Umiltà e mentalità verso Sarasota

Il doppio Rambaldi-Mondelli

Quel che la FISA ufficializza ancora non è ufficiale per la FIC. Oggi, infatti, il DT Cattaneo rende noti esclusivamente i nomi dei vogatori e delle vogatrici Senior, Pesi Leggeri e Para-Rowing per i Mondiali di Sarasota. I nomi, non la composizione degli equipaggi, ma pochissimo o nulla dovrebbe cambiare rispetto alle iscrizioni effettuate in via telematica da Piediluco e apparse ieri su WorldRowing. 

Quella azzurra è una squadra che, per quanto numerosa, appare comunque incompleta. A differenza ad esempio di Chungju 2013,  niente 4 di coppia e niente otto femminile. Un peccato, perché, a prescindere dal risultato agonistico, mai come nella prima stagione del quadriennio olimpico è giusto allargare la rosa e garantire al maggior numero di ragazze la possibilità di fare esperienza internazionale. La decisione di non presentare a Sarasota-Bradenton queste 2 barche può esser ricollegata a due fattori:

– non c’erano le disponibilità finanziarie, ma scartiamo questa ipotesi visto l’elevato numero di tecnici (per ragioni scaramantiche, diciamo che sono 16 + il DT) e, in generale, staff convocato per la missione;
– non c’era sufficiente materiale umano per lavorare attorno al progetto e allora ciò deve indurre a riflessione…

Tolto il sassolino, occorre dire che per gli Stati Uniti partirà una squadra che non vede l’ora di esprimere tutto il suo potenziale al termine di due lunghi e stancanti (anche dal punto di vista mentale) mesi di raduno. Una squadra che quest’anno si è già tolta diverse soddisfazioni, brillando sia agli Europei (6 medaglie in barca olimpica e tre titoli) sia in Coppa del Mondo (2 argenti e un bronzo) . Un gruppo con atleti e atlete che hanno sempre lottato, con fisico, testa e cuore, per raggiunger il miglior risultato possibile.

Parleremo delle ambizioni, naturalmente sperando di esser preceduti da Presidente e DT, ed è chiaro che si attende di vedere un’Italia competitiva per il podio in almeno 4 specialità maschili. Attenzione, però, perché due mesi e mezzo, tra le finali di Coppa del Mondo e le batterie di un Mondiale, sono un tempo abbastanza lungo per la verifica dei processi di crescita di poche (o anche tante) nazioni. Certamente, tra queste, la speranza è quella di vedere anche una  determinata Italia con la giusta mentalità e l’umiltà messa in mostra  da giovani desiderosi di raggiunger obiettivi importanti.

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