Mondo nuovo!

Lo sci e il calcio nella sua alba sportiva e poi il Canottaggio, come naturale approdo dato che il nonno, in passato, aveva ricoperto la carica di presidente della Canottieri Cernobbio. Prima  Lario e poi Moltrasio, per un percorso decennale condotto sotto l’attenta guida di Alberto Tabacco. 
Alla vigilia di questo Mondiale, pensando a scalate o cambi di passo, non si può non pensare a Filippo Mondelli, all’impegno e alla tenacia profusi in funzione di un grande obiettivo. Il suo esordio in Nazionale nel 2012, al secondo carrello di un 4 con Junior che conclude la sua finale al quinto posto. Poi  4 stagioni a contatto con i “grandi”, fatta di sali e scendi dall’Ammiraglia e due perle iridate Under 23: l’oro nel 2015 a Plovdiv e l’argento nel 2016 a Rotterdam.

Il doppio Rambaldi-Mondelli

E poi eccolo qui, a bordo di un doppio che nel nuovo quadriennio fa viaggiare ad alte velocità assieme al coetaneo Luca Rambaldi. Due giovani con grande fame, desiderosi di concretizzare l’impegno delle 4 stagioni precedenti. Entrambi, con la voglio di partire subito forte e lanciare un segnale inequivocabile ai tecnici federali.

Dapprima i due ventitreenni dettano legge in campo nazionale e successivamente si esprimono ad alti livelli in ambito internazionale. Doppio successo al Memorial d’Aloja, titolo europeo a Racice e riconferma in Coppa del Mondo a Lucerna con un ottimo bronzo.  Ci sono alcune immagini che colpiscono e sono quelle scattate durante la premiazione degli Europei. Dalle sue espressioni, dalla commozione miscelata all’incredulità, sembra davvero che  attendesse questo risultato da parecchio tempo.

Una faticosa gavetta, ancora non portata a termine. Sarasota-Bradenton, suo primo Mondiale Assoluto da titolare, certificherà le ambizioni future e, soprattutto, costituirà un bagaglio di esperienza da custodire gelosamente in vista degli impegni dei prossimi, probabilmente più importanti, tre anni.

“Vivere in compagnia del talento è come avere un amico esigente, uno che ti aiuta ma non smette mai di chiedere”. Lo disse Alessandro Del Piero nel 2012, proprio l’anno in cui Mondelli, in un’intervista al sito federale, disse di ammirare il campione della Juventus per la sua sportività. E’ ancora presto per parlare del talento di Pippo ma per la sua dedizione alla causa e volontà di ripartire celermente, soprattutto dopo i traguardi mancati, non ha davvero nulla da invidiare a Pinturicchio.

Foto Mimmo Perna

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