L’Italia Team divide e non unisce

Torno sulla questione. La creazione, da parte della Federazione Italiana Canottaggio, dell’Italia Team per le regate nazionali è un fatto abbastanza fastidioso. Involontariamente, viene a crearsi un’evidente contrapposizione tra Nazionale e Società nell’ambito di una prova del calendario nazionale. In questi 2 giorni, me lo stanno facendo notare in molti. 
“Italia Team grande protagonista”. “Dominio Italia Team”. Un Italia Team, esaltato anzi no… magnificato in questo fine settimana per le sue vittorie e non vorrei che alla base di questa scelta, da parte dei nostri dirigenti, ci fosse la volontà di rafforzare da subito la fiducia nei confronti degli allenatori. Per contro, invece, questa scelta potrebbe creare antipatie come poco piacevole per l’allenatore societario può esser, a distanza di anni, arrivare a Piediluco e trovarsi di fronte un Superclub. L’Italia Team.

L’Italia Team vince, anzi in molti casi stravince. Ma come potrebbe esser diversamente? Stiamo parlando di molti professionisti del remo,  o comunque in raduno molti giorni al mese con la Nazionale, posti ieri ed oggi in contrapposizione a ragazzi e ragazze con un numero di ore di allenamento settimanale abbondantemente inferiore. La notizia sarebbe, appunto, il contrario!

Francamente, chiamare Italia Team la nostra Nazionale in occasione del prossimo Memorial D’Aloja potrei anche capirlo, pur non approvando il ricorso alla solita moda inglesizzante (quando tra l’altro l’inglese, nel Canottaggio italiano, lo conoscono in pochi), ma nel corso di un Meeting a Piediluco è una questione abbastanza indigesta. Italia Team, durante una gara nazionale, non è solo chi veste l’azzurro ma anche la più piccola società che fa parte della famiglia remiera.

Finiamola qua. Domani cerchiamo di parlare dei Risultati. Buon rientro a casa a tutti!

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1 commento su “L’Italia Team divide e non unisce”

  1. Non credo che il problema sia solo l’Italia team che di fatto ammazza la categoria senior alla gara nazionale, ma anche la massiccia presenza di canottieri rumeni tesserati con il CRV Italia nelle gare senior selettive di punta. Mi domando che senso abbia una presenza così massiccia e se questa non abbia inficiato la possibilità di molti equipaggi senior o U23 di mettersi in mostra. Non si capisce se la federazione ne sia stata informata (e abbia dato il suo benestare cosa che mi sembra abbastanza grave) oppure se sia stata un’idea concepita dalla società campana senza avvertire nessuno. Si erano già viste negli anni passati partecipazioni di stranieri ai meeting nazionali ma come quest’anno mai. Credo che sarebbe il caso che partecipazioni come queste fossero delegate al Memorial d’Aloja che tra l’altro è questo finesettimana e non considerare il 1° Meeting come banco di prova.

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