Palpitante 2 senza femminile, Rambo e Kiri padroni del singolo

Gli assenti hanno sempre torto. Occorre accontentarsi di una fredda pagina di equipaggi e tempi cronometrici per raccontare i Tricolori dell’Idroscalo di Milano e allora balza all’occhio il 2 senza Senior femminile. Deve esser stata la gara più emozionante dei Tricolori Senior, dato che tre equipaggi sono piombati sul traguardo in meno di 2 secondi. Complimenti alle sorelle Lo Bue e alla Canottieri Palermo: campionesse d’Italia per 38 centesimi dopo la sfida con Serafini e Schettino (Aniene), già padrone poco prima del doppio con una superiorità disarmante, e su Broggini e Calabrese (Gavirate). 

Tra le altre sfide ci concentriamo, comunque, su una sorpresa! Nel singolo, tra un  Rambaldi in forma sempre più strepitosa e tra un costante Mondelli, si inserisce Monfrecola (Ilva Bagnoli). Leggero è il peso dei vincitori del doppio Senior. Miani e Oppo (Carabinieri) la spuntano sui ravennati Rosetti e Cziraki al termine di un serrato confronto. Il 4 di coppia, in presenza di una tonica Lario, va alle Fiamme Gialle di Fossi, Battisti, Gentili e Fiume.

Campioni d’Europa e ora, naturalmente, anche d’Italia. Tutto in una settimana, puntuale il timbro dei finanzieri Lodo e Vicino nel 2 senza dove, seppur flebilmente, gli unici a contendere il titolo sono i poliziotti La Padula e Di Costanzo. Marina Militare d’oro nel 4 senza maschile con Capuano, Giulivo, Abagnale e Maestrale, Lario campione d’Italia in questa specialità al femminile con Pelacchi, Rocek, Noseda e Sala.

L’otto femminile va alla Canottieri Moltrasio, l’otto maschile alle Fiamme Gialle, il 4 senza femminile alla Canottieri Lario, il 4 con maschile alla Marina Militare, 2 con all’Elpis Genova. 

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3 pensieri riguardo “Palpitante 2 senza femminile, Rambo e Kiri padroni del singolo”

  1. Gentilissimo Marco,
    Da anni sei una delle pochissime voci che parlano di questo nostro sport in modo obiettivo e pacato, e proprio per questo ti considero uno ottimo sportivo (anche per le altre discipline “minori” che segui, come il calcio), per questo non farò uso della “terza persona”, il tu credo non dia fastidio.
    Intervengo con questo commento “a malincuore”, perché non è mia abitudine esternare pubblicamente, se si deve fare è meglio dentro le sedi istituzionali della Federazione, in quanto convinto assertore che un ragionamento tra opinioni diverse debba svolgersi soprattutto guardandosi negli occhi, tra persone strettamente coinvolte e che abbiano conoscenza della materia di cui discutono.
    In questo caso però, lo voglio fare, perché due stupende Atlete lo meritano. Quindi riduco moltissimo quello che ci sarebbe da dire sui Campionati Assoluti che sono stati assegnati a Milano (e ci saremo anche nel 2018), perché esiste una lunga storia “pregressa” dell’Idroscalo, determinante oggi e sul futuro di questo bacino, e sulla quale potresti scrivere un libro specifico (sei tu il giornalista).
    Tu stesso lo avevi già segnalato in “Pensieri in libertà…”, dove però metti in secondo piano i problemi strutturali con la generica mancanza di soldi delle amministrazioni. Io, al contrario, sono convinto che ci siano i soldi, ma spesi molto spesso malamente, e se ce ne sono tanti è ancora peggio.
    Poi ti concentri su aspetti molto più preoccupanti del “problema alghe”, e posso essere d’accordo, i numeri non mentono, e le alghe rimangono solo la punta dell’iceberg, anche se direttamente collegate all’episodio di cui parlo.
    Vado al punto che mi spinge a scriverti: in questo commento leggo la frase “…Serafini e Schettino (Aniene), già padrone poco prima del doppio con una superiorità disarmante…” che mi ha creato moto disagio. Parlo da testimone, e credo che il tuo commento sia dovuto alla mera lettura dei risultati, forse non eri presente alla manifestazione. La realtà, quella che ho condiviso con decine di persone attorno a me, di svariata provenienza territoriale, è di aver visto il doppio padovano Gobbi-Patelli molto in difficoltà nel difendere il secondo posto sul “ritorno finale” delle terze. Ma subito all’arrivo se ne è svelato il motivo: avevano gareggiato con un bel mucchio di alghe attaccate alla deriva. Probabilmente la “disarmante superiorità” era semplicemente una “disarmante inferiorità” del doppio padovano nel competere ad armi pari con le avversarie. Avversarie bravissime, logicamente non sono coinvolte in quello che è accaduto, hanno fatto una grande gara.
    Bastava però essere presenti, questo sì, per notare l’obiezione rivolta al giudice da parte delle atlete danneggiate con le braccia alzate all’arrivo, come da regolamento, per poi vedere Stefania stendersi sulla barca e togliere il fardello agganciato già prima di metà gara, e poi portato come “ancora vegetale” fino alla fine. Ne sono testimoni i Giudici, le persone presenti e le foto anche dal sito federale. Oltre al reclamo successivo, rigettato, pazienza.
    Ecco, letta la tua frase sono scattato in piedi, ho pensato a cosa possono aver pensato le Atlete, e ho ricordato un episodio per me “negativo” al primo anno junior durante la gara nazionale di Bardolino 1978, che è stata la molla che mi ha spinto ad entrare nel Collegio Arbitrale qualche anno dopo. “Ostrega (scusa la nostra “lingua” veneta): oltre al danno anche la beffa! No, così non va bene”.
    Ti alleni 12-14 o più volte la settimana, fai tutto quello che devi fare per avere la massima autostima del tuo percorso sportivo, per raggiungere gli obiettivi preposti e poi “cadi” nell’assurda situazione che non concorri ad armi pari per il massimo evento nazionale, il Campionato Assoluto, e capisci che forse sei una “pippa” (scusa la parola, è conseguenza della mia personale interpretazione) e che le tue avversarie hanno una “superiorità disarmante”.
    Conosco Stefania e Alessandra da quando hanno cominciato il Canottaggio, immagino che dentro abbiano una rabbia e un’amarezza tale che però non hanno esternato platealmente, proprio perché il Canottaggio ha insegnato loro anche questo, disciplina e rispetto per tutti. Grandi Atlete e grande personalità, questa è già una vittoria per noi addetti ai lavori. Ma l’episodio resta, e l’ingiustizia non deve esistere nel nostro Sport.
    Spero quindi che dopo l’obiezione in gara, dopo il reclamo respinto, vedremo il passo successivo con ricorso al Giudice Sportivo, perché questa è la strada corretta per rispettare gli atleti e dare forza al nostro movimento. Le regole ci sono, e gli errori accadono in tutte le attività umane, sperando che ci siano dei rimedi alle falle del sistema.
    Questo è un singolo episodio, ma altri fatti a me noti perché visti e vissuti a Milano, oltre alle lamentele ricevute da alcune Società, non possono essere accettati (trascurati) per un Campionato Assoluto, al di là di tutti gli sforzi profusi dal COL, che credo abbia scalato una montagna, ma non sia riuscito nell’intento di piantare bene la bandiera sulla vetta, caduta già alla prima raffica di vento.
    Ripeto, i problemi dell’Idroscalo erano conosciuti, si poteva bandire una gara regionale di test prima del Campionato, perché oggi è considerato “critico” anche per i lombardi, avendo migliori possibilità in altre sedi della stessa regione.
    Ti ringrazio per la cronaca, se non la scrivi tu pochi lo fanno, ma preferirei vederti anche nei campi di gara.
    Non colpevolizzo il “presunto” errore del Consiglio di Giuria, probabilmente dipeso da qualche falla dell’arbitraggio “a zona”, giustamente messo in atto proprio per non muovere le acque con molte onde, che avrebbero trasportato mucchi di alghe galleggianti nell’intorno del percorso di gara all’interno delle corsie, cosa che però ha pensato di fare quel poco vento alzatosi durante l’evento.
    Ovvio che spero nella Giustizia Sportiva, credendo nei valori del Canottaggio, che sono la nostra grande forza.
    Un saluto, Sandro Frisiero.

    1. Grazie Sandro per questa lunga e appassionata lettera, grazie anche per aver chiarito a me (e forse a molti, sicuramente a tutti gli assenti) il particolare da te segnalato. Purtroppo a Milano non c’ero, poiché ero impegnato per tutta la giornata contemporaneamente, come presentatore/speaker, ai Tricolori di Ginnastica Aerobica che si svolgevano nella mia città.

      E purtroppo, lo preciso, nemmeno alle gare nazionali precedenti poiché chiamato da impegni professionali che nel week end mi vedono operante allo Stadio di Genova e, per fortuna, anche su palazzetti e campi sportivi liguri. E’ così dal febbraio 2013, dal momento in cui non sono stato ritenuto più idoneo a ricoprire l’incarico che avevo in Federazione.

      Sui Tricolori dell’Idroscalo, sulle tante inadempienze segnalatemi, tornerò la prossima settimana: questo week end, al Porto Antico, ci sarà la Festa dello Sport che, nella veste di coordinatore, mi porterà via ancora tante energie. Dalla prossima settimana, avrò più tempo da dedicare alla passione che ci accomuna…

      Un abbraccio, Marco

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