Contro i nostri interessi

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Gli svizzeri, gli ultimi campioni olimpici del 4 senza PL

Niente 4 senza Pesi Leggeri alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Obiettivo raggiunto, a salvaguardia… degli stessi Pesi Leggeri! Secondo quanto affermato anche durante il congresso FISA dal presidente Rolland, insistere sulla specialità più spettacolare, televisiva e imprevedibile avrebbe potuto spingere il CIO a prendere in seria considerazione la totale cancellazione dei Pesi Leggeri dal programma olimpico e la riduzione, da 14 a 12, delle specialità di Tokyo 2020. In 94 gli hanno creduto, in 67 (Asia a larghissima maggioranza) si sono opposti abbracciando, invece, la proposta partorita da Australia, Cina, Danimarca e Svizzera. 
E’ vero quanto fa intendere Rolland sui Pesi Leggeri? E ‘ vero che fan venire l’orticaria agli alti papaveri del CIO? Difficile contrariare australiani, cinesi, danesi e svizzeri sulla questione dell’universalità di una specialità che, in confronto a molte altre, spesso e volentieri restituisce vincitori diversi al termine di gare che si risolvono sul filo dei decimi o, addirittura, dei centesimi. Se non bastasse questo, basterebbe soffermarsi su altri aspetti, mai come oggi così importanti data la crescente lontananza dalla logica decoubertiana.

Si, siamo franchi. Comanda il Dio denaro e ce lo insegna la Ryder Cup di Golf, assieme al suo fondo di garanzia di 97 milioni di euro. Comanda il Dio denaro e lo studio del programma olimpico, quadriennio dopo quadriennio, avviene in funzione della lettura degli share televisivi tradotti ovviamente in spazi pubblicitari.  Comanda il Dio denaro e allora viene spontaneo interrogarsi quale valore ha la questione del peso dei canottieri in rapporto ai posti nel villaggio olimpico… Già, chi più di altri può incollare la gente davanti al piccolo schermo se non quell’avvincente gioco di prue tra i 4 senza PL?  Una scelta che va contro gli interessi non dei Pesi Leggeri ma del prodotto Canottaggio. Forse la (giusta) questione della parità di genere a Tokyo 2020 avrebbe dovuto richiedere una maggiore attenzione, pro e contro andavano soppesati meglio. E se dei sogni di un’intera categoria (i Pesi Leggeri) interessava poco, allora sul piatto andavano messe anche le questioni di business e di immagine.

Ormai è andata e dispiace per quegli oltre 8000 firmatari di petizione a sostegno del 4 senza PL. Tornando in famiglia, sommessamente CanottaggioMania aveva richiesto trasparenza alla Federazione Italiana Canottaggio in questa delicata situazione. Eppure nemmeno dopo la votazione, è stata resa nota ufficialmente la posizione dell’Italia che, a differenza di molte nazioni di vertice, non ha fatto sentire la propria voce durante il Congresso. Timore o irrilevanza? Qui, delle due, forse la seconda è la peggiore…

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3 pensieri su “Contro i nostri interessi”

  1. Marco sono d’accordo con quello che scrivi, troppo spesso vengono espresse esigenze del tipo “lo vuole l’Europa”, lo vuole tizio o lo vuole caio, in questo caso lo vuole il CIO … il problema è anche sapere cosa vogliamo noi, cosa che evidentemente non ci è data di sapere.
    Intanto salutiamo irreversibilmente il 4- pl.

    1. Il saluto è irreversibile solo se lo si lascia tale. Io credo che la maggioranza dei canottieri sia contro questa decisione e che sia possibile cambiare il risultato o altro. Al IOC (International Olympic Committee) non credo che importi chi gareggia a loro importa solo che si rispettino i criteri di universalità e gender equity che sono alla base dello spirito olimpico. Quella della FISA e solo una scusa per potersi liberare di un settore che stava scomodamente avendo successo nonostante tutti i tentativi di sabotarlo. E hanno gia annunciato che i prossimi ad andarsene saranno i 2x. La FISA non si rende conto che alla fine cosi si sta scavando la fossa da sola. Senza il movimento dei PL (sia uomini che donne) non riuscira nei tentativi di espansione ed a mantenere quel concetto di universalità che sono necessari per rimanere nei giochi olimpici. Scelte piu coraggiose e molto piu intelligenti sarebbero state di rinuciare alla distanza tradizionale e ridurre il numero di atleti per squadra. Quello avrebbe permesso al IOC di ridurre i costi e di esere molto piu flessibili nella scelta di bacini olimpici. L’introduzione di equipaggi misti (uomini e donne sulla scia di cio che ha fatto la vela) e doubling up (vogare in piu di un evento per volta) ridurrebbe il numero di atleti per squadra e permetterebbe di mantenere le categorie attuali o addirittura di espandere il programma senza incrementare i costi. Invece si e deciso di penalizzare una categoria gia in difficoltà di fondi e che mancava di sbocchi olimpici per una soluzione temporanea che porterà alla nostra eliminazione dai giochi olimpici.

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