Scuola: Canottaggio dietro la lavagna

Risultati d’eccellenza per le squadre nazionali ma numero Atleti attivi in calo. Un terzo spunto, ricollegato ai precedenti, riguarda il rapporto della nostra Federazione con il mondo della Scuola ed è nostro sincero augurio che nel corso dell’Assemblea di Roma, sabato prossimo, Giuseppe Abbagnale ci fornisca una puntuale analisi. 
Programma elettorale 2012, a pagina 4. Secondo l’attuale Presidente,  “Remare a Scuola: al momento il progetto funziona ma esprime solo il 10% delle proprie potenzialità”. Ti aspetti, a elezioni avvenute, la riconferma dell’allora responsabile  del progetto, Luigi Manzo, ti aspetti un’azione più concreta e incisiva del nuovo Consiglio Federale, ti aspetti un budget più adeguato all’obiettivo di diffusione del Canottaggio nelle aule scolastiche…

Aspetti… Godot!Niente di quanto sopra: a dire il vero nel gennaio 2014 il Presidente propose di riaffidare il settore Scuola a Manzo, lasciato per un anno in stand-by, ma il Consiglio Federale, per un voto, preferì Antonio Bassi.

E’ bene tornare al 2013 per concentrarci su tutti i fatti importanti. Il primo atto della gestione Abbagnale è l’annullamento della fase nazionale dei Giochi Sportivi Studenteschi. La ragione? La mancanza di 10.000 euro per la copertura economica di un evento già finanziato al 75% dal Miur.  Brividi…

I successivi cinque anni di attività scolastica della FIC sono caratterizzati dalla cessazione degli incentivi destinati a remoergometri e GIG da destinare, su base meritocratica, alle Società. Stop alla formazione per gli insegnanti su base nazionale. Poca o nulla attenzione al coordinamento delle iniziative scolastiche nazionali, men che meno societarie o regionali. Il risultato di quest’inerte politica federale è  la disaffezione delle istituzioni scolastiche, già “prese d’assalto” da progetti di altre Federazioni, più “facili” da attuare di quelli del Canottaggio.

Ciliegina sulla torta: l’esclusione-beffa dalle fasi nazionali del 2018 dei ragazzi della Scuola Secondaria di 1° grado. FIC pronta a scaricare la colpa sul MIUR, of course, ma non a chiedersi, però. quanto giovi  all’allargamento della base remiera quest’attività se non si considera il target più interessante (11-14 anni). Ha poi senso, pur avendo annunciato il contrario nella Circolare di presentazione della stagione 2018, mettere insieme tesserati ed esordienti ? L’unico risultato certo di questa mossa è ottenere la frustrazione di chi, alle prime armi, deve confrontarsi con atleti già da tempo avviati al Canottaggio.

L’idea generale è di un progressivo disimpegno della FIC, con scarse (e mal calibrate) risorse impiegate verso un settore, quello scolastico, che per la maggior parte delle Federazioni, invece, costituisce un fondamentale approdo per la promozione del proprio sport. Lo dicono anche i numeri degli istituti scolastici coinvolti. Abbiamo dato uno sguardo alla classifica del campionato interscolastico indoor 2012 (clicca qui) e a quella 2018 (clicca qui).
Nel 2012 il progetto coinvolgeva 107 scuole, 77 medie inferiori e 30 superiori, mentre nel 2018 scendiamo a 91 (65 medie medie inferiori e 26 superiori). Come mai?

 

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