Vincono quasi tutti i nostri avversari, Italia da lavori in corso

La prima giornata di finali del Memorial d’Aloja è sempre altamente indicativa del momentaneo stato di salute delle nazioni partecipanti. Poi, con le batterie del sabato pomeriggio per la seconda sessione, scattano potenziali esperimenti o accorgimenti che rendono la domenicale fotografia meno precisa.

La Romania  replica l’ottima performance del Meeting “Nazionale” con i successi nel singolo, 2 senza e otto. L’Italia offre prove altamente confortanti nei doppi maschili ma poi fatica parecchio (e non si impone) un po’ ovunque. I senior Rambaldi e Mondelli  dominano il confronto con la temibile Lituania e nel derby italiano si dimostrano nettamente più in forma di Battisti e Gentili. Tra le 2 coppie azzurre, non solo 10”70 (troppi) ma anche lituani, rumeni e persino il Belgio. I leggeri Ruta e Oppo gestiscono in maniera intelligente le loro forze contro un Belgio sempre più difficile da masticare. Da apprezzare la gara tutta d’attacco del 4 di coppia: Cattaneo, Panizza, Fiume e Venier danno molto filo da torcere ai favoriti lituani e il distacco al traguardo, poco più di due secondi, è incoraggiante anche per prove future. Martini, singolista societario, sale sul podio nel singolo, specialità in cui il rumeno Enache passeggia.

Non vince ma dimostra di aver tratto beneficio da 5 giorni di lavoro in più, dopo la bruciante sconfitta contro la Romania, il 4 senza. Castaldo, Di Costanzo, Montrone e Abagnale lottano con il Sudafrica per l’oro sino al traguardo, la sconfitta di stretta misura non è un disonore. Senza Lodo e Vicino, esser al top nel 2 senza è dura. L’impegno di Abbagnale e Monfrecola è corrisposto da un bronzo conquistato faticosamente in una finale dominata dalla Romania davanti al Sudafrica. Tra l’otto della Romania e l’otto dell’Italia la differenza all’arrivo è piuttosto considerevole: i secondi, a favore del Colamonici team, sono quasi 7.

Che bella la finale del singolo femminile!  L’ucraina Dymchenko sconfigge l’irlandese Puspure per poco più di mezzo secondo. Pelacchi e Rocek battono Broggini e Calabrese nel 2 senza. Avvincente anche il confronto tra Spagna e Italia (Caverni, Cianelli, Rossi, Letizia Tontodonati) nel 4 senza. “Macarena” per 68 centesimi. Kiri Tontodonati e Serafini esprimono il miglior doppio azzurro ma non della finale perché l’Irlanda viaggia a velocità superiori. Una buona prima parte di gara non è sufficiente al doppio leggero Cesarini-Rodini per avere ragione del Sudafrica.

Una pimpante Clara Guerra condanna alla sconfitta la belga Peleman nel singolo Pesi Leggeri, specialità che al maschile parla tunisino. Barbaro e Sfiligoi timbrano il 2 senza leggero.

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