Ricambio, recupero, motivazione e unità di intenti. Mai così grandi dal 2002

Nove medaglie, una in più dello scorso Mondiale post olimpico ugualmente concluso al primo posto davanti ad Australia e Gran Bretagna. La fredda lettura dei numeri non aiuterebbe certamente a comprendere il grande balzo in avanti compiuto dalla Nazionale. Intanto occorre sottolineare un fatto: la maggior parte delle medaglie arriva dalle specialità olimpiche. Ben cinque e ciò non accadeva dalla bellezza di 15 anni. A Siviglia 2002, terz’ultimo anno della prima direzione tecnica La Mura, sei squilli nelle barche olimpiche. Di lì in avanti, tra Mondiali e Olimpiadi ne contiamo 28 per una media complessiva di due medaglie all’anno.

Nel 2017, al di là del valore attuale degli avversari, l’Italia inizia a raccogliere, in maniera piuttosto significativa, i grandi frutti della precedente semina quadriennale. Il ricambio generazionale, atteso da parecchi anni, è felicemente avvenuto ed è il più grande dei meriti delle gestioni tecniche che da 5 anni operano sotto la presidenza di Giuseppe Abbagnale. La maturazione dei giovani è sotto gli occhi di tutti, alcuni dei loro risultati vanno ben oltre le più rosee aspettative. Chi avrebbe mai detto nel 2013, per esempio, che oggi avremmo avuto in Lodo e Vicino due atleti con in bacheca addirittura due ori mondiali e un bronzo olimpico?

Al ricambio, ovviamente, va aggiunto anche il recupero. Il riferimento va a quegli atleti più anziani d’età, non sbocciati nelle annate precedenti e ora punti di riferimento preziosi. Domenico Montrone, Matteo Castaldo e, per rimanere al solo 2017, Bruno Rosetti. Tre nomi fatti a titolo esemplificativo. Non è trascurabile il grande valore della motivazione, ritrovabile in particolar modo nell’eccezionale prestazione dell’Ammiraglia azzurra, dedita anima e corpo in questi ultimi mesi al raggiungimento di un obiettivo molto ambizioso.

L’Italia sta rompendo tutti i suoi tabù. Negli ultimi 4 Mondiali, tre titoli (doppio leggero femminile, 2 e 4 senza) in barca olimpica che addirittura, per i Senior, non arrivavano dagli anni Novanta. In vista di Tokyo 2020, la Nazionale di Franco Cattaneo sta diventando, se non una potenza di primissimo piano (qui il Mondiale 2018 sarà un banco di prova importante per la riconferma), un avversario scomodissimo da affrontare e,, ancor più, da battere. Non in pochi casi ma, questa è la novità, in quasi tutte le specialità. Forma fisica, mentalità, esperienza, carattere, cuore: sembra non mancare proprio niente e anche le Donne, assieme al Para-Rowing, registrano, seppur piccoli, dei segnali di crescita.

La principale eredità di Sarasota-Bradenton, a nostro avviso, è l’unità di intenti: tutti remano nella stessa direzione, tutti credono fortemente in ciò che stanno facendo per raggiungere Olimpiade e Paralimpiade al top. Poter lavorare tranquilli, sotto quest’aspetto, per i prossimi anni non è poco, anzi è tutto!

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