La premiata ditta Simone-Aga

Luca e Simone a Pechino 2008 (foto Bartolozzi)
Luca e Simone a Pechino 2008 (foto Bartolozzi)

Agamennoni, il veterano (36 anni, ma è come se fossero 16 Aga…) del gruppo azzurro a Rio de Janeiro, ormai è abituato alle sorprese in tema di partecipazione olimpica. Mai gli era giunta così tardi la notizia, con soli 10 giorni di preavviso, di dover prender l’aereo per una destinazione a cinque cerchi ma anche in passato il nostro Luca ha vissuto situazioni di incertezza. La sua strada si è spesso e volentieri incrociata  con quella di Simone Venier. Quarta Olimpiade per entrambi, la terza sulla stessa barca.
Nel 2004 il vogatore livornese sta pregustando un’estate di bagni, anzi pare venga proprio avvistato in spiaggia in uno stabilimento toscano quando riceve la chiamata per correre a Piediluco e comporre, assieme a Raffaello Leonardo, Dario Dentale e Lorenzo Porzio, il bronzeo 4 senza di Atene. Nell’autunno-inverno 2007/2008 Aga ha i piedi più fuori che dentro la barca. Le chance diventeranno poi due: doppio per la qualificazione o 4 di coppia per la medaglia olimpica. Compagno d’avventura è  Simone Venier, già esperto della “quadrupla materia” in quanto semifinalista in Grecia 4 anni prima. I due, più fuori che dentro appunto, brillano nelle prove valutative a Piediluco, mettono il turbo anche a Monaco e convincono il DT Coppola e il caposettore Cattaneo ad affiancarli a Galtarossa e Raineri. Scelta azzeccatissima, perché, dopo aver vinto a Poznan in Coppa del Mondo, a Pechino solo la Polonia riuscirà a star loro davanti. Argento e gioia incontenibile per Simone e Aga: se non avessero deciso di mettersi in ditta assieme a ottobre, probabilmente la Cina l’avrebbero vista con il binocolo e la sensazione non sarebbe stata piacevole come quella provata parecchi anni prima da Marco Polo.

A proposito di viaggi, quello più lungo della loro vita, a Lake Karapiro nel 2010, si tinge ancora d’argento. In Nuova Zelanda il 4 di coppia azzurro festeggia la sua ultima medaglia: con loro, oltre all’inossidabile Raineri, c’è anche Matteo Stefanini. La strada si fa successivamente tortuosa: i due vengono separati dal CT De Capua nel Mondiale di Bled. L’uno (Venier) con il 4 di coppia e l’altro (Agamennoni) con il 4 senza promuovono le barche senza però aver la certezza di parteciparvi. Verso la perfida albione, c’è prima una selezione persa in 4 di coppia e poi la chance, sfruttata, nel 4 senza. Da fine giugno a fine luglio: questa volta il tempo è poco per creare una vincente alchimia ai giovani Capelli e Paonessa. Ottavi, finale sfiorata per un secondo a Eton Dorney.

Il resto è storia d’oggi, con il passaggio di Venier alla punta, nuovamente in barca assieme all’amico Aga, per l’ultima regata di qualificazione olimpica di Lucerna. Trentasei centesimi di ritardo sull’ultimo treno per Rio. Sembrano fatali, sembra la fine prima di scoprire gli inganni di un’intera nazione. La Russia.

Simone andrà così a Rio, sostenuto dalla moglie Valeria, dal figlio Gioele e dal papà ed ex azzurro Silvano. Per Luca, i bagni con la moglie Anna ed i figli Achille, Aronne e Atena sono rimandati oltre metà agosto. Con dispiacere per nessuno, naturalmente.

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