Natale a Varese

canottaggiomania_vareseThree minutes… “Oddio, Omar, mi sento male”. “Ma che ti succede?“. “Niente, ma vedere la partenza di una finale da così vicino, con i miei occhi e dal vivo, mi fa venire i brividi”. Ogni volta è così, ogni maledetta volta… Si, i brividi, perché il catamarano del commento, così vicino alla linea di partenza, ti permette di vedere da vicino, di riflettere, di immedesimarti… “A cosa staranno pensando adesso? Darei più di un penny per i loro pensieri” E il semaforo, da rosso pronto a diventare verde, e gli arbitri “avanti 4, indietro 1”.  E poi il freddo, la pioggia… La tensione, in quei momenti, si taglia con il coltello. Qualcosa di unico per tanti, figurarsi per chi, come me, a un certo punto della sua vita si è trovato di colpo a passare dal tutto (gare nazionali, internazionali, mondiali) al quasi niente. 
Quasi, grazie a Varese, in particolare agli amici Luigi Manzo e Luca Broggini, che ringrazio per avermi consentito di portare un piccolo contributo a tre successi organizzativi come i Mondiali Under 23 del 2014 e queste ultime due prove di Coppa del Mondo.

Piccolo contributo stra-ripagato dalle grandi emozioni che si provano a vedere e raccontare finali come quelle di ieri. Sentendo scorrer le barca, purtroppo non sotto di noi ma leggermente avanti a noi, con il vento tra i (pochi) capelli, un microfono e una start list (quanti fogli volati via) tra le mani. Colpa di gente come Sara e Alessandra, Berti e Patti, che sono capaci di farti commuovere per la straordinaria forza nel gettare il cuore oltre l’ostacolo o di un otto che è una perfetta sintesi di esperienza, voglia di riscatto e vivace gioventù. E i Guerrieri della Luce, il 4 senza dei due Matteo, Marco e Peppe, capaci di venir fuori alla distanza e quasi inghiottire una quotata barca statunitense più avanti nella preparazione. Non si possono poi tralasciare le palpitazioni provate nell’assistere alla battaglia del 4 di coppia, palpitazioni dovute al fatto che Romano e Alessio tornavano nuovamente assieme, anche se solo per pochi minuti e per ragioni d’emergenza, 4 anni dopo la favola di Londra 2012. E non dimentico le coccole di Marcellina, Ambra e il suo piccolo Manfredi, i caffè allegramente con papà Castaldo, i flash di Claudio, le ripetute libere divagazioni a tema con l’ex Linus  Andrea, i “se ti dicessi” color blucerchiato di Niccolò, il “ti ricordavo più grasso” e “ti ricordavo con più capelli” di 2 Giuseppe…

Così per me è come se fosse stato Natale e a Varese ho così rivisto tanti parenti. Molti certamente cari e alcuni un po’ serpenti.

 

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1 commento su “Natale a Varese”

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