Varese, Moltrasio e Lario. Festival dei Giovani nel segno della Lombardia

Un  nuovo record di partecipazione e un andamento senza sbavature per il Festival dei Giovani numero 29. Migliaia di canottieri, tecnici, dirigenti ma soprattutto tante famiglie certificano il successo della manifestazione che qualcuno, a fronte della difficile sostenibilità numerica in termini di spazi, vorrebbe divisa in 2. Un Festival al Nord e uno al Sud. Speriamo ciò non accada mai… Un Festival anche quest’anno proposto in diretta streaming, oggetto dell’attenzione di Kinder + Sport. 
A vincerlo sono i padroni di casa della Canottieri Varese ed è la Lombardia a esercitare, complessivamente, maggior forza con 5 società nelle prime 7. Lario (vincitrice a Eupilio 2017) retrocede al terzo posto, Gavirate quarta, Cernobbio sesta e Milano settima. Molto bene anche il Lazio con la piazza d’onore per l’Aniene, la quinta per le Fiamme Gialle e la nona per la Tevere Remo. Nella Top 10, anche CUS Torino e Canottieri Sampierdarenesi.

La Canottieri Moltrasio primeggia per il numero di medaglie d’oro. Ben 14 mentre la Lario, con 34 medaglie, è la società che sale più volte sul podio. Passando alle sfide regionali, grande contentezza per il presidente Fabrizio Quaglino: Lombardia  volte d’oro, poi Friuli Venezia Giulia con due e un oro a testa per Toscana, Lazio e Puglia.

I premi. Alla SC Varese prima classificata va in premio un doppio, al CC Aniene secondo un miniskiff 7.20 e alla SC Lario due remi di coppia regolabili con pala a mannaia Smoothie2 della Concept2.

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1 commento su “Varese, Moltrasio e Lario. Festival dei Giovani nel segno della Lombardia”

  1. Ciao Marco, al Festival sono andato anche io dopo diversi anni di assenza (8). Dal mio punto di vista l’organizzazione è stata ‘quasi’ perfetta. Per fortuna perchè la gente era veramente tanta, anzi, tantissima. E’ chiaro che ormai il FdG non è più una regata da assegnare a caso ma solo a realtà che soddisfino a pieno tutti i parametri imposti da numeri così alti di presenze. Intelligente anche la regola della possibilità di partecipare solo ad atleti che avessero già gareggiato in una competizione nazionale. Questo ha fatto sì che, seppur di poco, il livello si sia alzato rispetto ad anni fa. Per quanto riguarda i “DUE” FdG (nord e sud), beh, io ci ripenserei; da un lato l’ impossibilità di raggiungere i numeri di Varese ma dall’altro una serie di innegabili vantaggi.
    Le società del sud non avrebbero spese così alte di trasferta e i campi di gara con la formula dei 1000 o 500 mt. di gara, potrebbero essere realtà minori con benefiche ricadute promozionali sul territorio ospitante.
    Insomma, fatta la doverosa premessa del FdG di Varese con la sua organizzazione perfetta, forse è giunto il momento di ripensare sotto altre formule questa manifestazione. Chiaramente senza coltello fra i denti ma con idee propositive e condivise.

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