Piccoli particolari per un grande Gruppo

Mancavano atleti o equipaggi importanti?  Nazioni lontano dalla miglior condizione e quindi da temere ai prossimi Mondiali quando entreranno nel top della forma? Poco ci interessa. Intanto gli Europei, a differenza di una delle tre prove di Coppa del Mondo, assegnano un titolo e proprio per questo hanno, secondo noi, un valore assoluto più importante (peggio, quindi, per chi li ha snobbati) ma non è nemmeno qui che vogliamo concentrare l’attenzione. 
Nel consesso continentale, la Nazionale di Franco Cattaneo ha fatto un figurone sia per i risultati ottenuti sia, ciò ha un peso maggiore, per il comportamento dell’intero gruppo. In copertina,  giovani capaci di affrontare il battesimo internazionale con carattere, personalità e senza alcun timore reverenziale. 

Ventidue atleti azzurri lasciano la Repubblica Ceca con una medaglia al collo.  Otto podi, il primo posto nel medagliere e, al pari con la Romania di Antonio Colamonici, tre titoli europei  sono un indice di buona preparazione ma quel che più colpisce l’attenzione sono i particolari. Nello specifico, i successi del 6 senza (il 2 senza Lodo-Vicino e il 4 senza Di Costanzo-Abagnale-Castaldo-Montrone) dimostrano che la fame dei nostri medagliati olimpici non si è per nulla placata. E’ anzi è ancor forte quel senso di umiltà  che li spinge a ricercare la cura dei punti deboli al fine di esser, anno dopo anno, sempre più competitivi sulla scena internazionale. Il bronzo di Rio, in questo senso, non li ha cambiati e ciò è più importante dell’oro di Racice.

Non so dove potrà arrivare il doppio Rambaldi-Mondelli ma certo la forza di nervi espressa nella difficilissima semifinale (fuori i vicecampioni olimpici lituani) è indice di buon cammino sulla strada della maturità. Ruta e Oppo, nella specialità più somigliante a Rio sotto il profilo della qualità,  hanno saputo stringer i denti e non perder una medaglia importante dal punto di vista del morale. Battisti ha dimostrato di esser buona chioccia non più per uno solo (Gentili)  ma per addirittura tre (Panizza, Fiume, Gentili) pulcini.  Ottimo anche il primo passo del doppio femminile Gobbi-Tontodonati e infine, con piacere, salutiamo la prima medaglia di Giuseppe Di Mare nel 2 senza leggero (con Scalzone) visto che tre anni fa sentiva di avere, per sempre, un piede e mezzo giù dalla barca.

In attesa di veder l’Italia misurarsi sul più importante palcoscenico stagionale, Sarasota a settembre, occorre quindi soffermarsi sui piccoli particolari. E da quelli si può vedere che è possibile costruire un grande Gruppo.

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