Coupe de la Jeunesse: la FIC chiede trentamila euro alle Società

Per partecipare alla Coupe de la Jeunesse, equipaggi societari o intersocietari non solo han dovuto superare una prova di selezione ma, tramite le rispettive Società d’appartenenza, metter pesantemente mano al portafoglio. 560 euro a persona, moltiplicati per i 52 (40 atleti e 12 tecnici) componenti della rappresentativa azzurra, fanno quasi trentamila euro. Ecco il conto presentato dalla Federazione Italiana Canottaggio alle Società dopo aver avuto “il piacere” (clicca qui per l’avviso 67 ) di comunicare il risparmio di un quinto della spesa (precedentemente 700 euro) grazie a “un attento lavoro di contenimento dei costi e una sponsorizzazione”. 

Si chiede di pagare una fetta consistente delle spese di trasferta alle Società per la partecipazione di atleti e atlete a una delle tre gare internazionali stagionali della categoria Junior.  E se una Società non è in grado di far fronte al contributo? Va a bussare alla porta della famiglia o, peggio ancora, comunica agli Atleti che quest’anno si sta a casa?

La FIC ha gli sponsor ma sceglie di non dedicare i ricavati dalle aziende per questi giovani, ossia per coloro che rappresentano il futuro federale. Ma Abbagnale, in passato polemico perché la FIC del suo predecessore chiese un contributo alle Società per un aggiuntivo raduno Junior, perché adesso batte cassa? Un conto è fare il predicatore, un conto è avere in mano la calcolatrice, certamente, ma la coerenza dove la mettiamo? E il suo vice Magistri, colui che più di tutti in Consiglio Federale dovrebbe comprendere il momento economico difficile per le piccole-medie Società visto che da molti anni ne guida una del Lago Maggiore,   con quale spirito andrà a Cork, in qualità di delegato italiano per la Coupe, dopo aver chiesto questi pesanti sacrifici alle Società?

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3 pensieri riguardo “Coupe de la Jeunesse: la FIC chiede trentamila euro alle Società”

  1. Certamente è un contributo molto salato, ma che sappia io c’è sempre stato per la partecipazione a questa manifestazione la richiesta da parte della federazione di un contributo trasferta (io sono stato come atleta ad Eton nel 2005, la mia società pagò e mise a disposizione il carrello per trasporto imbarcazioni)

  2. Per agevolare le piccole società, non si potrebbe almeno proporzionare le quote di partecipazione in base al loro “peso finanziario”? Come sottolineato nell’articolo, l’attuale criterio (o meglio l’assenza di un qualsivoglia criterio) penalizza soprattutto le società più piccole (ossia meno ricche) che quindi, fatalmente, non potendo partecipare alle manifestazioni, si impoveriranno ulteriormente.
    E’ questo un modo per fare crescere il movimento?

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