un frizzante serrate che le consente di diventare campione d’Europa. La Romania, a lungo avanti, accusa la fatica ed è costretta a sforzi supplementari per evitare il secondo sorpasso, quello dell’Italia. Azzurre terze, a sette decimi dall’argento e brave a demolire il morale dell’Olanda poco dopo metà gara.  L’Italia mantiene, a livello continentale, la posizione raggiunta nel 2018 a Glasgow da Bertolasi e Patelli.

Bella rimonta da parte del doppio di Buttignon e Gobbi. Le azzurre credono fortemente nella possibilità di vincere una medaglia sulle acque del Rotsee e soprattutto nella seconda parte del percorso pongono le basi per agganciare e superare la Bielorussia. Prova di grande spessore nella finale vinta dalla Germania davanti alla Romania con l’Italia al terzo posto.

I Sinkovic spaccano la gara: due secondi e mezzo di vantaggio ai 500, tre secondi e mezzo ai 1000, quattro e mezzo ai 1500. Croazia leader, Romania e Serbia in lotta per un argento. E’ il leit motiv della finale del 2 senza. Vicino e Abagnale si cercano senza trovarsi per 1500 metri, ma un finale di gara orgoglioso e rabbioso consente loro di scrollarsi di dosso la Repubblica Ceca, approfittare di un incidente occorso alla Serbia e chiudere così quarti a sei secondi dalla bronzea Spagna. Sinkovic padroni d’Europa, con la Romania di Colamonici seconda classificata e brava a dimezzare lo svantaggio negli ultimi 500 metri.

Non è giornata per il 4 senza, specialità nella quale l’Italia, dal 2015 al 2018, colleziona un oro e due argenti mondiali assieme a un bronzo olimpico. Castaldo, Di Costanzo, Rosetti e Gabbia  non vanno oltre il quinto posto. Dopo metà gara a contatto con le prime posizioni, tra i 1000 e i 1500 si spegne la luce e così la lotta per le gerarchie di questi Europei riguardano Gran Bretagna, Polonia e Germania. Questo l’ordine d’arrivo con il risveglio dell’armo britannico dopo un lungo periodo di appannamento. L’Italia, lontana dai suoi abituali standard, cede persino il passo all’Ucraina.  Ci sarà tempo, di qui al Mondiale, per raggiungere la miglior condizione ed esser nuovamente protagonisti.

Non incanta il doppio leggero di Rodini e Mignemi. O meglio: il suo rendimento, oggi, è inferiore alle aspettative cullate in occasione della sua splendida semifinale. Il passo di gara, dopo una buona partenza, non è redditizio: le avversarie scappano via tutte tra i 500 e i 1500 e all’arrivo gli oltre 10 secondi di distacco dalla Bielorussia, neocampione d’Europa davanti alla Francia e una rimontante e applauditissima Svizzera, hanno il loro peso.   Lucerna presenta, alla fine, un conto amaro anche se nella sua globalità il sesto posto è un buon punto di partenza a due mesi e mezzo dal Mondiale e, quindi, dalla qualificazione olimpica. La priorità è certamente quella.

Niente da fare per l’otto (Parlato, Abbagnale, Venier, Liuzzi, Montrone, Paonessa, Mumolo, Pietra Caprina, tim. D’Aniello), sesto e staccato di 17 secondi dalla zona podio. Vince la Germania di un’incollatura sulla Gran Bretagna e con l’Olanda al terzo posto.

SPECIALITA’ NON OLIMPICHE 

La vittoria di Federica Cesarini giunge al termine di una lotta di nervi con la tedesca Pieper. L’azzurra resta sempre saldamente al comando della gara nonostante i ripetuti tentativi di avvicinamento dell’avversaria. Un bel successo, un chiaro segnale che se ci fosse bisogno di lei per il doppio leggero in vista dei Mondiali la missione da affrontare la troverebbe sicuramente pronta.

Il 4 di coppia Pesi Leggeri (Amarante II, Fontana, Scalzone, Soares) calcola bene il dispendio delle proprie energie lungo l’intero percorso. Prima parte di gara improntata al controllo, poi il primo attacco alla Francia e successivamente, tra i 1000 e i 1500, all’Olanda, staccata un secondo e quattro decimi al traguardo. L’Italia si conferma campione d’Europa in questa specialità, storicamente a noi molto cara.

Martino Goretti sale anche quest’anno sul podio. Non sul secondo, ma sul terzo gradino: i singolisti ungherese e polacco viaggiano più veloci ma per il trentaquattrenne di Mandello del Lario la conferma del proprio valore, all’inizio della sua ennesima stagione internazionale, è molto importante in proiezione Mondiale. Congratulazioni a Galambos, nel 2018 ultimo in finale a Glasgow e quest’anno, invece, davanti a tutti.

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