Ancora sul Festival dei Giovani e il caso CC Napoli

“I fatti sono sacri, le opinioni sono libere”. Torno sull’argomento poiché stimolato da alcune telefonate e da alcuni messaggi, anche di disappunto, ricevuti tra ieri sera e anche questa mattina.  

Di fronte a fatti accaduti, è opportuno e costruttivo confrontarsi e, nel campo delle riflessioni, ognuno può argomentare la propria. Sullo sfregio alla barca della Canottieri Napoli (un’ignobile scritta in prossimità della parola Napoli), non riesco a pensare qualcosa di diverso dalla volontà, malvagia, di offendere non solo la Società ma, con essa, la città di appartenenza. E’ una mia opinione, soltanto un’opinione, e certo essa non rappresenta, né pretende di rappresentarla, la Verità assoluta, nota sola all’autore del misfatto. Dall’altra parte, però, nessuno può sentirsi nemmeno certo della sensazione che si tratti di una semplice “ragazzata”.

Ma con questo, mai qui è stata formulata accusa, né data colpa o responsabilità di alcun tipo, nei confronti del Comitato Organizzatore del Festival dei Giovani di Eupilio. Uomini e donne che da un anno intero lavorano per curare una macchina di grande complessità. Un importante esempio di collaborazione tra Società (Lario per parco imbarcazioni e reparto terra, Moltrasio per parte acqua, Lezzeno e Retica per organizzazione catering, Bellagina, Carate Urio, Cernobbio, Falco Della Rupe Nesso, Menaggio, Moto Guzzi e Tremezzina per i volontari) da prendere a esempio in futuro viste le difficoltà  che può avere una singola realtà societaria a seguire un evento con questi numeri. Scrivo questo, in risposta anche a chi pensa che l’articolo di ieri fosse funzionale ad attaccare Eupilio. A tal proposito, contrariamente a quanto lasciato intendere venerd’, preciso anche che in riferimento ai pontili presenti sono 4, di cui 2 a doppia larghezza.

Tuttavia, a chi parla di “montatura del caso CC Napoli”, voglio garbatamente replicare che a contribuire a montare i casi sono i silenzi degli organi ufficiali, spesso interpretati (magari a torto o forse a ragione) con la volontà di sistemare la polvere sotto il tappeto.

Condivido  le parole di oggi, del presidente Quaglino, in particolare il riferimento a “un avvenimento che crea assoluto dispiacere, da condannare indipendentemente da un possibile legame territoriale” e rilancio la necessità di insistere sulla promozione della cultura e dell’educazione, in particolare sui campi di regata. Il primo passo lo avevo suggerito un paio di mesi fa, in un messaggio FB diretto proprio a Giuseppe Abbagnale, in merito a sanzioni pesantissime da infliggere a chi bestemmia prima, dopo o durante una regata. Appello caduto nel vuoto.

E’ spiacevole osservare che ancora adesso, a 48 ore dal misfatto, non sia arrivata alcuna riflessione da parte del Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, riflessione che avrebbe dovuto tempestivamente accompagnare l’intervento odierno del Presidente del Comitato Organizzatore anziché lasciarlo solo. Eppure a Eupilio si è svolta ieri pure una riunione del Consiglio e nel comunicato federale non vi è alcuna citazione del fatto accaduto al Festival.

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