Marcello Scifoni: “Occorre cambiare mentalità e cancellare inutile burocrazia”

canottaggiomania_scifoni_marcelloIeri Marcello Scifoni, vicepresidente vicario uscente della Federazione Italiana Canottaggio, aveva espresso il desiderio di intervenire per spiegare all’Assemblea le ragioni della sua mancata ricandidatura. Permesso non accordato poiché “non accreditato”.  Da noi l’accredito non serve, anzi ogni contributo costruttivo, come quello inviatoci da Marcello, è assolutamente il benvenuto. 

Ho sempre ritenuto che le persone debbano essere valutate per le azioni che compiono e non per le cariche che ricoprono. Per questo motivo non ho interesse nel proseguire a svolgere un ruolo federale che non mi consente di fornire quel contributo che, nei limiti delle mie capacità, mi ero prefigurato.

La mia esperienza in questo quadriennio in Consiglio Federale è stata a dir poco deludente. Inutili riunioni per discutere del niente e mai un’idea di sviluppo da affrontare con la seria volontà di cambiamento.

Dopo il mio proficuo lavoro alla guida del Comitato Lazio con risultati che mi hanno dato grandi soddisfazioni, sono precipitato in un inatteso contesto di  lacunosa burocrazia dove, invece di affrontare i temi più importanti e stimolanti per pianificare e programmare soluzioni che potessero portare benefici allo sviluppo del nostro movimento, siamo stati chiamati solo a ratificare delibere di routine che il presidente portava alla nostra attenzione.

Qualsiasi proposta di nuove iniziative e progetti di sviluppo che è stata avanzata in Consiglio ha subito sempre lo stesso esito. Dimenticata nell’oblio di una gestione che si è sempre solo preoccupata di risolvere il problema contingente perdendo di vista un obiettivo più ampio che potesse nel tempo fornire benefici ben superiori.

Da questa mia esperienza negativa penso si debbano  però trarre degli spunti positivi per cambiare. Perseverare negli errori sarebbe oltremodo dannoso, soprattutto per le generazioni future che oggi si affacciano al nostro sport e che hanno bisogno di stimoli per proseguire in un’attività sportiva che richiede grandi sacrifici ma che può ripagare con altrettante soddisfazioni.

Ripercorrere quindi vecchie strade non più adeguate ai nostri tempi allontana i giovani che trovano in altri sport situazioni più confacenti ad una vita che li vede impegnati su tanti fronti per potersi costruire un loro futuro.

Quali prospettive diamo oggi ai nostri giovani? Per i pochi che riescono ad eccellere un impiego nei Corpi Militari e per gli altri? Una presidenza illuminata dovrà cominciare a pensare che questo nostro mondo ormai vecchio e stantio deve essere rivoluzionato.

La gestione federale deve essere affrontata con capacità e professionalità e non può essere solo una riedizione di un passato trascorso ed ormai tramontato. Basti vedere le nazioni anglo sassoni come si organizzano e quale impegno mettono nel costruire i ricambi futuri.

Il nostro canottaggio nazionale ha bisogno di investimenti e per far questo bisogna uscire fuori da questo nostro guscio che ci circoscrive in un mondo estremamente ristretto che ricopre scarsissimo interesse al di fuori dei nostri confini.

Bisogna cambiare mentalità, i progetti ed i programmi che i candidati esprimono oggi rimarranno solo sulla carta, come è stato fatto finora, se non c’è la volontà di finanziarli. Occorre investire sul territorio per creare nuovi impianti e per supportare le Società, occorre investire sulla comunicazione per promuovere una nuova immagine del canottaggio italiano, occorre investire sui giovani per costruire il loro futuro ed evitare il loro precoce abbandono pianificando un percorso scolastico ed universitario, dobbiamo infine andare a ricercare tutte quegli ambiti di sport amatoriale che ci consentano di allargare il nostro bacino di utenza e accrescere le nostre capacità finanziare in un processo rigenerativo.

Tutti questi concetti sono a tutti noti e fanno parte dei programmi di ogni candidato ma rimangono carta straccia se non c’è l’onestà intellettuale di perseguirli destinando risorse economiche per la loro attuazione. La prima cosa quindi da chiedere al futuro presidente federale sarà quella di impegnarsi a pianificare le risorse  economiche destinando una parte del bilancio federale ai progetti di sviluppo, anche a discapito di qualche raduno federale in meno.

Io continuerò a seguirvi con la passione e l’entusiasmo di sempre.

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