Il caso del doppio leggero femminile

canottaggiomania_milani_rodiniMi stanno arrivando diverse segnalazioni sulla selezione del doppio Pesi Leggeri femminile, promosso a Rio de Janeiro martedì scorso dopo l’esclusione della Russia. Intanto, sensazione di sorpresa per la mancata chiamata di Federica Cesarini. L’atleta della Canottieri Gavirate sta, infatti, ottenendo risultati eccezionali, come i due titoli italiani (con record) nel singolo leggero sia a livello assoluto sia da Under 23, la medaglia di bronzo in Coppa del Mondo a Varese e la finale centrata a Lucerna assieme a Valentina Rodini. Un grandissimo talento, ma l’area tecnica non poteva, in questo caso, ricorrere a Federica in quanto non presente, a inizio stagione (prima della grande esplosione) nella lista dei papabili olimpici. I tentativi successivi, presso gli organi internazionali, sono stati vani anche in ragione del pochissimo tempo intercorso, meno di 24 ore, tra il ripescaggio e l’ufficializzazione della formazione (le 16:30 di ieri).

Va poi detto che per il doppio leggero femminile, così come per l’otto maschile, DT e staff tecnico hanno ritenuto importante, nell’ambito della selezione, dar priorità a vogatori e vogatrici presenti in barca già a Lucerna. Così una fonte importante federale mi spiega che, pur essendoci sostanziale differenza nelle prove sul 2000 al remoergometro tra Pollini e Milani (circa 14-15 secondi a vantaggio della prima), la scelta finale è ricaduta su Laura e non su Giulia. In sintesi, secondo questo criterio privilegiante chi ha lottato per la qualificazione a maggio, vista l’indisponibilità di Betta Sancassani, c’è stato una sorta di ballottaggio tra Giulia Pollini e Valentina Rodini, una sfida non includente quindi Laura Milani, e ad aggiudicarselo è stato la ventenne vogatrice di Cremona. Questa ricostruzione dei fatti respingerebbe le idee, malpensanti, secondo cui il doppio leggero femminile dovesse essere esclusivamente una questione Fiamme Gialle.

Abbastanza sorprendente, però, la disponibilità per l’Olimpiade espressa da Laura Milani perché tre settimane fa la vogatrice milanese aveva rifiutato di partecipare al raduno per la definizione del 4 di coppia leggero in previsione del Mondiale. Tutto questo gli era stato consentito da una dubbia mossa dell’area tecnica che l’aveva non convocata ma semplicemente invitata a partecipare al collegiale di Piediluco. Risultato finale: collegiale annullato e due ragazze costrette a riporre nel cassetto l’obiettivo Mondiale.

Laura andrà a Rio, un traguardo meritato nella globalità di un quadriennio che l’ha vista vincere un fantastico Mondiale, due Europei, i Giochi del Mediterraneo, una prova di Coppa del Mondo prima di soffrire e stringere i denti nelle ultime due travagliate stagioni. Un’Olimpiade a coronamento di una carriera di grande determinazione e carattere, siamo contenti per lei,  ma non possiamo non notare, ancora riferendoci a quel rifiuto, che la maglia azzurra, a maggior ragione quando si è atleti statali sostenuti dai contribuenti, si serve e onora sempre. Per convinzione e non per convenienza.

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