Capelli, Paonessa e Riva: il bronzo della riconoscenza

Il bronzeo 2 con di Rotterdam (foto Perna)
Il bronzeo 2 con di Rotterdam (foto Perna)

Un bronzo fortemente voluto, tanto sudato e meritatamente conquistato. Il 2 con di Vincenzo Capelli e Mario Paonessa (tim. Andrea Riva) prende quota con il passare dei minuti  a Rotterdam. Partenza sottotono, difficoltà nel riuscire a sopravanzare gli avversari prima di trovare il giusto colpo, la miglior sintonia e, soprattutto, una grande cattiveria agonistica. L’Italia supera prima la Spagna, prende le misure e poi scavalca gli Stati Uniti. Non basta, serve un forcing pazzesco per castigare anche l’Olanda. Così è, al traguardo, per 76 centesimi. Epilogo felice per Vincenzo e Mario, di ritorno dall’esperienza in otto alle Olimpiadi, ben condotti in quest’impresa dal timoniere Riva. 
Copio e incollo qui le belle dediche di Capelli: alle vittime del terremoto e al compagno di barca e club (Aniene), Niccolò Mornati, che in questi anni lo ha aiutato a crescere come uomo e come atleta.

“La prima dedica va, nel giorno del lutto nazionale, al ricordo delle vittime del terremoto che ha sconvolto alcune località a circa cinquanta chilometri da Roma e distrutto intere comunità e famiglie. Il nostro pensiero, e le nostre preghiere, vanno a quanti stanno soffrendo in questo momento molto difficile con l’auspicio che prima possibile, seppur con fatica, si possa tornare alla normalità. Noi nel nostro piccolo faremo qualcosa per aiutare queste persone che hanno perso tutto. Il secondo pensiero va al mio amico e compagno di barca, Niccolò Mornati, al quale voglio dedicare questa medaglia per tutto quello che mi ha insegnato e per tutti i momenti belli condivisi insieme. Mi auguro che la sua vita possa tornare presto alla normalità e che venga fatta luce, il prima possibile, sulla vicenda che lo ha allontanato dal canottaggio in maniera da potergli restituire il sorriso e la fiducia per il futuro. Un campione del suo calibro, che in un anno mi ha consentito di vivere momenti indimenticabili, merita di terminare la sua carriera nel modo giusto e non ricordato solo per un problema che, sono convinto, non gli appartiene. Sono fiducioso sulla giustizia sportiva e nel suo corso”.

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