Il “Comitato Antirumore” di Piediluco si scaglia contro Cattaneo e la FIC

Sta circolando, in questi giorni, una lettera a firma “Comitato Antirumore” di Piediluco” inviata anche al Coni, ai comuni di Sabaudia, Livigno, Varese e Mantova. In questa lunga missiva, tralasciando illazioni e gratuiti attacchi a Franco Cattaneo che non meritano di esser riproposti, si parla della presunta fondatezza delle denunce degli ambientalisti. “E’ difficile far convivere l’attività invasiva e disturbante della Federazione con i diritti di altre associazioni quali vela, surf, navigazione da diporto, pescasportivi…”. E ancora. “il lago viene utilizzato esclusivamente dalla Federazione e questo, oltre a determinare un degrado ambientale e un impoverimento dell’ecosistema, è in contrasto con principi del diritto amministrativo e costituzionale, ed è un danno ambientale e quindi economico”.

Per questo Comitato, lo “sfruttamento del lago”, da parte del movimento remiero per raduni e gare, costituisce un abuso della pazienza dei residenti. Che disastro questi megafoni che producono inquinamento acustico, questi catamarani che distruggono la flora acquatica. Aggiungiamo noi anche il movimento delle pale in acqua che sicuramente disturba la riproduzione delle papere!

Detto questo, il Comitato invita Cattaneo e la Federazione a sloggiare da Piediluco e a concentrarsi, per esempio, sul lago di Varese quale nuovo Centro Tecnico di Preparazione Olimpica.

Povera Italia! La presenza del Canottaggio, a Piediluco, in particolare con il Centro da quasi 40 anni, permette al borgo ternano di dimostrare la sua esistenza,  costituisce una valorizzazione dello stesso lago grazie alle tre (almeno) regate stagionali, compreso il Memorial d’Aloja, e permette agli esercizi commerciali del territorio di lavorare.   Perché continuare, instancabilmente, con queste improduttive battaglie donchisciottesche?

Detto questo, è il momento che la Federazione faccia le sue attente valutazioni sul futuro di Piediluco e anche le stesse autorità locali, d’ora in poi, prestino la massima attenzione alle tempistiche dei promessi lavori di adeguamento delle strutture del Centro.  Perché certo non sarà il “Comitato Antirumore” a cacciare il Canottaggio da Piediluco ma potrebbe esser la FIC, se alle parole non seguiranno i fatti, a decidere di andarsene di sua spontanea volontà.

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1 commento su “Il “Comitato Antirumore” di Piediluco si scaglia contro Cattaneo e la FIC”

  1. Buongiorno, sono un ex-canottiera ancora un po’ attiva di 46 anni, vivo da 20 anni a parigi e …lavoro come ingeniere di ricerca su…fiumi sui laghi etc etc
    Capisco perfettamente, per averne subito il rumore durante 20 anni in Italia, a volte mattino e sera, l’importanza e la legittimità del motoscafo dell’allenatore accanto ai suoi armi, ma è vero anche che un otto va veloce e che per stargli dietro un motoscafo supera di molto la velocità permessa in zona protetta, che in franciaad esempio è di 8km/h.
    Anche uno skiff allievi sfora!
    In effetti al di sopra di questa velocità, l’effetto sulle rive è molto importante.
    Lavoro da 10 anni in questo dominio..restauro rive rovinate… è un lavoro meticoloso e usiamo tecniche di genio vegetale, construiamo dei “pettini” in acacia che troviamo sul posto e li riempiamo di salice per “catturare” la terra trasportata dal fiume e allenare la riva a ritrovare il suo profilo d’origine. Quindi SI i motoscafi partecipano alla degradazione delle rive. Inutile fare i gradassi. Non solo la risacca provocata dai motoscafi sgretola le rive e disturba la macrofauna, ma smuove le particelle del canale centrale del fiume e degrada la qualità dell’acqua.
    Se oggi la qualità superficiale dei fiumi è nettamente migliore, sul fondo del canale centrale giacciono ancora tutti i resti dei pesticidi con cui gli agricoltori assassinano la terra (dagli anni 50) che rotolano lentissimamente verso il mare…OK OK non è di certo il motoscafo che sarà responsabile della fine del mondo, ma per farla breve, i fiumi, i laghi, tutti questi posti meravigliosi con cui ci riempiamo occhi e polmoni nei nostri andirivieni di carrello sono organismi viventi, ma feriti. Perchè non seguire in bici quando si può, come gli olandesi e tutti i nordici in genere?
    Al posto di ridacchiare sardonici quando degli ecologisti dicono vero, sarebbe meglio cercare delle soluzioni..

    Sportivamente,
    Alessandra Blotto

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