Passa il 2 con ma per i Pesi Leggeri è Rotterdram

Il 2 senza Tuccinardi-Tedesco
Il 2 senza Tuccinardi-Tedesco

Fare peggio del 2015 sembrava davvero impossibile. Un Mondiale, quello di Aiguebelette, concluso senza salire sul podio in nessuna delle barche leggere non olimpiche maschili. Ma almeno 2 senza e otto lottavano per il bronzo, il 4 di coppia chiudeva sesto. Oggi ci troviamo a raccontare un’Italia totalmente fuori dalle finali: alla clamorosa eliminazione del 4 di coppia, incapace di superare il proprio recupero, aggiungiamo l’uscita di scena del 2 senza Tuccinardi-Tedesco e del singolista Mulas. 
Se consideriamo, poi, che nell’arco dell’intero quadriennio mai una barca olimpica è riuscita conquistare una medaglia non è possibile non interrogarsi a proposito delle gravi difficoltà di un settore capace di regalare nel passato, invece, importanti soddisfazioni ad addetti ai lavori e tifosi.

Abbiamo ancora negli occhi la splendida Olimpiade del 4 senza, una crescita sensazionale in un mese e mezzo passando dalla deludente Poznan al frizzante quarto posto di Rio de Janeiro. Sembra, quest’anno, l’unico fiore in un giardino di rovine perché occorre, ahinoi, registrare il passo indietro del doppio, sempre finalista ai Mondiali e quest’anno invece sorpreso dalla Polonia a pochi metri dal traguardo in semifinale.

La stima nei confronti del caposettore Antonio La Padula, grande lavoratore dal notevole spessore umano, non cambia. Però, il rendimento quadriennale della squadra, almeno sul fronte dei risultati, è largamente inferiore alle aspettative. I Pesi Leggeri uscivano anch’essi da una disastrosa Londra, ma certamente avevano meno problemi, ad esempio, della Punta Senior. Qui grazie alla cura Coppola l’Italia è riuscita a risalire la china e a centrare traguardi molto importanti come due medaglie olimpiche, un Mondiale e la qualificazione nell’otto. Qui, anche a Rotterdam, il 2 con Paonessa-Capelli (tim. D’Aniello) sorride con l’ingresso in finale.

Per i Pesi Leggeri, invece, è .. Rotterdram e forse l’inizio di un’attenta riflessione, guardando comunque al futuro con ottimismo viste le prestazioni degli Under 23 ma cercando di capire in qual modo favorire il loro miglior inserimento nel Canottaggio dei grandi all’interno di un contesto, quello dei PL, sempre più ristretto (il 4 senza diventerà non olimpico) e competitivo. 

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