Più che raddoppiati i Master ai Tricolori

A fronte del calo generale riscontrato all’Idroscalo di Milano per Junior-PL-Senior, comparato con i dati dei Tricolori di 6 anni fa, notiamo una vera e propria esplosione nella categoria Master. Sono sempre di più e vogliono far sentire il loro peso in Federazione. 651 iscritti e 987 atleti/gara. Ricordo bene l’edizione di Mercatale 2012, in quanto presente per una simpatica diretta streaming, una bella trasferta federale purtroppo conclusa con tristezza  perché, mentre rientravo a Genova con l’amico Stefano Ottazzi, ricevetti durante il viaggio da mia madre la notizia dell’improvvisa morte di mio zio. Allora si confrontarono 304 atleti (443 atleti/gara). Numeri, quelli di Sabaudia, più che raddoppiati. 

E con il desiderio di guardare avanti con ottimismo, mettiamo sul piatto anche un confronto nelle categorie Ragazzi e Under 23. Tra Gavirate 2011 e Varese 2017, rimaniamo anche qui a 6 anni fa come Junior-Senior-PL, è vero che a a livello di equipaggi maschili iscritti il numero è di fatto lo stesso (170 nel 2011, 168 nel 2017) ma il numero di vogatori-gara è aumentato di 50 unità: 452 a Varese, 402 a Gavirate. Crescita totale, questa volta, in campo femminile con 13 equipaggi e 40 atlete/gara in più. Meno marcata, anzi diciamo pure risicata, la differenza negli Under 23: in totale, tra uomini e donne, 545 nel 2017 e 530 nel 2011. E se guardiamo all’anno scorso, siamo addirittura in calo di 7 unità. 552 atleti/gara a Gavirate 2016.

Insomma, in generale, non c’è movimento più un salute dei Master! Se l’annoso drop-out, il fenomeno dell’abbandono giovanile, resta una criticità forte (a proposito, Presidente, ci puoi aggiornare sull’apposita commissione nata un anno fa?) almeno ci possiamo consolare con tanti ritorni. Canottieri che a 40-50 anni ritornano ai remi dopo aver lasciato parecchi anni prima.  Ma  i dati generali del Tesseramento, visti a fine aprile, certamente non lasciano dormire sonni tranquilli. Ci torneremo presto.

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1 commento su “Più che raddoppiati i Master ai Tricolori”

  1. Caro Marco, c’ero anche io alla tre giorni di Sabaudia. Le cifre di cui tu parli si sono fatte sentire bene per tutta la manifestazione. Ottima l’organizzazione: con il buon Alfredo Bollati che te lo ritrovavi dappertutto: in giro per il campo, in segreteria, in motoscafo o ai pontili e sempre fradicio di sudore 🙂 Non da meno Antonucci, anche lui facilitato dal giocare in casa, che ha commentato tutto il campionato.
    Un pò di problemi ci sono stati, a mio avviso, per i parcheggi decisamente insufficenti.
    Probabilmente neanche The Core si aspettava un’ affluenza simile; magari in qualche zona (parcheggio) se fossero state sfalciate le sterpaglie sarebbe stato meglio…pazienza.
    Fantastica la data dei campionati in una località di mare così bella e con una ricezione all’altezza della situazione; nelle pause gara..tutti al mare. Fondamentali, anzi vitali, le varie fontanelle dislocate in giro e la “super-usata” gomma per il lavaggio barche della sezione dei Carabinieri (ex Forestale) che ha fornito gratis abbeveramento e docce estemporanee a tutti. In giorni di caldo così forte hanno veramente fatto la differenza. Sembra strano ma a volte sono i particolari che salvano le situazioni 🙂 In gara nessun motoscafo al seguito delle regate e zona barchini di partenza perfetta.
    La novità però, a mio avviso più rilevante, è stato il livello tecnico delle gare. Senza addentrarmi troppo in particolari e disquisizioni, posso affermare da tecnico e da master che in quasi tutte le regate.. non si improvvisa più niente!
    Il “facciamo la gara ai campionati master” quindici giorni prima non funziona più o perlomeno in pochi casi.
    O sei veramente forte e allora vinci, altrimenti se ti va bene arrivi ultimo in finale e se ti va male neanche quello perchè ti sbattono fuori alle batterie.
    Qualche nome importante c’è rimasto particolarmente male per le bastonate ricevute in gara. Bene, perchè lo sport è prima di tutto lezione di vita e il fatto di aver vinto qualcosa in passato non è condizione sufficente per vincere “adesso”. Questo è l’agonismo.
    Non si vedono più per fortuna master gareggiare con barche che nemmeno un neofita userebbe tanto erano messe male una volta; in pratica dei veri catorci giustificati al solito con ..” vabbè ma tanto la usano i master” 😦 E’ una buona cosa che ha dato dignità al settore.
    Questo è tanto vero che qualche fornitore abituale delle regate nazionali etc. ha pensato bene di esserci anche in mezzo ai master; ….non si sa mai che il mercato cominci a tirare anche in questo settore!
    Infine, tante donne come non ne avevo mai viste: combattive, entusiaste, preparate ma ..senza mai tralasciare quei particolari che contraddistinguono la loro natura di fascino e femminilità.
    Insomma, una bella edizione, veramente da ricordare. 🙂

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