Coastal e Regolamentare insieme. Perché no?

Il quattro di coppia del Saturnia
Il quattro di coppia del Saturnia

La FIC accoglie la proposta dell’ANAC in merito all’abbinamento, nella stessa località e nello stesso week, dei Campionati Italiani Coastal Rowing e Tipo Regolamentare. Giusto? Sbagliato? 
Sembra che una delle ragioni principali sia il calo di partecipanti alle regate in canoini e Yole e la volontà di seguire comunque la strada maestra, ossia il Coastal dal 2007 indicato in maniera chiara e netta dalla FISA con l’istituzione del Mondiale per Club. Considerate poi le note difficoltà economiche generali, con anche i crescenti costi che deve sobbarcarsi un Comitato Organizzatore e quindi la conseguente riduzione delle candidature per gli eventi del calendario nazionale, inserire due specialità nello stesso week end e nella stessa location appare come una scelta sensata.

Restano in piedi due perplessità. Entrambe superabili, naturalmente con la dovuta attenzione all’esame delle proposte in arrivo. Come dice anche Renato Alberti, nonno del Coastal Rowing, in una lettera inviata all’ANAC e ripresa da Amoremare, “scegliere una sede per il Campionato Italiano di Coastal Rowing dove sia prevedibile quel moto ondoso che costituisce elemento essenziale della disciplina”. Quindi, si può anche esser d’accordo sul fatto che sia “del tutto inopportuno far disputare un Campionato Italiano di Coastal Rowing su acque piatte o acque in larga parte prevedibilmente piatte”. Con, aggiungo io, il proseguimento della volontà di favorire la visibilità dello spettacolo, quindi del percorso, e il primo pensiero personale va all’ottima riuscita del Mondiale Coastal di Bari. Le caratteristiche del Coastal, non perché lo diciamo noi ma perché lo sostiene fermamente la FISA, vanno naturalmente  privilegiate.

Ma chi, in quel week end, opterà per il Coastal Rowing dovrà rinunciare ad esempio al Tipo Regolamentare? Vedi, ad esempio, il CC Saturnia sempre presente a entrambe le competizioni. No, assolutamente no: la Federazione potrà stilare programmi differenziati a seconda dei giorni in modo tale da non escludere a nessuno la possibilità di partecipare a entrambi gli eventi.

Chiaramente occorrerà organizzarsi a livello di disponibilità imbarcazioni ma queste, comunque, sono specialità in cui spesso i Comitati Organizzatori (in special modo il Coastal ma anche il Regolamentare come già capitato a Mondello) ben si organizzano per farle trovare sul posto.

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3 pensieri riguardo “Coastal e Regolamentare insieme. Perché no?”

  1. proposta sbagliata, molte società non avrebbero il “numero” di atleti per poter partecipare con equipaggi diversi alle due manifestazioni; inoltre, se si vuol garantire la partecipazione di un equipaggio ad entrambe le manifestazioni, quanto si deve far durare le stesse (tenendo anche conto del tempo che ci vuole per raggiungere il luogo della manifestazione…)?
    Occorre infatti considerare che molti atleti lavorano o studiano per cui il tempo a disposizione non è tanto: oltre ovviamente al costo di una lunga permanenza sul luogo delle gare.
    Da ultimo va considerato il giusto tempo di recupero tra uno sforzo fisico e l’altro che ovviamente andrebbe ad allungare i tempi della manifestazione.

  2. io considererei non da ultimo, ma per primo punto, il fatto che le barche da costal rowing si chiamano anche “yole de mer” . Se le chiamano così è perchè il futuro è già presente e il presente va verso il passato. Ci sono passaggi ( dolorosi questo è indubbio ) da fare, ma ci sono……….. . Lo hanno fatto con i fucili ad avancarica, con il telegrafo, ,con l’areostato a gas illuminante, con il grammofono ( il commento non prosegue a causa delle numerose anticaglie ottocentesche che nel 21 secolo sono state “modernizzate” e che sommate tutte assieme in fila per la loro quantità di byte “affonderebbero” i server del sito………… )

  3. Io invece mi chiederei: “Jole da Mare e Coastal Rowing insieme, perché sì?”.
    Non nascondo che questa decisione, sia pur suggerita dall’ANAC, mi lascia parecchio perplesso perché, a parte le diverse motivazioni già esposte da altri, trovo molto distanti, tecnicamente e concettualmente le due specialità. Mettiamo per un attimo da parte anche questa considerazione che a qualcuno potrebbe sembrare un sofisma ma che mi pare necessaria se intendiamo una buona volta capire cosa vogliamo fare da grandi. Per ora continuiamo a fare minestroni di Romaniniana memoria mettendo tutto inseme, mare, cielo, Senior, Allievi, Master (sequel: La vendetta di G.A.R. III)
    Tra parentesi, i Master sono sempre utili per salvare le manifestazioni decotte, salvo poi considerarli alla stregua di dilettanti velleitari e un po’ rompini… quando capiremo l’importanza di questa categoria?
    Per ora il nostro canottaggio è ancora allo stadio della prima infanzia, quando si mette in bocca qualunque cosa, a prescindere se sia pericolosa o no, magari indossando un bavaglino con scritto “non baciatemi”.
    Tornando all’argomento, io una semplice, direi quasi banale e purtuttavia molto importante motivazione per NON mettere assieme Coastal e Jole l’avrei: le due specialità abbisognano di campi di gara con caratteristiche quasi opposte. Il Coastal trova beneficio quando ci sono grandi spazi aperti, onde lunghe, mare mosso, insomma, quando le condizioni possono esaltare al massimo le sue spettacolari caratteristiche talvolta un po’ funamboliche. La gloriosa Jole da mare, invece, può sopportare specchi d’acqua un po’ increspati ma non piu di tanto, pena il rischio di fracassare barche costose e rare e di fare molto male agli atleti oppure, semplicemente, di affondare. Insomma, una barca “marina” solo di nome, ma non certo adatta a regate in acque molto mosse.
    Unendo le due specialità ci garantiremo il bel risultato di danneggiare sempre una delle due, ostacolata da un campo di gara e condizioni atmosferiche inadatte, salvo il rischio di trovare acque insoddisfacenti per ambedue: una bella calma piatta di tre giorni e vedi che divertimento, rimpiangendo il fuoriscalmo lasciato a casa…
    Forse sarebbe allora il caso di imitare i cugini d’oltralpe e mettere definitamente in pensione la Jole con tutte le sue limitazioni normative e tecniche (che differenza vogare su una Jole a 4 e su un Coastal!) visto che, nella visione moderna del canottaggio, la Jole è assurta al rango di barca impara-difetti.
    Il Coastal, da parte sua, è cosa totalmente diversa dall’olimpica e credo nessuno si sognerebbe di considerarla propedeutica al 4 senza.
    Infine mi chiedo: arriverà un giorno in cui i Dirigenti e ancor di più i Tecnici italiani capiranno che non è necessario portare sempre tutti dappertutto per imbastire minestroni sciatti e incomprensibili, cominciando invece a individuare le vere vocazioni dei propri circoli, scegliendo di volta i volta la manifestazione più aderente alla propria politica sociale? Per ora siamo ancora molto lontani da una simile consapevolezza.

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