Abbagnale e La Mura trent’anni dopo

 Dal tanto vomitevole quanto banalotto “rompipallone” di Gene Gnocchi sul 2 con siringa, strumento più utile al comico  per un’iniezione di maggior originalità di pensiero, di sabato a oggi. 

Nel suo editoriale (clicca qui) Fausto Narducci, caporedattore degli sport vari della Gazzetta dello Sport, ripercorre in maniera approfondita le vicende Abbagnale-Barbaro-Mornati chiedendosi se “è possibile che si tratta di casi isolati per cui ognuno sbaglia per conto proprio oppure occorre ragionare come per certi sport e per certe squadre in cui a un certo numero di positività scatta la sospensione e il commissariamento?”.

“Cosa succede in questa Federazione? Ce n’è abbastanza per pensare a un caso canottaggio su cui antidoping ufficiale e Procura Coni dovranno dare spiegazioni” scrive Eugenio Capodacqua, firma  di Repubblica e conoscitore della materia Anti-Doping, nel suo fondo (clicca qui) facendo riferimento anche a un esempio. “Un atleta se ne va al mare nelle ore di disponibilità per il test e twitta una foto “Giornata meravigliosa”. E’ evidente, quanto meno, la superficialità e la incapacità di dirigenti e tecnici di insegnare il giusto rispetto delle regole”.

E’ giusto che autorevoli testate si pongano delle domande e la fotografia riassuntiva di questi ultimi mesi, sempre pienamente convinti che in nessuno dei 3 casi ci sia la volontà di barare, è quella, da un lato, di atleti in difficoltà e dall’altro di una struttura, quella tecnico-medica federale, fragile, per non dire fragilissima. Fatto abbastanza inconsueto per una Federazione che, tramite il Progetto Azzurro, in questo quadriennio ha investito notevoli risorse nella Preparazione Olimpica.

Abbagnale si sente molto provato, La Mura  deluso e demoralizzato. Capisco l’umano scoramento perché la loro storia è fatta di lotte, ripetute e complesse, contro il fenomeno del Doping. Quanti equipaggi affrontati e sconfitti dal 2 con azzurro a Los Angeles, a Seoul, anche a Barcellona e in tutti e sette i Mondiali conquistati…

Oggi lo stesso nemico si ripropone, in forma diversa ovviamente ma in maniera più sottile e inconsapevole attraverso le negligenze dei nostri Atleti probabilmente sottovalutate o sottostimate dal nostro sistema (che per me, pur avendo diverse falle, non è né malato né marcio ma oggi forse in preda a un po’ di lassismo), e questa volta non possono essere allenamenti sempre più intensi e studi ancor più approfonditi della fisiologia, della tecnica e dei programmi per mandarlo al tappeto.

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5 pensieri riguardo “Abbagnale e La Mura trent’anni dopo”

  1. Personalmente non credo ci sia tanto marcio nella squadra nazionale di oggi, anzi probabilmente meno che in altri momenti, solo che i controlli sono finalmente più numerosi ed efficaci.
    Sicuramente vero che da parte dell’area tecnica dovrebbe esserci molta più attenzione verso questi errori, a questo punto troppi.
    In particolar modo, visto che quest’anno la federazione ha investito tutte le risorse per il solo gruppo olimpico,
    Questo costa un grande sforzo anche economico alle società, che hanno pagato di tasca loro per i raduni femminili e per quelli maschili dei settori giovanili e junior.
    Anche nell’anno olimpico, una federazione lungimirante dovrebbe continuare ad investire sui settori giovanili, per creare le basi di domani,
    Nel caso di un grande campione come Niccolò, visto questo brutto episodio, speriamo La Mura riesca a coinvolgere giovani talentuosi come Capuano, che ha già ben figurato al Memorial.
    Anche la scelta di far fuori giovani come Sfiligoi e Tedesco, giovani con grande potenziale, come dimostrato a Varese, mi sembra una scelta dubbia, soprattutto perchè anche a detta degli attuali titolari, il 4- di Varese non è stato neppure riprovato.
    Stessa cosa sul 4x senior, dove abbiamo recuperato un mito del canottaggio, il Grande Alessio, però se tanto questa barca continua a non ingranare, perchè non tentare di formare giovani invece che ripescare sempre dal cilindro??
    Perchè il 2- di Mornati e Capelli possono evitare raduni e fare la propria preparazione?
    Sembra che il Dotttore ed il suo controllo ormai sempre più distante, forse lasci spazio a scelte dscutibili.

  2. E’ vero che fino a che non ci saranno risposte certe non possiamo condannare gli atleti sopesi per il problema doping, ma da grande appassionato di questo STUPENDO SPORT POSSO DIRE CHE NON SIA CALATO UN VELO DI TRISTEZZA E DI DELUSIONE sul nostro mondo remiero. Fino ad oggi chi mi chiedeva del canottaggio rispondevo vantandomi di dire che è uno sport pulito e ne andavo fiero, stamani altri mi hanno chiesto se conosco Mornati e cosa stia succedendo nella nostra Federazione ed ho provato disagio ma ne ho esaltato comunque la bellezza . Leggo continuamente che l’equipaggio era in raduno a Piediluco quando è stato sottoposto alla prova l’atleta, ma non ci dimentichiamo che il 2- non è mai stato sotto la visione della Direzione Tecnica, gli è stato permesso di stare per fatti propri, come di andare ad allenarsi in giro per il mondo e presentarsi al momento necessario per il Memorial d’Aloja, senza aver gareggiato nel meeting e Trio, come hanno fatto tutti gli altri, sottoponendosi ai vari stress psico-fisici, il 4- campione del mondo per esempio. Perché, nessuno ce lo ha mai spiegato.? Gli altri sono figli di un Dio minore? Se non sbaglio ho sentito che quest’anno Mornati Niccolò è stato proposto ed eletto nella Commissione Atleti della Fisa, qualcuno mi può confermare? Sorrido quando leggo dichirazioni di Antonio Rossi, che allude ad un COMPLOTTO, forse se lo poteva risparmiare, ai suoi tempi ha vissuto storie simili con i compagni di canoa???!!! Non dico altro, i fatti parlano abbastanza da soli e mi auguro comunque che queste brutte storie possano avere un esito positivo per tutti quanti, in primis per la nostra Federazione.

    1. Qui parlate di doping ma è il sistema sportivo della federazione ad essere malato, ripeto scelte ingiustificabili come tenere in raduno un’atleta che ha azzoppato una barca dopo aver già messo in evidenza i suoi limiti durante la prima trio che voi avete cercato di tenere segreta ma che sul 4- aveva evidenziato già il problema . Adesso usiamo il doping per distogliere l’attenzione da un caso politico di massimo rilievo , quando in realtà normati era fuori dalla federazione da prima dei mondiali di aguibellette. Riportate in raduno tedesco e sfiligoi e mandate a casa certa gente .

  3. Lettera aperta al Presidente Abbagnale e al D.T. La Mura
    vorrei ritornare sulla questione del 4-PL, anche se oggi i problemi sono ben altri, ma l’indegna gazzarra che si è scatenata dopo la finale B di Varese porta ad alcune riflessioni. Su Web sta girando il filmato della finale e solo uno non addetto ai lavori non si accorge che qualcuno dell’equipaggio ITA 1 ha bellamente tirato i remi in barca, per poi precipitarsi a giustificarsi presso i propri allenatori in tribuna.
    Dopo si è assistito uno scambio di e mail dove un capovoga si arruffianava l’allenatore e il figliolo difendendoli apertamente.Morale è salito subito in barca cacciando a terra l’altro. Ora ci sta purtroppo che si usino questi mezzucci per accaparrarsi un posto per Rio, ma siamo caduti veramente in basso.
    Continuando la lettura epistolare dei protagonisti di questa triste vicenda si assisteva alla cacciata dei due atleti del Saturnia alla retrocessione dell’atleta dell’Armida e al secondo tradimento patito dall’atleta della Cerea ( già penalizzato l’anno scorso dalle bizze di un capovoga ambiguo e di basso profilo sportivo).
    Da cosa sto sentendo le società italiane che investono nelle squadre agonistiche per dare atleti alla FIC si ritrovano sempre con le tasche vuote è sta montando la protesta. Guardate poi la composizione del 4-PL: due della Forestale e due della Polizia, Amen !
    Signor Presidente e Signor DT le vostre figure hanno portato gloria e medaglie all’Italia non fate che il proverbio dalle stelle ( voi ) alle stalle (il 4-Pl ) si avveri. Date una forte risposta e tirateci fuori dal canneto di Piediluco dove si sentono solo starnazzi di pseudo atleti
    Con affetto Mimmo

    1. Bene, Mimmo, con questa tua lettera aperta comunico che questo è l’ultimo commento relativo al 4 senza PL, da oggi sino a nuovi fatti (non chiacchiere), che renderò pubblico su CanottaggioMania che, come era nelle mie intenzioni tre anni fa (stiamo invecchiando…), non voglio si trasformi in uno “sfogatoio” con accuse dirette a chi non può replicare. Questo, purtroppo, sta accadendo con i ripetuti (spesso anonimi e spesso anche vili) attacchi.
      Chiudo la discussione anche perché non c’è più discussione (dialogo, scambio) ma alcuni di questi contributi riassumono solo offese e accuse, nemmeno motivate ma generiche, come quella a Giorgio Tuccinardi che alla luce dei risultati ottenuti quest’anno, dalle Trio a Varese e nelle prove dopo la Coppa del Mondo certamente merita una chance sulla barca titolare. I fatti, quelli confermati dai cronometri, parlano chiaro.
      Dopo che se ne è parlato per oltre una settimana, credo che l’argomento 4-PL possa dirsi chiuso . Massimo rispetto per i momentaneamente esclusi che, come ho scritto anche ieri, non mi sarebbe dispiaciuto vedere agli Europei.

      Buon sereno proseguimento di giornata e navigazione a tutti.

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