Cinquina lombarda e tripletta campana negli Junior a Ravenna

Rotterdam (Mondiali – 21-28 agosto) e, prima ancora, Trakai (Europei – 9-10 luglio) si avvicinano. Ravenna tappa d’avvicinamento con i Campionati Italiani Junior. Quattordici i titoli assegnati domenica alla Standiana. canottaggiomania_larioApertura spumeggiante dell’otto femminile  della Moltrasio (Gaia Ortelli, Desiree Bernasconi, Roberta Saldarini, Marta Barelli, Elisa Mondelli, Claudia Cabula, Anna Morganti, Ludovica Braglia, Tim. Giulia Magdalena Clerici). Risponderanno, più avanti, le cugine della Canottieri Lario nel 4 senza:  Aisha Rocek, Giorgia Pelacchi, Chiara Ciullo e Carlotta Mariani. Aisha svetta anche nel 2 senza assieme a Caterina Di Fonzo.Nell’otto maschile netta vittoria per la Canottieri Gavirate (Riccardo D’Onofrio, Ivan Bottelli, Elia Antoniazzi, San Miguel Navas Jaime, Giovanni Mammarella, Giovanni Codato, Jacopo Bertone, Fabio Maffiola, Tim. Leonardo Macchi).  In Lombardia festeggia anche  Alessandra Montesano, portacolori della SC Eridanea. 

canottaggiomania_posilipoCN Stabia (Antonio Cascone, Leonardo Apuzzo, Gianluca Sorrentino, Aniello Di Ruocco, Tim. Angelo Fatmir Laja) da applausi nel 4 con maschile. Over the top anche il Posillipo, con i giovani Carlo Franzoni e Raffaele Nugnes vincitori del 2 senza. La terza firma della Campania arriva nel 2 con per mano di Danilo Amalfitano, Gennaro Zenna e del timoniere Pasquale Portalapillo. Sono tesserati RYC Savoia. 

Doppio oro per la Canottieri Elpis Genova, quindi per la Liguria e soprattutto per Lorenzo Gaione e Andrea Panizza. Vincono nel doppio e nel 4 di coppia assieme a Giorgio Gesmundo e Matteo Dalla Valle.  I ragazzi della SC Armida (Filippo Fornara, Edoardo Lanzavecchia, Cosmin Muscalu, Luca Ceroni) brindano al 4 senza. Piemonte d’oro anche nel 4 di coppia femminile in virtù dell’affermazione del CUS Torino (Valentina Gallo, Letizia Tontodonati, Khadija Alajdi El Idrissi, Diletta Diverio)

Emauele Giarri, in forza all’SC Arno, porta un titolo in Toscana. La Pro Monopoli, con Clara Guerra e Sara Monte nel doppio, regala un largo sorriso alla Puglia.

Foto Claudio Cecchin

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9 pensieri riguardo “Cinquina lombarda e tripletta campana negli Junior a Ravenna”

  1. Complimenti a tutti questi ragazzi e ragazze e alle molte società che creano con fatica e risorse il futuro del canottaggio italiano.
    Purtroppo anche negli junior e in alcuni di questi titoli si vede molto canottaggiomercato, società più grandi che attingono da altre per fare barche più forti-
    Chiaro che è molto più difficile e degno di lode, chi riesce a vincere un titolo in 4, con gente creata e cresciuta, piuttosto che unendo persone di 4 società e magari anche regioni diverse!

    1. Caro Mat hai perfettamente ragione alcuni titoli italiani sono stati assegnati ad equipaggi misti, lo sanno tutti sconfitti e vincitori! Il problema è che nella mancanza di regole chiare e certe ci sono delle zone d’ombra dove dei personaggi possono trovare terreno fertile per la loro condotta non proprio sportiva (almeno deontologicamente). Chi ci rimette sono le società per il danno d’immagine, gli atleti sbarcati dai precedenti equipaggi societari per far posto ai nuovi arrivati e il canottaggio che ha perso la possibilità di mostrare competizioni di alto livello visto che gli avversari non erano più tali! Speriamo che alle prossime votazioni qualcuno apra gli occhi e si faccia portavoce di un canottaggio onesto nell’interesse di tutti e non di pochi!

  2. Ovvio, è la cosa migliore avere gente propria, nata e cresciuta al proprio club, ma allora i corpi militari? A voler guardare in finanza solo Venier e Sartori sono nativi di sabaudia, e questo per citare solo le fiamme gialle.
    Io invece personalmente sono favorevole, infatti è permesso dal regolamento fic cambiare club entro una certa data.
    Guarda questo lato della medaglia, un club ha tre buoni atleti ed un’altro ne ha uno buono che però in singolo probabilmente arriverrebbe forse solo in finale, e magari sul 4 ha la possibilità di vincere un titolo, reputo che sia per il club ma sopratutto per i ragazzi non è così sbagliato anzi li aiutiamo a cesere.
    Nel 2004 quando remavo ancora ricordo che Giorgio Tuccinardi venne da noi a Gavirate perchà al Cerea era l’unico p.l ai tempi, ed era molto bravo di punta, un po’ meno di coppia così tra i due club è sembrato giusto aiutare il ragazzo a poter sfruttare il suo potenziale,
    e a noi avere un capovoga per il 2- e l’otto.
    Ricordo con vero piacere quel periodo, perchè Giorgino in 2 uscite mi ha praticamente insegnato a remare di punta, e per entrambi è stato motivo di crescita sportiva oltre all’inizio di una forte amicizia.
    Forse saremmo diventati amici ugualmente ma sicuramente le nostre carriere sportive sarebbero state sicuramente diverse.

  3. concordo con joas . Non è canottaggiomercato ma sensibilità e grandezza di un allenatore consentire ad un ragazzo bravo di trovare il compagno giusto per riuscire a migliorare e fare risultato. Purtroppo molti allenatori non sono così perchè antepongono gli interessi della società a quelli dei ragazzi. In quanto a Giorgino penso sia uno dei più grandi talenti del nostro canottaggio

    1. Penso che la collaborazione e la sinergia tra le società sia fondamentale ma cambiare società qlc giorno prima della scadenza dei termini di certo nasconde qualche malizia se non malafede! Non si tratta di programmazione o di lungimiranza si tratta di essere bravi e convincenti al telefono! I gruppi militari sono un caso a parte che non potrà durare ancora a lungo! È noto a tutti gli osservatori che si tratta di un’alterazione del concetto di società sportiva! Coloro i quali fanno parte dei gruppi sportivi militari sono dei gran professionisti e si impegnano come tali e riescono spesso a superare chi “gioca” a fare del sano canottaggio!

  4. Tutti coloro che hanno scritto hanno una parte di ragione!!! Ma nessuno ha sottolineato che spesso alcuni allenatori preferiscono una ” aurea mediocritas”, preferiscono,per intenderci, misurarsi su barche lunghe con meno iscritti e meno concorrenza,piuttosto che stimolare i loro miglior atleti ad eccellere in barche corte più difficili e competitive!!

    1. Hai ragione Franco ma prima di essere colpiti dalla prossima spending review che magari chiuderà i centri sportivi militari, ci si deve organizzare in altri modi sostenibili!!
      Del resto chi si arruola deve fare il militare altrimenti mi sembra di essere in Unione sovietica!
      Oggigiorno è anacronistico che per fare l’alto livello devi fare il militare! Mi fa ridere (meno quando pago le tasse) nelle cerimonie vedere tanti alti graduati fare foto con i molti premi conquistati dai loro campioni!
      Penso sia un problema molto attuale che il prossimo consiglio federale dovrà affrontare!

  5. In Italia abbiamo la cattiva abitudine di lamentarci quando perdiamo e di dare la colpa al sistema. Se ci sono delle regole scritte sui cambi societari queste vanno rispettate. Queste regole sono in vigore da più di trentanni e mai nessuno le ha volute cambiare, quindi vanno bene a tutti.Non penso sia una colpa di questa direzione. poi vorrei dire che giustificare qualcuno che deve stare in barca solo perche’ è amico di questo o di quello e gli ha insegnato a remare, lo trovo abbastanza puerile. Penso che il D.T La Mura se ha convocato altri atleti nell’ultimo ritiro e che non pensa che questi equipaggi siano i più forti, anche dai risultati deludenti di alcuni a Pozdam.
    RIO è alle porte ma deduco che ci saranno dei cambiamenti, anche perchè 11 secondi presi in finale non sono un biglietto da visita vincente.

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