No al voto plurimo, no all’oligarchia del Canottaggio

Ci avevano provato l’ultima volta una decina di anni fa e la bocciatura della base fu talmente forte e sonora che questa modifica dello Statuto venne ritirata addirittura diversi giorni prima  che i delegati salissero in macchina, in treno o in aereo per l’Assemblea. 

Voto plurimo, la storia si ripete. Giuseppe Abbagnale l’ha rilanciato sul tavolo dell’ultima riunione di Consiglio Federale spuntandola sui consiglieri contrari grazie alla sua volontà. In parità, in questo caso sul 5-5, il voto del Presidente è valso doppio.  Ma che bisogno c’era di spaccare il proprio gruppo? Forse per iniziare la campagna elettorale anticipata per un eventuale terzo mandato con due anni di anticipo?

Voto plurimo. Sabato 1 dicembre, in occasione dell’Assemblea di Roma,  sarà proposto alle Società di esprimersi in merito a una modifica statutaria che, in base alla sommatoria delle posizioni raggiunte in Coppa Montù e Trofeo d’Aloja, preveda l’assegnazione di 3 voti al primo 30% di società nel ranking generale FIC, 2 voti al secondo 30% e un voto al restante 40%.

Ora, ci racconteranno che questo è un modo per riconoscere il valore delle società più  virtuose ma, come 10 anni fa, auspichiamo che la base ricordi a Presidente e Consiglio Federale (la metà con Abbagnale) che esistono altri modi per gratificare chi produce. E tra questi, certamente, non c’è il voto plurimo, il cui effetto primario è la costruzione di un’oligarchia in grado di formare, pur essendo in pochi (ma con grande peso), maggioranze precostituite capaci di orientare la politica federale.

Non scendiamo in dettagli o particolari ma nelle Federazioni in cui uno non vale sempre uno ma, a seconda dei punteggi, uno, due o tre si sono viste, in questi ultimi 20 o 30 anni, addirittura delle gerontocrazie che non solo hanno frenato le prospettive di crescita generali ma addirittura hanno significato lo sfinimento delle piccole e medie società.

Caro Presidente, ti sembra che abbiamo bisogno di questo?

 

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1 commento su “No al voto plurimo, no all’oligarchia del Canottaggio”

  1. Eeee no, dai… ci risiamo. Marco, ma una notizia buona dal Consiglio Federale, mai???? I Consiglieri sono spariti nel nulla, tranne qualche apparizione di contrabbando o per infilare medaglie al collo e ne sentiamo parlare solo quando alcuni di loro vengono messi in minoranza dal Presidente? .. si dirà, meglio di niente, almeno vuol dire che c’è ancora uno spiraglio di pluralismo!
    Posto che la notizia, caro Marco, sia vera … io chiedo … PRESIDENTE, con tutto il rispetto, ma vuoi proprio totalmente affidare le chiavi della Federazione ad un manipolo di società oppure ai gruppi militari e a poche altre società potenti? Ma alle società piccole non ci pensi? A noi piccole società NON CI AIUTA NESSUNO se non le nostre forze (e di questo non me ne lamento), ma non perchè non facciamo il nostro dovere, ma semplicemente perchè SIAMO PICCOLI DI COSTITUZIONE o in situazioni di alta concorrenza territoriale.
    Quindi? dobbiamo annientarci? non dobbiamo contare più alcunchè nemmeno per esprimere una volta ogni quatto anni una caspita di X su un nome o su una modifica statutaria? O meglio, il nostro voto dovrà valere 1/3 o 1/2 rispetto a quello di altre società geneticamente più dotate se non addirittura di NATURA PUBBLICA quali i gruppi militari?
    Dai PRESIDENTE, sappiamo che quello che interessa a te è soltanto la squadra nazionale, e ciò è legittimo, ma non puoi, sempre con grande rispetto, dare questo schiaffo collettivo alla Marchese del Grillo a tutte le altre società italiane.
    La proposta è già stata bocciata, perchè riproporla? Vogliamo il nostro voto al pari delle potenti società e dei gruppi militari, i quali ricordiamo sono soggetti che svolgono una funzione pubblica e di alta specializzazione, e quindi sono strumentali e di servizio allo sport nazionale e cioè alle attività sviluppate dalle piccole società diffuse sul territorio.

    Ma mi domando … sono stati valutati gli equilibri di legge relativamente ai voti dei delegati atleti e allenatori? Sono stati valutati i pesi che avranno le singole regioni rispetto al sistema nazionale? E’ stato considerato il fatto che i presidenti di comitato, qualora la norma fosse valida anche per le assemblee regionali verranno eletti da un ristrettissimo gruppo di società? E’ stato considerato che gli equilibri tra le diverse regioni cambieranno drasticamente? E’ stato considerato il fatto che, unità in più unità in meno, con il controllo del 35-40% delle società si potrà ottenere il 51% dei voti?

    Faccio un appello ai presidenti … NON CEDIAMO A QUESTA PROSPETTIVA, POTREBBE ESSERE L’ULTIMA VOLTA CHE IL NOSTRO VOTO CONTI QUALCOSA … PERCHE’, E’ EVIDENTE, INDIETRO, … NON SI TORNA!!!!!!!

    Giovanni Miccoli

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