Onore al Padre e al Campione, ma il Presidente rifletta

canottaggiomania_Abbagnale_GiuseppePadre, Campione e Presidente. Sono la stessa persona in questa vicenda. Nel leggere i giornali, soprattutto l’intervista al Corriere della Sera (clicca qui) ,  Giuseppe Abbagnale fornisce una grande lezione di dignità e integrità. Perfettamente in linea con il Campione che, come sottolineavo anche ieri, sempre ha lottato contro il Doping soprattutto all’interno del campo di regata, gli avversari dell’Est negli anni Ottanta, ma anche fuori fornendo un esempio di etica e pulizia difficilmente comparabili con altri Atleti. 
“Di mezzo c’è il nome degli Abbagnale”. In una vicenda delicata come questa, il coraggio di Giuseppe  è notevole e la denuncia, senza sconti per il figlio Vincenzo “nemmeno le giustificazioni sono giustificabili”, gli rende ancor più onore perché allontana ombre di imbarazzi e, peggio ancora, l’omertà comune ad altri ambienti. “Un rigore che non si lascia corrompere nemmeno dai sentimenti”, scrive bene questa mattina Gramellini su La Stampa indicandolo quale esempio per tanti padri certamente molto meno blasonati di lui.

Le leggerezze, insostenibili ma speriamo ancora perdonabili dal Tribunale del Coni, di Vincenzo aprono però una sostanziale crepa su questa Federazione, di cui il Padre e Campione è Presidente. C’è di mezzo una “cazzata giovanile”, d’accordo, ma proprio per questo, poiché nel ciclone c’è finito un giovane, ci sarebbe voluta maggiore attenzione anche da parte di chi è deputato alla gestione di Atleti d’alto livello.  A maggior ragione in questo delicatissimo periodo, a pochi mesi dall’ultimo appello per la qualificazione olimpica, e in questo sport dove dalla serenità di uno, in questo caso il capovoga Vincenzo, può dipendere la serenità di tutti: l’intero equipaggio, l’otto in lizza per Rio dopo un bel Mondiale.

Ciò che ci racconta Canottaggio.org, in merito a quanto accaduto l’1 febbraio, con tanto di nota sul traffico intenso e sul manto stradale non omogeneo, fa pensare a un’organizzazione, quella federale,  caratterizzata da tanta approssimazione. Lo sfortunato episodio del piccolo incidente stradale di Sabaudia sarebbe certamente potuto costare un’ammonizione. Ma la prima, però, e non la terza. Anzi, visto che il 31 gennaio eravamo già alla seconda, una Federazione diligente avrebbe dovuto fare in modo che non se ne verificassero i presupposti. Vincenzo andava aiutato e, quindi, “marcato a uomo”. Su tutto questo, ci vorrà anche un’opportuna riflessione del Presidente e del suo Consiglio Federale .

Questo fatto andava in tutti i modi scongiurato proprio per l’importanza della posta in palio: non solo un’Olimpiade ma anche la verginità del Canottaggio azzurro in materia di controlli Antidoping. Qualcosa che, dopo oggi, nemmeno l’auspicata favorevole sentenza potrà ormai restituirci.

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6 pensieri riguardo “Onore al Padre e al Campione, ma il Presidente rifletta”

  1. Marco il ragazzo è maggiorenne cerchiamo di assegnare la responsabilità a chi di dovere. Se la fatto suo padre a maggior ragione dovremmo farlo noi. I giovani fanno cazzate (dio solo sa quante ne ho fatte io) nonostante la famiglia, amici e società che li controlla. E così che crescono purtroppo. Noi possiamo solo amarli e incoraggiarli ma ad una certa età si devono prendere le loro responsabilità altrimenti non crescono mai. Vincenzo mi sembra un ragazzo tutto sommato responsabile che è stato un po’ sfigato. Spero che il CONI si renda conto di questo e che tutto si risolva per il meglio. Cerchiamo di non infierire e di non trovare scusanti con altri capri espiatori.

  2. Concordo al 99% con l’opinione sopra la mia. Cioè che l’unico che si deve assumere le proprie responsabilità ( solo quelle derivanti dall’essere semplicemente un atleta nazionale irresponsabilmente superficiale e non certo quelle quelle “strisciantemente ingiuste” di un “praticone del doping” ) è una persona sola, l’atleta appunto.
    La percentuale dell’ 1% sulla quale non concordo è quell’insidiosa questione minorenne/maggiorenne.
    Infatti è noto ai più che l’italiano scritto e orale viene insegnato alle scuole elementari all’età di sei anni. Per alcuni poi inizia a cinque anni ( volgarmente chiamata la “primina” ). E’ noto anche che il canottaggio agonistico, in Italia, inizia ad essere praticato ben dopo l’età del primo giorno di scuola ( in nazionale poi ci arrivi, bene che ti vada, all’età delle superiori…. ), quindi di tempo per imparare la comunicazione verbale e scritta con i propri simili c’è ne a sufficienza per tutti ( anche i somari più gravi socializzano parlando e scrivendo, quindi è evidente che capiscono quello che gli si dice o gli si scrive ben prima di compiere 18 anni ).
    Pertanto un ipotetico atleta della nazionale “minorenne” che leggendo distrattamente le istruzioni, poi gli si “inceppa” il telefono gsm ( “verso” e “da” la piattaforma virtuale “adams” ) e per di più al secondo controllo antidopig ( dopo “il salto della quaglia” del primo controllo, ed escluso il tragicomico terzo controllo.. ) è nella sostanza in tutto e per tutto identico ad un adulto della stessa nazionale che fa le medesime cose ( e censurabile in egual maniera ).
    Infatti è del tutto incontrovertibile che ambedue hanno ben compreso e memorizzato le istruzioni, gli ordini, gli avvertimenti, le spiegazioni, da chi di dovere preposto, ( rigorosamente in italiano scritto e orale, esattamente come hanno imparato a scuola tempo prima, che guarda caso è la medesima lingua con la quale magari mandano a cagare i genitori quando gli si spiega di non fare i pirla al prossimo controllo…. ). Purtroppo, visto il risultato raggiunto, il carico di responsabilità percepito sulla questione “controlli antidoping” sembrerebbe del tutto simile a quello del famigerato “atleta amatoriale tipo” che si sta preparando per vincere la lonza nella regata sociale “gran premio dell’osteria della pataccona” ( dove il più esperto dei controllori male che ti vada è il cecato novantenne custode degli spogliatoi, altro che il “medico-marshall” con supertecnologia al seguito avvezzo a schivare tutti i trucchi dei furbacchioni olimpici… ).
    Naturalmente la speranza è che una pirlata del genere sia vista dagli organi giudicanti solo come una pirlata e basta, anche se la pirlata in questione è purtroppo una pirlata contro delle regole dure. E che non si possono certo giustificare spiegandole agli organi di giustizia con la tesi difensiva “sono cresciuto così….. nonostante la mamma, la maestra e l’allenatore”

    1. Volevo solo aggiungere che non esiste nessuna federazione al mondo in che controlla gli atleti e si prende la responsabilita di farli andare ai controlli anti doping.

      1. Marco scusami, ma allora per ricollegarsi a quanto tu dici occorre anche dire che all’estero non si è nemmeno mai visto un atleta che ha saltato tre controlli senza esser dopato.

  3. A proprosito di superficialità e dintorni:
    notizia di oggi, un altro atleta ( PL nazionale ) che pensa di strappare il primo premio “all’osteria della pataccona” al senior pesante ( quello che litiga con la piattaforma adams e si schianta nelle rotatorie…. ).
    La giustificazione dell’atleta beccato ( per una oggettiva e sconsiderata superficialità, evitabilissima semplicemente utilizzando almeno uno dei due emisferi cerebrali di cui l’essere umano è dotato ) è veramente fantastica ed è la seguente: ” La mammina mi ha dato uno spray per le mie manine e chiappette e io l’ho usato senza dirlo a nessuno della federazione ( vuoi mettere la loro competenza contro quella della mammina? )”.
    Ora senza entrare nel merito di quello che pensano all’estero degli italiani e del rapporto con il genitore di sesso femminile ( tradotto in termmini semplici “italiano mammone” oppure “la mamma è sempre la mamma” ) forse sarebbe il caso che qualcuno spiegasse all’atleta PL ( un adulto si presuppone ) in una lingua a lui congeniale ( forse l’italiano? ) che quando si presenterà a difendersi, di evitare di dire altre “geniali affermazioni” del genere ( visto e considerato che anche il più idiota del villaggio sa che tutti i farmaci del pianeta hanno un pezzo di carta allegato che non è la carta da utilizzare come cuscinetto per le parti posteriori una volta finito il prodotto spray…. ).
    Per maggiori info:
    http://www.canottaggio.org/2016_2news/0302_barbaro.shtml

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