No Ivan, no otto russo a Rio

L'otto della Russia (foto Meyer-FISA)
L’otto della Russia (foto Meyer-FISA)

Due metri d’altezza, novantadue chilogrammi di peso, la passione per i giochi al PC. E’ il profilo, su WorldRowing, di Ivan Balandin. Uno dei tre vogatori della Russia appena squalificati dalla FISA in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro assieme ad  Anastasiia Karabelshchikova e Ivan Podshivalov. Non gli equipaggi, quindi, ma sono singolarmente gli atleti a rispondere direttamente dei loro comportamenti. In linea con le direttive di un pilatesco CIO, ma abbastanza opinabile se consideriamo che il comportamento del singolo, nelle discipline di squadra, si ripercuote (doverosamente, nel rispetto degli avversari) sul resto del team. Questa filosofia, per noi, non ammette deroghe. 
Ivan Balandin
è, anzi era, iscritto nell’otto a Rio de Janeiro e in questa specialità, nel settembre 2015 ad Aiguebelette, aveva raggiunto il quinto posto in finale ai Mondiali. L’ultima posizione utile, davanti all’Italia, per qualificare l’imbarcazione alle Olimpiadi. Balandin, unico della squadra olimpica russa, fa parte della rosa degli 10 canottieri i cui test sarebbero stati, secondo il rapporto indipendente della Wada firmato da MC Laren, manipolati da Mosca Lab e dal vice ministro dello sport.

Non conosciamo, con esattezza, le date dei test e della loro “manipolazione”, se antecedenti o posteriori ad Aiguebelette, ma  a oggi, quando ancora deve arrivare la seconda e ultima parte della decisione della FISA sulla partecipazione della Russia a Rio de Janeiro (mancano i controlli antidoping addizionali all’estero), andiamo a dormire con questo dubbio, direi tarlo, molto fastidioso. Per noi appassionati, per noi amanti dello sport prima pulito e poi vincente e, soprattutto, per chi, come l’Ammiraglia azzurra ed i suoi tecnici, si è vista sbarrare la strada verso il Brasile proprio da quella Russia.

La squalifica di un singolo vogatore anzichè dell’intero equipaggio, a questo punto, pare anche procedere in contrasto con la decisione dello scorso 1 luglio quando, in ragione di un controllo fuori competizione datato 17 maggio in cui venne trovato positivo Fedorovtsev, venne squalificato l’intero 4 di coppia della Russia.

Aspettiamo comunque ancora domani per un giudizio definitivo.

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Un pensiero su “No Ivan, no otto russo a Rio”

  1. Preciso, a scanso di equivoci (mi sembrava di esser stato chiaro, eppure…), che è chiaro che io ritengo da squalificare l’otto della Russia nel caso in cui la positività del Balandin sia antecedente al Mondiale di Aiguebelette…

    Ma, a chi fa paralleli con i casi Mornati e Aglioti, mi sembra giusto dire che c’è una profondissima differenza di fondo… Se nei casi italiani la positività è stabilita da controlli avvenuti nell’aprile di quest’anno, 8 mesi dopo il Mondiale, tutt’altro discorso va fatto per il russo dell’otto. A oggi, infatti, non abbiamo la minima idea al periodo temporale ma, stando al rapporto MC Laren, l’idea che personalmente ho è che affondi le radici lontano nel tempo… Non abbiamo certezza oggi, forse non la avremo mai, e quindi rimaniamo con questo pesante dubbio.

    Per chiudere, a differenza dell’Italia, qui non c’è nessun ministro dello sport o Italian Lab che abbia lavorato per coprire la positività dei vogatori (o di altri sportivi in genere…).

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