Solo prudenza?

canottaggiomania_progettoazzurro_abbagnale“Obiettivo per Rio 2016? Io sono molto scaramantico. Non mi piace parlare di numeri anche perché so quanto è difficile salire sul podio a cinque cerchi. Sicuramente puntiamo a fare meglio rispetto a Londra dove abbiamo portato a casa un argento. Vincere due medaglie non sarà facile ma abbiamo le carte in regola per riuscirci”. E’ il pensiero di Giuseppe Abbagnale riportato dall’Adnkronos (clicca qui) inerente l’obiettivo della Federazione Italiana Canottaggio per la prossima Olimpiade. 
Abbagnale adotta la tattica della prudenza, certamente poco in sintonia con i proclami della sua campagna elettorale. Forse lo fa a causa del fallimento dell’obiettivo stagionale del 2014, le famose 7-9 barche da qualificare durante il Mondiale di Aiguebelette che potevano diventare 10 con l’otto e che invece, alla fine, sono state 5.

La nuova strategia sembra esser quella del ricorso al paragone con Londra 2012. La più comoda e preziosa delle ciambelle di salvataggio, non c’è dubbio. Un primo indizio, a voler esser maliziosi, arriva dalla delusione espressa, a 3 anni (non 3 mesi o 3 giorni) di distanza dal suo ritorno, da La Mura in merito alla tecnica di voga ancora oggi inefficace prodotta da larga parte dei vogatori italiani. A volte, lo scrivo in maniera sorridente e non irriverente, l’atteggiamento del nostro DT somiglia a quello della senatrice Merlin, chiamata a ripulir l’Italia dalla vergogna delle case di tolleranza…

Non si dice, quindi, apertamente che l’obiettivo è riportare l’Italia nell’Olimpo del Canottaggio 16 anni dopo Sidney, guai a parlar d’oro perché c’è di mezzo anche la scaramanzia. Esprimiamo solo la volontà di far meglio della precedente Olimpiade.  La massima concessione è il convincimento, pur ribadendo quasi alla nausea le difficoltà del compito, di avere le carte in regola per 2 medaglie.

Che senso ricorrere adesso al catenaccio? Qui, più che nelle precedenti gestioni, la valutazione della credibilità e del lavoro svolto dall’attuale classe dirigente passerà attraverso il medagliere delle Olimpiadi. Un programma intitolato “Progetto Azzurro” e sottotitolato “Una squadra nazionale vincente” lascia pochi dubbi su quale debba essere il metro di giudizio. E nel nostro mondo, inoltre, in molti hanno memoria d’elefante. Quindi, caro Peppe, non fare il re Tentenna e non aver timore di affermare che l’Italia vuole vincere un oro a Rio de Janeiro.

 

 

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