Meno quantità e più qualità verso Tokyo 2020?

Michelangelo Crispi, consigliere nazionale FIC addetto all’area tecnica

Generalmente l’obiettivo della Federazione nell’anno preolimpico non è conquistare il maggior numero di medaglie ma qualificare il maggior numero di barche per le Olimpiadi. Un filastrocca recitata alla sfinimento. Per tornare a 3-4 anni fa, ricordate la” forchetta” di 7/9 barche pre Aiguebelette 2015 indicata dal Presidente e dall’allora coordinatore, oggi DT, Franco Cattaneo
Ora, a legger il pensiero di Michelangelo Crispi dopo Plovdiv, non sembra esser più così. Non necessariamente tante, ma eccellenti. “Con i risultati di questo mondiale, proiettati a Linz 2019, oggi avremmo qualificato: due barche femminili (due senza senior e doppio p.l. – 4 atlete), quattro barche maschili (doppio p.l., quattro di coppia, quattro senza e otto – 19 atleti), una barca pararowing (singolo PR1 femminile – 1 atleta). È sicuramente un ottimo risultato, molto difficile da riconfermare, e va ricercato il modo per migliorarlo pensando al futuro. Per poterlo consolidare, ritengo sia necessario lavorare ancora più attentamente considerando che le altre nazioni non resteranno inerti a guardare”.

Avete capito? Per Abbagnale/Cattaneo, 7 barche promosse a Rio de Janeiro costituivano il traguardo minimo del Mondiale di Aiguebelette 2015. Oggi , per il consigliere federale delegato all’area tecnica, qualificare in Austria 6 barche, naturalmente mantenendo la brillantezza dei piazzamenti di Plovdiv,  a Tokyo 2020 sarebbe, principalmente, “un ottimo risultato, molto difficile da riconfermare”. 

Interpretiamo questo ragionamento di Michelangelo con la volontà di puntare sempre più sulla qualità, quindi sulla necessità di far crescere ancora le attuali eccellenze del Canottaggio azzurro, anziché riprendere in mano il mazzo e spargere le carte migliori sul più ampio numero di equipaggi.

La dimostrazione arriva ad esempio in campo Senior maschile, dal gap esistente oggi tra le tre barche lunghe (la peggiore, l’Ammiraglia, è arrivata quinta) e  le tre corte (la migliore, il singolo di Martini, è arrivata diciassettesima). Concentrare le migliori risorse anziché disperderle. Sarà così?

 

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2 pensieri riguardo “Meno quantità e più qualità verso Tokyo 2020?”

  1. Purtroppo credo che le nostre potenzialità attuali non ci permettano di disperdere le risorse su tante barche che poi avrebbero difficoltà a superare anche i primi turni ,come purtroppo è successo con le barche corte senior .Credo sia determinante il ritorno di Vicino per il quale chiederei cortesemente aggiornamenti sulle sue condizioni fisiche, e poi puntare suo giovani per farli crescere ed essere pronti peril prossimo quadriennio olimpico .

    1. Tutti i tentativi vanno fatti anche per il doveroso rispetto che si deve a tutti quegli atleti-te che da anni si impegnano per il traguardo olimpico. Devono essere le prove che da quì alle olimpiadi ci attendono per le decisioni da prendere. Non è il caso di parlare di dispersione di valori, tutti gli atleti in squadra sono potenziali campioni, tutto sta ad imbroccare gli uomini giusti per la barca giusta.

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