Il “mea culpa” di Sbihi

Mohamed Sbihi

Mohamed Sbihi e la giostra del 4 senza. E’ l’unico vogatore inglese a non scendere dopo il successo di Rio de Janeiro 2016. Tre compagni diversi: Matthew Rossiter, Matthew Tarrant e William Satch rimpiazzano Alex Gregory, George Nash e Constantine Louloudis. Da gregario a leader nel giro di un anno, con i problemi derivati dalle grandi attese di riconferma nella “barca regina” del Canottaggio mondiale. Attese certamente non ripagate dal bronzo conquistato alle spalle di Australia e Italia. 

“Ci sono stati momenti in cui ho lottato anche con la sensazione di dover dare sempre l’esempio e devo subito dire che la colpa non è dei miei compagni ma mia: devo, in futuro, cercare di sentir meno questa pressione – ammette Sbihi – Dobbiamo cercare di trarre nuovamente piacere dal vogare insieme e tradurre questa sensazione in una maggiore velocità della nostra imbarcazione. Se ti diverti allora produci anche migliori risultati e ciò influisce sul morale dell’intero equipaggio”. E un “mea culpa” ma anche uno sprone in vista delle prossimi 2 stagioni d’avvicinamento ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

“Abbiamo bisogno di creare legami più forti tra noi, relazioni che aiutano a costruire la forza complessiva della nostra squadra.  Ciò non sempre è accaduto nel 2017 e da qui dobbiamo ripartire per crescere e migliorare – prosegue il campione olimpico – Il gruppo è giovane, occorre lavorare molto per tornare a esser i primi nel Mondo”.

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